Cava de’ Tirreni, è riuscita la festa di Montecastello… ma non mi è chiaro perché…

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foto Anglo Tortorella

La festa di Montecastello  (la vera festa di Cava) si è conclusa mi pare degnamente: la tradizione è stata rispettata nonostante qualche sfaccettatura; ma sappiamo bene che solo chi non fa non sbaglia mai. Ed è più facile stare alla finestra e criticare tutto e tutti piuttosto che scendere in campo e rimboccarsi le maniche.

Non mi è chiaro perché un gruppo di trombonieri è stato fatto sfilare prima degli altri (ma la mia è una domanda retorica!) come se ci fossero gruppi di serie A e gruppi di serie B; non mi è chiaro perché non si riesca a lavorare insieme intorno a un evento che secoli fa fece sentire “comunità” un’intera città; non mi è chiaro perché la rievocazione storica della peste (ricordo a me stesso che non potremmo fare festa se non ci fosse stato il miracolo eucaristico della peste) è stata tenuta nel cortile dell’ex seminario diocesano (luogo degnissimo) ma poco visibile; non mi è chiaro perché ci sia una guerra in atto tra le varie componenti del folklore cavese (e nessuno lo neghi); non mi è chiaro perché una festa che dovrebbe creare  comunione crei divisioni: sempre a me stesso ricordo – nella mia ignoranza – che l’Eucarestia fà comunione altrimenti la sprechiamo e commettiamo sacrilegio.

Tolti questi dubbi è stata festa per gli occhi carichi di meraviglia dei bambini, per i suoni, per i colori, per i ritmi, per gli sguardi rivolti al Castello da dove i fuochi artificiali hanno ricordato a tutti che solo la bellezza ci salverà!

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