Napoli, alla Basilica della Pietrasanta in mostra 150 opere di Andy Warhol il re della Pop art

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Una grande mostra con oltre 150 opere di Andy Warhol è in corso a Napoli nei suggestivi spazi della Basilica della Pietrasanta, in via dei Tribunali, fino al 23 febbraio.

L’esposizione dal titolo La vera essenza di Warhol, attraverso le  opere del grande artista americano rivela al visitatore l’intero percorso artistico del maestro della Pop Art, tra gli esponenti più influenti del ventesimo secolo.

Un Warhol a 360° che spazia tra musica, cinema, TV, pubblicità, arte e teatro.

Artista geniale ed eccentrico, è stato pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore.

Nella mostra alla Pietrasanta spicca su tutti il volto di Marilyn Monroe che appartiene ad una cartella contenente 10 serigrafie su carta che Andy Warhol realizzò nel 1967, tutte dedicate alla diva americana. Marilyn è una delle più famose e citate dell’artista americano e si caratterizza per una ricchezza cromatica che cambia da serigrafia a serigrafia, giocando sui contrasti complementari di colori quali il blu, il rosso, il verde, l’azzurro e il rosa.

Una “bulimia di immagini” per “trovare negli stereotipi di massa un’accogliente rifugio”.

Parole d’ordine per Warhol sono: riproducibilità ed impersonalità.

Infatti, nella mostra è possibile soffermarsi sulla Monna Lisa di Leonardo che, come Marilyn, diventa una star riproducibile in serie.

Nello spazio espositivo trova ampio visibilità la pubblicità con le scatolette Campbell a cui Warhol ha dedicato una quantità enorme di quadri.

L’ha rappresentata a volte chiusa, come in questo caso, altre volte aperte.

Non che la cosa faccia cambiare significato all’immagine, ma la grande ripetizione del medesimo tema sembra sfruttare i meccanismi della pubblicità: il bombardamento costante delle stesse immagini, colpendo in maniera subliminale, provocano quel meccanismo del “riconoscere”, che è una delle leve, a livello inconscio con cui le masse manifestano le proprie scelte e preferenze.

Warhol ha sostenuto e sperimentato anche altre forme di comunicazione, come ad esempio il cinema e la musica: ha prodotto alcuni lungometraggi e film, ha sostenuto alcuni gruppi musicali, tra cui i Velvet Underground con Lou Reed, per i quali ha disegnato questa celebre copertina dell’album d’esordio The Velvet Underground & Nico.

Spazio quindi allo star sistem da Silvester Stallone a Mick Jagger, alla politica con Mao tse Tung, Lenin e kennedy, alla regalità di Carolina di Monaco, agli stilisti, quali Valentino, Regina Schrecker ed Armani.

Un’altra opera è dedicata alla diva per eccellenza: si tratta di Silver Liz e che ritrae ovviamente Elizabeth Taylor, in quel periodo all’apice della sua carriera.

Realizzata anche questa con la tecnica della serigrafia a partire da un’immagine pubblicitaria (in questo caso quella di Venere in visone), vide l’aggiunta anche di vernici spray e per la prima volta cercava di cogliere nel volto di una delle sue icone pop un sentimento che andasse al di là del mito.

Dopo la prima visita di Andy Warhol a Napoli sbocciò l’amore per la città partenopea, che gli ricordava New York sotto alcuni aspetti.

“Il Vesuvio è molto più grande di un mito” – disse Warhol ed infatti lo ritrasse questo gigante della natura numerose volte.

Con Vesuvius Andy Warhol voleva rappresentare il reale pericolo che poteva provocare il vulcano ma allo stesso tempo sottolineava quanto la gente vivesse felice nonostante questa minaccia e nonostante la città cadesse a pezzi come New York.

Questa serie di lavori venne prodotta in occasione dell’esposizione “Vesuvius” organizzata a Capodimonte del 1985 e l’artista regalò due di questi quadri all’amico Lucio Amelio.

La mostra si chiude con il divertente giardino pop nel quale fiori multicolori danzano a ritmo di musica ed inneggiano, per lo spasso del visitatore, all’opera di Andy Warhol.

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Sono un giornalista e mi occupo di comunicazione pubblica in un Piano sociale di Zona. Amo leggere, sono appassionata del mare e nei miei consumi culturali ci sono il cinema, la musica e i beni artistici. Sono il presidente dell’Associazione Comunicazione&Territorio che pubblica Ulisse on line e organizza da undici edizioni la rassegna letteraria Premio Com&Te, che rappresenta, tra l'altro, un momento di confronto tra giovani studenti e scrittori del panorama letterario italiano. Ho collaborato per molti anni con testate giornalistiche a diffusione locale e regionale, quali Confronto, l’Opinione, il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, e curato uffici stampa ed attività di comunicazione pubblica ed istituzionale presso comuni, aziende pubbliche ed il Conservatorio statale Martucci di Salerno. Ho insegnato teoria e tecnica della comunicazione presso alcuni istituti superiori della provincia di Salerno. Seguo con grande attenzione le evoluzioni della comunicazione pubblica in Italia ed in particolare il gruppo dell’Associazione #PASocial. Credo che la Pubblica amministrazione debba stare là dove sta il cittadino e quindi anche utilizzare, con la dovuta accortezza, i canali social.

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