La fiera delle ipocrisie Nato
La polemica sui voli americani dall’Italia verso l’Iran riaccende dubbi e sospetti sulla trasparenza dell’Alleanza. Governo e opposizioni inscenano indignazioni di facciata, mentre la realtà resta ben più complessa di quanto dichiarato ufficialmente
Ieri giornata di polemiche per le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sui voli americani partiti dall’Italia per bombardare l’Iran. Immediata la precisazione della portavoce dell’Alleanza. Quei voli – ha spiegato – rientravano negli accordi bilaterali e avevano finalità esclusivamente logistiche o tecniche. Una versione ufficiale che però lascia più di un dubbio. Possiamo davvero accontentarci di distinzioni così labili ed equivoche? E possiamo credere che gli Stati Uniti siano sempre trasparenti sulle loro attività militari? La storia suggerisce il contrario. Colpisce anche l’atteggiamento delle opposizioni. Oggi indignate, ma quando erano al governo non hanno mai messo in discussione le dinamiche interne alla Nato e il rapporto con il nostro principale alleato. Il risultato è una scena politica in cui tutti sembrano recitare una parte prestabilita. Più che una discussione seria, quella di ieri è apparsa come una grande fiera dell’ipocrisia. Un modo, piuttosto maldestro, per prendere in giro gli italiani. Da destra a sinistra, governo e opposizione, tutti sanno come stanno davvero le cose, ma nessuno lo dice apertamente, preferendo arrampicarsi sugli specchi.





