scritto da Pasquale Petrillo - 21 Ottobre 2026 08:59

Giovani, piazze e poteri oscuri

La stretta del Governo sulla sicurezza arriva dopo le violenze che hanno coinvolto centinaia di giovani a Milano. Tra misure urgenti, ipotesi di ingerenze straniere e disagio giovanile, servono intelligence mirata e politiche inclusive

foto Giovanni Armenante

Sulla guerriglia urbana che ha visto nei giorni scorsi protagonisti i giovani, molto dei quali minorenni, c’è stata una nuova stretta del Governo Meloni con l’ottavo decreto sicurezza in quattro anni. Un po’ troppi, indubbiamente. Tuttavia, una risposta andava data. Evitata, dal presidente Mattarella, la scelta di dare ai 500 militari mandati a presidiare le piazze milanesi le funzioni di polizia giudiziaria. In altre parole, il potere di arrestare. Non era proprio il caso. Militarizzare l’ordine pubblico è una deriva estremamente pericolosa. E’ sempre meglio tenere distinti i compiti dei militari da quelli dalla polizia. Ad ogni modo, emerge il sospetto che dietro i fatti di Milano ci sia una regia esterna, forse di una potenza straniera. In molti pensano alla Russia. Una regia occulta che avrebbe spinto migliaia di giovani alla rivolta attraverso i social. Il motivo? Destabilizzare il nostro Paese. Può essere. Sarebbe un’eventualità gravissima. Questo richiede un’attività di intelligence più intensa e mirata per prevenire nuovi episodi di guerriglia. A ciò si aggiunge la necessità di politiche rieducative e di inclusione di tanti giovani, molti dei quali vivono indubbiamente un malessere sociale. La repressione della delinquenza, degli atti vandalici e del teppismo è necessaria, ma non basta. Di sicuro, da sola non è la soluzione per sanare le fratture sociali e politiche emerse in questi giorni.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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