Giovani, piazze e poteri oscuri
La stretta del Governo sulla sicurezza arriva dopo le violenze che hanno coinvolto centinaia di giovani a Milano. Tra misure urgenti, ipotesi di ingerenze straniere e disagio giovanile, servono intelligence mirata e politiche inclusive
Sulla guerriglia urbana che ha visto nei giorni scorsi protagonisti i giovani, molto dei quali minorenni, c’è stata una nuova stretta del Governo Meloni con l’ottavo decreto sicurezza in quattro anni. Un po’ troppi, indubbiamente. Tuttavia, una risposta andava data. Evitata, dal presidente Mattarella, la scelta di dare ai 500 militari mandati a presidiare le piazze milanesi le funzioni di polizia giudiziaria. In altre parole, il potere di arrestare. Non era proprio il caso. Militarizzare l’ordine pubblico è una deriva estremamente pericolosa. E’ sempre meglio tenere distinti i compiti dei militari da quelli dalla polizia. Ad ogni modo, emerge il sospetto che dietro i fatti di Milano ci sia una regia esterna, forse di una potenza straniera. In molti pensano alla Russia. Una regia occulta che avrebbe spinto migliaia di giovani alla rivolta attraverso i social. Il motivo? Destabilizzare il nostro Paese. Può essere. Sarebbe un’eventualità gravissima. Questo richiede un’attività di intelligence più intensa e mirata per prevenire nuovi episodi di guerriglia. A ciò si aggiunge la necessità di politiche rieducative e di inclusione di tanti giovani, molti dei quali vivono indubbiamente un malessere sociale. La repressione della delinquenza, degli atti vandalici e del teppismo è necessaria, ma non basta. Di sicuro, da sola non è la soluzione per sanare le fratture sociali e politiche emerse in questi giorni.





