Cava de’ Tirreni, domani al Comune l’incontro per una città che educa e include
Sarà presentata la “Fase AUT”, il percorso che coinvolge attività commerciali e luoghi pubblici nell’autonomia dei giovani con autismo. Formazione, comunità e piccoli gesti per costruire una città più accessibile e consapevole
L’incontro “Costruiamo una città partecipata e consapevole”, promosso da In&Aut – Spazi di autonomia in collaborazione con il Comune di Cava de’ Tirreni, riunirà domani pomeriggio a Palazzo di Città commercianti, ristoratori, gestori di palestre e attività ricreative per presentare la nuova “Fase AUT”, il percorso che punta a trasformare il territorio in una rete di agenzie educative non formali. L’obiettivo è rendere bar, negozi e luoghi pubblici più accoglienti e accessibili ai giovani con autismo, grazie a formazione mirata, strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa e semplici accorgimenti quotidiani.
Durante il convegno, amministratori, dirigenti scolastici, operatori sociali e sanitari hanno illustrato il ruolo della comunità nel sostenere l’autonomia dei ragazzi, sottolineando come “piccoli gesti possano generare grandi autonomie”. Il confronto finale con le realtà economiche e associative ha evidenziato una forte disponibilità del territorio a collaborare.
Il progetto In&Aut – Spazi di autonomia, attuato dalla Cooperativa La Città della Luna, accompagna otto giovani adulti con Disturbo dello Spettro Autistico nella delicata transizione alla vita adulta. Come si legge nel documento: “Il progetto si propone di affrontare la delicata fase di transizione alla vita adulta delle persone con ASD, contrastando il progressivo isolamento sociale” . Il percorso si articola in due momenti: lo Spazio IN, dove si simulano attività quotidiane in ambiente protetto, e la Fase AUT, cuore del progetto, che prevede la sperimentazione in contesti urbani reali come bar, pizzerie, musei e uffici postali. Qui, spiegano gli autori, “gli utenti sono chiamati a mettere in pratica, nel mondo esterno, le abilità apprese durante le simulazioni nello Spazio IN” .
La gradualità del supporto educativo, il coinvolgimento dei gestori dei locali e il raccordo con Ambito Sociale S2 e ASL rendono questo modello un esempio concreto di inclusione territoriale. I risultati attesi riguardano l’aumento dell’autonomia nelle routine quotidiane e una reale partecipazione alla vita della comunità.







