Europa tra critica e nodo irrisolto
Orsini e Meloni attaccano la burocrazia di Bruxelles, ma divergono sulla soluzione. Per rafforzare davvero l’Unione, il salto federale resta il punto che molti – premier compresa – non vogliono affrontare
Le dichiarazioni del presidente di Confindustria Emanuele Orsini e della premier Giorgia Meloni mostrano un’Europa letta da prospettive diverse. Orsini denuncia un’Unione ingessata, ostaggio di una burocrazia “lunare”, lontana dalla realtà e poco utile ai governi nazionali. Meloni si muove su un terreno simile, definendo Bruxelles “un gigante burocratico che deve fare meno e meglio”. Di segno opposto è invece la riflessione dello stesso Orsini, che pur riconoscendo i limiti dell’assetto attuale sostiene la necessità di un salto politico: costruire “un’Europa veramente federale”, l’unica in grado di reggere le sfide globali. Una prospettiva che però non rientra negli orizzonti della premier, gelosa delle prerogative nazionali e contraria a cessioni di sovranità. Il vero nodo è tutto qui. Questa Unione europea spesso non piace, ma se la si vuole davvero più forte e adeguata alle sfide presenti e future, la strada federale resta l’unica soluzione. Un passaggio che però molti, Meloni compresa, non intendono affrontare.





