Emirati fuori dall’Opec
L’uscita di Abu Dhabi indebolisce il cartello del petrolio e può favorire un calo dei prezzi. Restano però decisive le tensioni geopolitiche nel Golfo
Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l’Opec, l’organizzazione che riunisce i principali Paesi esportatori di petrolio, nata per coordinare produzione e prezzi del greggio. L’Occidente ne sperimentò la forza già 53 anni fa, durante la guerra del Kippur del 1973. Lo shock energetico provocò gravi carenze di carburante. In Italia ciò si tradusse nelle domeniche senza auto e nelle misure di austerità, con il blocco della circolazione privata nei giorni festivi e città improvvisamente silenziose. Oggi l’uscita degli Emirati rappresenta un colpo significativo per il cartello, storicamente guidato dall’Arabia Saudita. Abu Dhabi potrà ora produrre e vendere petrolio senza vincoli di quota. Con effetti positivi sui prezzi e quindi anche per l’economia italiana. Resta però centrale il nodo geopolitico. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti e il rischio legato allo Stretto di Hormuz continuano a pesare sugli equilibri energetici globali. Senza una soluzione su questo fronte, i benefici economici potrebbero rivelarsi solo parziali.





