Grazia Minetti, caos istituzionale
Il caso Minetti scatena un inedito scontro istituzionale tra Quirinale, Giustizia e magistratura
Un pasticcio gravissimo quello della grazia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti. Secondo quanto emerge, c’è il forte sospetto che l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi non meritasse affatto la clemenza presidenziale. Il Quirinale, con un gesto senza precedenti, ha chiesto chiarimenti al ministro della Giustizia. Sorge spontanea una domanda: un Paese come il nostro, in un momento internazionale così delicato per i conflitti in corso — soprattutto in Medio Oriente — può davvero ritrovarsi con la “questione Minetti” in cima alle preoccupazioni istituzionali? E soprattutto, aveva senso concedere una grazia che appare, a molti, del tutto immotivata? Ne è nato il più classico dei papocchi all’italiana, che coinvolge Presidenza della Repubblica, Ministero della Giustizia e magistratura. E, come sempre, è partito lo scaricabarile: tutti si trincerano dietro carte, procedure e responsabilità incrociate. Mai come ora tornano attuali le parole di Ennio Flaiano: «La situazione è grave, ma non è seria».





