Condanna choc in Iran
Najmeh Amini, 23 anni, è stata condannata a morte per un post ritenuto blasfemo dal regime iraniano, dopo le proteste di gennaio. Il suo caso si inserisce in un’ondata di repressione con oltre 600 esecuzioni e decine di migliaia di arresti, mentre il dissenso internazionale resta debole
L’accusa è di blasfemia per un post sui social ritenuto offensivo verso il profeta Maometto. Per questo è stata condannata a morte dal regime iraniano degli ayatollah. Stiamo parlando di Najmeh Amini. E’ una giovane donna di 23 anni. E’ detenuta dopo le proteste nazionali di gennaio, represse con migliaia di vittime e oltre 50.000 arresti. Il suo non è un caso isolato. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano un crescente ricorso alla pena di morte da parte di Teheran, con oltre 600 esecuzioni registrate quest’anno, spesso usate per reprimere il dissenso. Questo è lo stato islamico iraniano. Le nostre piazze si riempiranno di manifestanti per protestare contro questo regime repressivo, sanguinario, misogino e retrivo? Immaginiamo di no. Le donne iraniane e il dissenso di quel popolo nei riguardi di una dittatura assassina meritano poco o comunque scarsa attenzione. Qualcuno dovrà spiegarci i motivi di tanta noncuranza. Forse, ma c’è poco da illudersi al riguardo.





