scritto da Gennaro Pierri - 04 Maggio 2026 09:57

Quando restare diventa una bugia

Qui l’addio non è fuga. È diagnosi. Dire che “bisogna lottare sempre” è una mezza verità che diventa tossica. Perché sì, alcune cose vanno attraversate, non abbandonate. Ma altre no. E il punto non è la fatica: è la direzione

Non tutti gli addii arrivano alla fine. Alcuni succedono molto prima, nel momento esatto in cui inizi a restare per abitudine e non per scelta. Succede nelle relazioni che continui a difendere anche quando ti svuotano. Nei lavori che ti tengono occupato ma non vivo. Nelle amicizie che sopravvivono solo perché nessuno ha il coraggio di dirlo: “non siamo più questi”.

Qui l’addio non è fuga. È diagnosi. Dire che “bisogna lottare sempre” è una mezza verità che diventa tossica. Perché sì, alcune cose vanno attraversate, non abbandonate. Ma altre no. E il punto non è la fatica: è la direzione. Se ciò che vivi non ti sta portando da nessuna parte, o peggio, ti allontana da ciò che sei, restare non è forza, è inerzia. Il problema è che siamo addestrati a confondere la durata con il valore. Più resisti, più pensi che conti. Ma la durata, da sola, non salva niente.

Può solo prolungare l’agonia. Un addio fatto bene non è impulsivo. È lucido. Arriva dopo aver guardato in faccia la realtà senza filtri: “questa cosa, così com’è, non funziona più”. Senza colpevoli, ma con responsabilità. E allora la vera domanda cambia: non “sto mollando troppo presto?”, ma “sto restando troppo tardi?”. Perché a volte il coraggio non è tenere duro.

È smettere di raccontarti che ha ancora senso.

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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