scritto da Guglielmo Scarlato - 20 Agosto 2026 19:11

Michele Pinto, una stagione che se ne va

Con la scomparsa di Michele Pinto si chiude una pagina della politica salernitana e italiana. Un uomo delle istituzioni, legato al territorio, alla misura del confronto e all’idea della politica come servizio

Se n’è andato a 95 anni, a San Ginepro. Con lui si chiude una nobile stagione della nostra storia.

Era nato a Teggiano, ma il suo passo si estendeva su tutta la provincia di Salerno.
Apparteneva a quella generazione che ha imparato la politica nelle sezioni, non sui social. Anni in cui si discuteva fino a tardi, si scrivevano mozioni a mano, si prendeva il treno per Roma e si tornava per la festa di paese. Erano tempi formativi. Tempi in cui essere rappresentante voleva dire rispondere al telefono, spiegare, mediare, tenere insieme.

Pinto è stato uno degli interpreti più alti di quel modo di fare.
Democristiano e poi popolare. Consigliere ed assessore regionale in Campania. Più volte senatore. Vicepresidente del Senato. Ministro delle Politiche agricole nel primo Governo Prodi. Alto dirigente di partito.
Ma le etichette dicono poco. Quello che contava era il metodo: niente urla, niente scorciatoie. Un lavoro di pazienza. La capacità rara di abbassare i conflitti e cercare un punto d’incontro, anche quando tutto spingeva alla rottura.

Aveva un radicamento vero. Conosceva i territori, le vertenze, le persone. Ricordava. Tornava. Non considerava il rapporto con la gente un passaggio, ma il senso stesso dell’impegno pubblico.
In Parlamento portava quella stessa misura. Mente giuridica rigorosa, parola incisiva ed essenziale. Uomo di istituzioni: credeva nel Parlamento, nelle regole, nel fatto che lo Stato dovesse funzionare.

È stato testimone e protagonista di decenni decisivi. Ha visto cambiare i partiti, i governi, il Paese. Eppure non ha mai smesso di ragionare partendo da qui: dal Cilento, dal Vallo di Diano,da Salerno. Perché per lui la politica iniziava sempre dal territorio e lì doveva tornare.

Oggi ci manca soprattutto questo: un’idea di servizio pubblico senza protagonismo, un’autorità che non abbia bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.
Un uomo che ha attraversato la storia repubblicana restando fedele a un’idea semplice: che governare è prendersi cura.

La sua memoria resta nelle leggi che ha contribuito a scrivere, negli incarichi che ha ricoperto con sobrietà, ma soprattutto nel modo in cui ha abitato la politica: con responsabilità, discrezione, radicamento.

La nostra terra perde un pezzo di sé. Un pezzo importante.

Guglielmo Scarlato, salernitano, avvocato cassazionista, deputato per tre legislature tra il 1983 ed il 1994. Studioso di diritto, è stato professore a contratto di Diritto Penale dell’ Economia presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, ha pubblicato numerose monografie e saggi su diversi temi giuridici ed è l’autore di alcuni voci dell’Enciclopedia Giuridica Treccani, quali quella sui reati ministeriali, sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica e l’attentato ai ai diritti politici del cittadino.

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