Le fake-news di Lega e 5Stelle

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Fra le tante notizie negative, o non-notizie, riguardanti i nostri attuali due governanti gallo-verdi -che il loro capo, l’affaticato Conte, nonostante negli ultimi tempi abbia tirato fuori una certa grinta (qualcuno dice che ha tirato fuori finalmente i cosiddetti!), fa fatica a contenere- notizie che per il ripetersi degli argomenti e il susseguirsi degli avvenimenti ormai non fanno più notizia se non nei talk televisivi ultrapopolari che oramai solo gli affamati di “boutade” seguono…

Dicevo che una buona notizia è emersa negli ultimi giorni, e cioè che Facebook ha finalmente deciso di chiudere ben 23 pagine non ufficiali italiane facenti capo alla Lega di Salvini e al Movimento 5 Stelle di Di Maio e che venivano seguite da circa 2.500.000 di followers, termine anglosassone che sta a significare “utenti”, vale a dire persone che si collegano a quelle pagine per usufruire dei servizi resi, in questo caso mantenersi informate sulle novità di cronaca.

Il termine ha anche una traduzione diversa, vale a dire “seguace”, che meglio si adatta alla problematica in argomento ed al collegamento tra il contenuto di queste pagine chiuse a coloro, ben 2.milioni e 500.mila, che le seguivano.

Infatti, si è sempre sospettato, e la chiusura ce lo conferma, che su tali pagine venissero pubblicate tantissime fake-news, notizie false, il cui scopo era quello di orientare le opinioni della gente in merito al problema dei migranti, ai vaccini, ai problemi raziali, ai rapporti con la stampa e con i giornalisti non allineati al “verbo” leghista o pantastellato; argomenti che, a pochi giorni dalla elezioni europee, avrebbero continuato a influenzare gli elettori gettando fango sui nemici o detrattori per orientare falsamente l’opinione dei votanti.

Facebook è stato costretto ad intervenire a seguito delle segnalazioni fatte, in conseguenza di accurate indagini, dal movimento Avaaz, una organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su temi di interesse generale quali i cambiamenti climatici, i diritti umani, la corruzione, i diritti degli animali, la povertà, i conflitti in genere e quant’altro di interesse generale.

Facebook, dopo la segnalazione di Avaaz e dopo rapida indagine, ha chiuso le pagine per “proteggere l’integrità delle elezioni nell’ UE e in tutto il mondo”, come si è affrettato a confermare il portavoce.

Per la verità era da qualche anno che si segnalavano a FB ripetute diffusioni di notizie false, le quali hanno caratterizzato anche i periodi di tempo che hanno preceduto la formazione dell’attuale governo giallo-verde e certamente anche la sua martellante campagna elettorale, falsata e invelenita da continue notizie, la cui falsità è spesso ben camuffata, frutto di operazioni di specialisti delle fake-news, e che non ha utilizzato solo il popolare net-work; nessuno ha dimenticato le polemiche post-elezioni in Italia, ma anche negli Usa, che hanno avuto spesso nel mirino anche Putin accusato di aver pilotato le elezioni; cosa che non è ancora stata dimostrata, pure se, specialmente negli Usa, in discorso periodicamente emerge, e sembra destinato ad avere sviluppi.

E sembra che nemmeno la campagna elettorale del 2018 in Italia sia stata immune da condizionamenti derivanti dalla diffusione di notizie false provenienti anche dall’estero; sembra che pure la Lega di Salvini abbia usufruito di servizi di monitoraggio e profilazione dei parte dell’elettorato provenienti dalla Russia di Putin.

La differenza, purtroppo per noi, è data dalla circostanza che negli Usa una volta che i cani hanno azzannato una preda, difficilmente la mollano, tant’è che sulla testa di Trump grava la spada di Damocle del Russian-gate, e dell’eventuale “impeachment”, mentre qui in Italia nella maggiore parte dei casi tutto finisce a “tarallucci e vino”.

Tra le pagine chiuse, una delle più attive aveva il nome di “Vogliamo il movimento 5 stelle”, e una delle tante notizie false riguardava Roberto Saviano al quale era stata attribuita la frase che avrebbe “preferito salvare i migranti piuttosto che le vittime del terremoto”, che lo scrittore dovette smentire pubblicamente, oppure la pagina “Lega Salvini Premier” sulla quale venne pubblicato anche un video di migranti che distruggevano una macchina dei carabinieri; il video registrò circa 10.milioni di visualizzazioni, e nonostante ne fosse stata smascherata la falsità, ha continuato a raccogliere consensi e adesioni.

Il problema è molto serio in quanto, una volta diffusa tramite la rete una notizia falsa, che spesso anche ai più attenti addetti ai lavori diventa difficile individuare come tale, alla prima visualizzazione viene ripresa a divulgata su altre pagine, è una diffusione a raggiere successive, che raggiungono una capillarità incontrollabile, molto spesse vengono ripetute e ritrasmesse anche a distanza di tempo e divengono una specie di palude dalle cui sabbie mobili è difficile salvarsi; ne sanno qualcosa coloro che, spesso per ingenuità o superficialità, hanno diffuso o consentito la diffusione in rete di filmati riservati che poi sono stati resi di dominio pubblico e talvolta hanno provocato la morte delle vittime: chi non ricorda il suicidio della trentenne Tiziana Cantone di Mugnano Napoli; e non è la sola.

La rete ha un potere straordinario ma, purtroppo, è come una piovra incontrollabile, la quale quando ti ha agganciato non ti molla più, e chi è stato imbrigliato rischia di non poterne più uscire; è un mezzo potentissimo, straordinario, in positivo e in negativo: è un δεινός (deinos: tremendo, terribile, spaventevole, violento) come disse Sofocle qualche tempo fa.

Non c’è garanzia che la chiusura di queste pagine abbia risolto il problema, sia perché, come suol dirsi, il lupo perde il pelo ma non il vizio, quindi è matematicamente certo che lega e grillini riapriranno tra breve altre pagine per proseguire le loro false campagne denigratorie, ma anche per il semplice motivo che Dio solo sa quante altre pagine di “fake-news” esistono sul web.

Quindi l’unica efficace arma contro queste distorsioni del sistema è costituita da grande attenzione di chi legge e da spiccato sento critico e un attento controllo delle fonti.

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