scritto da Gennaro Pierri - 19 Aprile 2026 08:01

Le cose che scopri solo quando perdi l’equilibrio

Ecco il punto che di solito evitiamo: non cresciamo grazie agli errori, ma grazie all’onestà che gli errori ci impongono

C’è un istante, mentre perdi l’equilibrio, in cui capisci che non eri stabile: eri solo abituato.

Da fuori sembriamo solidi. Dentro, spesso, siamo solo allenati a non fare domande. La caduta rompe questa disciplina silenziosa. Non perché sia “utile” in sé, non lo è, ma perché disattiva le scuse. Quando qualcosa crolla, non puoi più raccontarti che “va tutto bene”. E lì, finalmente, inizi a vedere. Vedi che quel lavoro non ti stava formando ma consumando. Che quella relazione non ti sosteneva ma ti teneva fermo. Che certe scelte non erano convinzioni, ma inerzie ben giustificate. La caduta non crea queste verità: le rende impossibili da ignorare.

Ecco il punto che di solito evitiamo: non cresciamo grazie agli errori, ma grazie all’onestà che gli errori ci impongono. Senza quella frattura, continueremmo a ottimizzare una vita che non abbiamo mai davvero scelto. Allora smettiamola di glorificare la resilienza come capacità di “tornare come prima”. Tornare come prima è fallire due volte. Il vero scarto è usare la perdita di controllo per cambiare direzione, non solo per rimettersi in carreggiata. Non serve cadere apposta. Serve non sprecare le cadute. E quindi: se oggi qualcosa ha ceduto, la domanda non è “come torno su?”, ma “cosa ho visto che prima mi rifiutavo di vedere?”. Perché è lì che inizia una vita meno comoda, ma finalmente tua.

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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