Il mondo ha sete…

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Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo che riguardava il servizio idrico svolto dall’Ausino nei 26 Comuni forniti, col quale abbiamo chiarito diversi dubbi e perplessità su alcuni voci della fattura-bolletta.

Ci troviamo ora ad affrontare un problema che, con il trascorrere dei giorni, allarma e preoccupa sempre di più, e cioè la carenza di acqua causata da un periodo di piogge quasi inesistenti, o talvolta dannose, che sta prosciugando le riserve naturali di questo prezioso liquido.

La carenza di acqua ha già fatto danni enormi all’agricoltura, e sta mettendo a serio rischio di sopravvivenza imprese agricole e zootecniche.

Ecco il motivo per cui si susseguono le raccomandazioni, sempre più numerose, di evitare sprechi, dalle più semplici, vale a dire tenere comportamenti virtuosi tra le mura domestiche, alle più complesse, sulle quali i semplici cittadini possono fare ben poco, se non segnalare a chi di competenza sprechi ingiustificati.

La terra è la prima a risentirne: mancanza di acqua potabile significa anche suolo arido e improduttivo, dove l’agricoltura diventa impraticabile. E, soprattutto, a risentirne è la salute delle persone che vivono in queste zone: procurarsi acqua da fonti non sicure aumenta il rischio di contrarre una di quelle che vengono chiamate malattie della povertà.

Il diritto all’acqua potabile è sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Ma dietro i numeri ci sono storie di persone vere, per le quali si può fare molto come costruire pozzi d’acqua, oppure predisporre impianti idraulici che portino l’acqua potabile lì dove non c’è. Tutte soluzioni che possono migliorare le condizioni di vita nei Paesi più poveri del mondo, purché sia possibile attuarle.

Quindi ciascuno di noi deve fare la sua parte, ed è virtuoso seguire le seguenti regole comportamentali che consentono di risparmiare da 10 a 30.mila litri di acqua in un anno, elaborate da Utilitalia, la Federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas in Italia.

  1. Utilizzare sempre un frangi-getto, da avvitare a ogni al rubinetto: il frangi-getto è un miscelatore acqua-aria che consente un risparmio 6-8 mila litri anno.
  2. Riparare rubinetti o water che perdono, così si può arrivare sprecarne anche 100 litri al giorno.
  3. Scegliere uno scarico wc con pulsanti a quantità differenziate o direttamente una manopola di apertura e chiusura: si ottiene un risparmio dai 1 ai 3 mila litri di acqua all’anno.
  4. Preferire la doccia al bagno in vasca; in doccia il consumo è di 40-60 litri di acqua, per una vasca è di due o tre volte superiore.
  5. Quando ci si lavano i denti o ci si rade, evitare di tenere aperto il rubinetto: si risparmiano 5 mila litri l’anno.
  6. Gli elettrodomestici vanno messi in funzione solo a pieno carico: si risparmiano 8-11 mila litri anno e si risparmia anche energia elettrica.
  7. Lavare l’auto solo quando necessario e utilizzando il secchio anziché il tubo: i potranno risparmiare oltre 100 litri di acqua a ogni lavaggio.
  8. Innaffiare le piante e gli orti di sera, perché quando le perdite per evaporazione sono ridotte il risparmio 5-10 mila litri anno.
  9. L’acqua della pasta o del riso è ottima per innaffiare le piante: si risparmiano 1400 – 1800 litri all’anno.

Con queste semplici regole, dettate dal buon senso, si consegue un notevole risparmio di acqua, anche fino a 10-30 mila litri l’anno, come ha calcolato Utilitalia, a beneficio delle proprie tasche e dell’interesse generale.

Utilitalia è la Federazione che riunisce le Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas, rappresentandole presso le Istituzioni nazionali ed europee: è nata dalla fusione di Federutility (servizi energetici e idrici) e di Federambiente (servizi ambientali).

Gli Associati ad Utilitalia sono:

=servizi idrici a circa l’80% della popolazione

=servizi ambientali al 55% della popolazione

=servizi gas ad oltre il 30% della popolazione

=servizi energia elettrica al 15% della popolazione.

Qualche dato globale sull’acqua può essere più utile di tante parole.

L’acqua è il principale liquido che compone il corpo umano e rappresenta circa il 60% del peso corporeo nei maschi adulti, dal 50 al 55% nelle femmine (caratterizzate da una maggiore percentuale di grasso corporeo rispetto ai maschi), e fino al 75% in un neonato.

Il 71% della superficie terrestre è coperta di acqua ma il 97,5% è salata (soprattutto sotto forma di ghiaccio): di questo il 93% viene impiegato per usi agricoli.

Il Brasile è lo stato con la maggiore ricchezza d’acqua, da solo ne possiede il 15%, seguono Russia (8%), Canada (6%), Stati Uniti, Indonesia e Cina (circa il 5%).

Sempre più paesi invece si trovano in situazioni di scarsità o addirittura emergenza, con una disponibilità pro capite inferiore ai 1000 m3 annui.

I Paesi dove manca l’acqua sono l’Asia e l’Oceania; come Papua Nuova Guinea, in Oceania, dove meno del 50% della popolazione si abbevera a una fonte sicura. O come Myanmar, Cambogia, Afghanistan, Tagikistan e Yemen, dove il problema riguarda una percentuale della popolazione compresa tra il 50 e il 25%.

I Paesi nel mondo che non hanno acqua potabile costituiscono circa l’11% della popolazione mondiale, pari a circa 760.milioni di individui che non riescono a procurarsi acqua per la sopravvivenza.

Tra questi vi è l’Africa subsahariana, dove le persone devono affrontare la più grave carenza d’acqua potabile, in particolare in Niger, Ciad, Etiopia, Eritrea, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Angola e Mozambico, meno del 50% della popolazione riesce ad avere accesso a una fonte d’acqua potabile sicura.

L’Italia è al primo posto in Europa anche per il volume di acqua dolce prelevato da fiumi, laghi e dal sottosuolo: 9,2 miliardi di metri cubi nel 2018.

Quanti litri di acqua esistono sulla Terra?

=Acqua totale 1.miliardo e 400.milioni =Acqua dolce nel sottosuolo 11.milioni =Acqua dolce nei laghi 120.mila =Acqua dolce nei fiumi 13.mila

=Acqua allo stato di vapore nell’atmosfera 13.mila

Ed è proprio in virtù della situazione privilegiata che viviamo nel nostro Paese, che dobbiamo immedesimiamoci nella realtà di vita di quei paesi nei quali l’accesso all’acqua è proibito o problematico, e dobbiamo cercare di preservare questo elemento, fonte di vita, anche con comportamenti responsabili e virtuosi.

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