Durissima polemica tra Massimo Giletti e Vincenzo De Luca

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Nelle ultime settimane è scoppiata una durissima polemica tra il giornalista de “La 7” Massimo Giletti, che conduce la domenica sera la trasmissione “Non è l’Arena”, e il Governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Sono anni che seguo Giletti, già da quando aveva il programma simile, “L’Arena”, sulla Rete Rai, e ne ho sempre apprezzato non solo gli argomenti trattati, ma la affidabilità degli stessi in quanto Giletti ha introdotto un tipo nuovo di Talk-Show.

Infatti, diversamente da tutti gli altri delle varie reti televisive, quando Giletti affronta un problema, è costante nel trattarlo nella successiva trasmissione e in quelle seguenti, fino a quando il problema non è stato chiarito o risolto.

La sua tenacia forse non lo rende simpatico alla massa dei telespettatori, molti abituati solo a cose più leggere, vale a dire a quei talk che saltellano da un problema all’altro e difficilmente ripetono lo stesso argomento, sul tipo di “Porta a porta”, l’annoso programma di Bruno Vespa il quale, benché sia un buon giornalista, in genere preferisce rimanersi sul leggero.

Nemmeno gli altri, come “Di Martedì”, condotto da Giovanni Floris, oppure “Piazza Pulita” condotto da Corrado Formigli, possono paragonarsi a quello di Giletti.

Fra l’altro quello di Floris “Di Martedì”, ha ospiti fissi, mezzi-busti in presenza o a distanza, che parlano sempre degli stessi problemi, ultimo dei quali la pandemia da Coronavirus e sono diventati noiosi e stancanti, anche perché della pandemia si parla a tutte le ore del giorno su tutte le reti: sinceramente non se ne può più, anche per la presenza costante di tanti esperti, immunologi, infettivologi, virologi, spesso in contraddizione tra loro; taluni sembrano avere il dono dell’ubiquità, perché  riescono a stare su più reti nello stesso momento, fingendo di essere in diretta: è evidente che alcuni programmi sono registrati, ma li fanno passare per dirette TV.

Tornando a Giletti non c’è chi non ricordi le sue tante battaglie, come quella sostenuta in Sicilia in favore delle tre sorelle Napoli nel Comune di Mezzojuso nel palermitano, proprietarie di un vasto terreno che continuamente veniva invaso da mucche per il pascolo, proprietarie di mafiosi della zona che esercitavano la loro prepotenza nei confronti delle tre donne indifese, con la connivenza della amministrazione comunale: la mafia dei pascoli.

Giletti ha sostenuto le sorelle Napoli per qualche anno, e in ogni sua trasmissione insisteva sul caso e portava nuovi elementi che dimostravano la persecuzione esercitata contro di loro; la vicenda finì con un processo intentato contro il giornalista dal Sindaco del comune, alla fine del quale Giletti venne prosciolto da ogni accusa, e il Comune fu sciolto per infiltrazioni mafiose dall’attuale Ministro degli Interni  Luciana Lamorgese .

E non è certamente un caso che Giletti goda di un programma di protezione per le minacce avute, anche a seguito di questo episodio, dalla Mafia.

In conclusione Massimo Giletti quando scende in campo per sostenere una battaglia, lo fa documentandosi attentamente, come ha fatto nel caso dei contributi che il Presidente della Campania De Luca sostiene di non aver mai ricevuto dal Governo, e rimane sul problema costantemente.

Considerati questi precedenti, sarebbe stato bene che tra Giletti e De Luca non si fosse giunti alla frattura, che sembra insanabile, degli ultimi giorni.

Le questioni poste sul tappeto sono diverse.

De Luca ha dichiarato di aver ricevuto dal Governo 260.milioni di euro. Giletti ha dimostrato che la somma trasferita è stata di oltre 750.milioni di euro.

Poi è stato trattato il balletto di cifre riguardante i posti di terapia intensiva attivi attualmente. Anche su questo argomento è stata evidenziata una superficialità e una mancanza di trasparenza dei dati forniti.

In base ai dati del ministro Boccia il 15.10.2020, prima del covid i posti di terapia intensiva erano 335. Il Governo aveva inviato 231 ventilatori per la terapia intensiva e 167 per la sub intensiva. Ora dovrebbero essere funzionanti 433 posti che potrebbero diventare 566.

Ma la Regione avrebbe dichiarato che inizialmente i posti di terapia intensiva erano 621, poi sarebbero stati ridotti a 350. Può darsi che, in questo caso, la Regione abbia dovuto ridurne il numero per indisponibilità di personale e di attrezzature, ma è una vicenda certamente nebulosa, nella quale chi ci capisce è bravo!

Altra questione riguarda la sempre lamentata carenza, da parte di De Luca, di personale sanitario che sarebbe stato richiesto al Premier Conte e al Ministro Speranza. Secondo i dati forniti da Giletti il Governo avrebbe assegnato alla Campania 1700 operatori sanitari di varie specializzazioni, ma la Campania ne avrebbe utilizzato solo 92. Il perché non si capisce.

Sulla questione dei risultati dei tamponi, De Luca asserisce che vengono dati in giornata, Giletti avrebbe accertato che questa assicurazione è infondata.

In conclusione, secondo Giletti il Governo ha fatto tutto ciò che doveva per sostenere la sanità campana, dall’altro lato non sembra possibile che quel che afferma De Luca sia sbagliato. E allora, dov’è il mistero? E’ fuori dubbio che De Luca non calcoli personalmente i dati, gli vengono forniti dal suo staff: ma i suoi collaboratori sono all’altezza della situazione?

Può darsi che Giletti non disponga dei documenti giusti, pure se ufficiali, ma non è nemmeno certo che la Regione Campania non abbia commesso errori.

Tra l’altro molte cose affermate da Giletti sono state confermate dal Vice Ministro Sileri, persona seria e competente, che certamente non spalleggia Giletti.

Ma vi sono anche accuse di intimidazioni di medici e personale sanitario che rilasciano interviste chiedendo di modificare le voci per evitare di essere identificati perché il Governatore sembra averli minacciati di licenziamento.

Tra l’altro la percezione di un grande caos in Campania è data anche dai filmati che quotidianamente vengono trasmessi sui social relativi a reparti di Pronto soccorso affollati, a file di ambulanze in attesa che siano accettati gli ammalati che trasportano, al girovagare delle ambulanze tra i vari ospedali alla ricerca di qualcuno che li accolga.

E anche questo ha documentato Giletti.

Insomma, le questioni messe sul tappeto sono parecchie e dai riferimenti di Giletti tutto sarebbe direttamente imputabile a De Luca e al suo staff che non saprebbe fare i conti, non saprebbe programmare, non sarebbe in grado di utilizzare le risorse umane poste a disposizione dal Governo, in definitiva sarebbe totalmente inefficiente e “in pallone”, perché avrebbe perso il controllo della situazione.

De Luca ha tacciato Giletti di fare sciacallaggio, Giletti ha risposto per le rime “lei è solo chiacchiere e distintivo”, invitandolo a non fare il gradasso e a giustificarsi in diretta, cosa che De Luca non sembra aver voglia di fare: insomma sono arrivati ai ferri corti; e quando si giunge a questi eccessi la frattura diventa insanabile.

Il tutto con la faccia enigmatica del Sindaco De Magistris, costantemente presente a tutte le trasmissioni nelle quali si parla male di De Luca.

Ora la questione, sembra a un punto morto, con l’unica novità, riportata da “Il Mattino” di Napoli mercoledì 25 novembre, che De Luca ha querelato Giletti a “La 7”.

E’ notorio che io sia un sostenitore di De Luca, ma non posso non tener conto dei fatti citati e documentati da Giletti, il quale più volte ha invitato De Luca a chiarire, intervenendo nelle trasmissione direttamente (e sarebbe stato preferibile che l’avesse fatto) o tramite il suo portavoce il quale, fra l’altro, durante le dirette televisive è stato più volte chiamato al cellulare; nessuno dei due ha mai risposto né si è fatto vivo, come sarebbe stato auspicabile.

E il ricorso a una azione giudiziaria certamente non segna un punto a favore dello stressato e sempre più imbufalito Governatore.

E’ opportuno osservare che il giornalismo di inchiesta che fa Massimo Giletti, si avvicina molto a quello fatto dalle grandi reti televisive statunitensi, ed è il caso di ricordare che diverse inchieste simili hanno portato all’ “impeachment” di Presidenti, come nel caso di Nikon.

In Italia i vari governanti, centrali e locali, sembrano non volersi rendere conto che l’aria è cambiata, che anche gli organi di stampa sono maturati, sono usciti dal guscio del timore e dell’ossequio, fino a qualche decennio addietro questo tipo di giornalismo veniva fatto da poche testate classificate come anarcoidi e messe alla gogna.

Oggi, fortunatamente per la democrazia, anche in Italia il giornalismo è maturato, e i governanti debbono farsene una ragione, e buttare tutto in pasto alla Magistratura con querele e diffide non fa che discreditare chi non accetta di confrontarsi da pari a pari con questa realtà, dimostrando un’arretratezza che non è più giustificabile.

Dispiace che anche De Luca, persona certamente intelligente e capace, stenti a comprenderlo.

E poiché continuo a ritenere De Luca un amministratore buono ed onesto, ritengo che se vuole dimostrare dignità debba fare, prima di ogni altra cosa, un bel repulisti di tutta la corte di cui si è circondato; lo deve fare per tutti i cittadini campani che lo hanno votato e che hanno avuto fiducia in lui.

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