Coronavirus: non è cambiato niente

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Ci eravamo illusi tutti che con il nuovo anno la tensione del virus si allentasse, che avremmo potuto essere meno preoccupati, più tranquilli anche grazie ai sacrifici che tutti stiamo facendo di evitare di esporci al rischio di contrarre il contagio.

Purtroppo non è così, i dati continuamente segnalati dai media e le analisi dei tecnici ci fanno capire che siamo ancora in alto mare, e che la situazione sarà la stessa, se non peggiore, anche nei mesi prossimi.

Un sintomo è che a Viareggio, per fare un esempio, il Comune e gli organizzatori del Carnevale hanno già deciso di rinviare tutto al prossimo mese di settembre, con la speranza che le sfilate e tutte le manifestazioni ad esse collegate non vengano ulteriormente rinviate o annullate.

Né sono meno allarmanti i dati che nei giorni scorsi sono stati divulgati dalla stampa specializzata in merito alla recrudescenza del morbo e all’estensione della pandemia, confermati anche da ciò che sta accadendo in Gran Bretagna, in Francia e negli Usa.

Appena tre giorni fa, il 1° gennaio, è stato divulgato l’ultimo monitoraggio dell’ “ISS – Istituto Superiore di Sanita’ ”, secondo il quale tra fine dicembre e inizio gennaio vi sono grandi criticità: il numero dei  decessi in Italia è di 75.mila (dato del Ministero della salute al 3 gennaio), la curva dei contagi e l’indice RT sono altalenanti, l’ultima rilevazione porta l’indice in salita a 0,93, la situazione generale potrebbe diventare incontrollabile.

Undici Regioni sono a rischio moderato, ma di esse cinque potrebbero passare al rischio alto in quanto in Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto l’indice ha già superato il valore 1 di RT, e tale indice sembra in crescita.

Per tale motivo in queste aree, per i livelli di rischio attribuiti, l’ISS esorta a considerare di applicare le misure previste anche alla fine di queste festività, come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19 per il periodo autunno-invernale” del 12 ottobre scorso.

E sembra che anche il Governo stia valutando in queste ore la possibilità che la situazione di confinamento rimanga così com’è attualmente, almeno fino al 12 gennaio prossimo, salvo proroga.

L’unica vera svolta si potrà avere solo quando in Italia giungeranno rilevanti dosi di vaccino, perché quelle finora giunte sembrano numeri veramente irrisori confrontati con le decine di milioni di persone che debbono vaccinarsi.

Ed è auspicabile che i vari Enti deputati all’approvazione dei vaccini si affrettino a farlo anche per quelli alternativi alla Pfizer, la quale è l’unica, fino a questo momento, ad essere stata autorizzata, ma che si trova in grande difficoltà perché ha problemi di produzione.

Inoltre, il vaccino prodotto dalla Pfizer ha una criticità, legata alla necessità che venga conservata a -70 gradi, e che, una volta scongelato, può essere conservato per non più di 30 giorni a -7/-12 gradi; dopo tale periodo non è più utilizzabile.

Sembra invece che altri vaccini non abbiano tali limitazioni per cui sarebbero più facilmente conservabili e utilizzabili.

Comunque dobbiamo solo augurarci che in Italia giungano al più presto milioni di dosi di vaccino in maniera da accelerare la somministrazione, e, inoltre, sperare che non ci siano tanti titubanti che, in altri casi, come quello del vaccino antinfluenzale, non hanno mostrato tante perplessità e resistenze: è giusto tentare di capire, ma è anche sacrosanto fidarsi degli specialisti e non tirarla per le lunghe.

1 commento

  1. 4.01.2021 – By Nino Maiorino – La situazione è sempre più caotica, non vi sono certezze, più giorni passano, meno si capisce. Ho indicato nell’articolo odierno 5 Regioni a maggior rischio (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto – Qui Finanza 1.01.2021), ma qualche minuto fa Agostino Miotto, responsabile del Comitato Tecnico Scientifico, ha detto alla Tv, Rai 1, che le Regioni a maggior rischio sono Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio. Insomma siamo totalmente “in pallone”.

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