Ciao Raffaella

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Anche noi di Ulisse non vogliamo sottrarci dal porgere l’estremo saluto a Raffaella Carrà, che da giorni tutti i canali televisivi stanno ricordando, e della quale nessuno ha mai potuto raccontare qualcosa di negativo.

Raffaella Carrà è stata una grandissima artista televisiva, ma anche una grande donna, che ha saputo coniugare la perfezione professionale con una vita privata estremamente ritirata, non ha mai dato adito a cronache da gossip, ha reso colorata con la sua presenza anche i programmi in bianco/nero, ma non si è mai sottratta a far sentire la sua voce in favore degli esclusi senza paura di attirarsi giudizi negativi: nel gran parlare che si fa del diritto dei bambini di avere un papà e una mamma, ha testimoniato che nella sua vita è stata cresciuta da due mamme, la madre e la nonna, e “tutto sommato non sono venuta così male” ha detto.

E ha colpito il desiderio di essere seppellita in una bara di legno grezzo.

Bella donna, bella artista, bella show-girl, non è mai stata volgare anche se sexy, ha saputo interpretare canzoni anche particolari ma con la grande serietà che solo una donna di classe sa esprimere; e tutta la sua vita è stata improntata alla classe, mai il suo comportamento è stato sopra le righe, è stata sempre estremamente riservata nella vita privata, solo prima del suo funerale è stato resa nota la grande fede che aveva in Padre Pio, volendo che le sue ceneri, prima di essere tumulate nella villa dell’Argentario, passassero per San Giovanni Rotondo.

Dal punto di vista artistico aveva anche partecipato ad alcuni film, uno con Frank Sinatra, che si dice le abbia fatto la corte, e a qualche spettacolo teatrale; ma è stata la TV il suo naturale palcoscenico.

Diversamente dal solito, vogliamo salutare Raffaella ricordandola con alcune delle sue canzoni, numerosissime; citarle tutte sarebbe noioso e controproducente, per cui ne citiamo solo alcune che tutti ricordano con particolare piacere, Rumore, Ma che musica maestro, Chissà se va, Maga Maghella, Borriquito, Com’è bello far l’amore da Trieste in giù.

Nel 2011 un suo disco conteneva il brano “A far l’amore comincia tu”, il quale, oltre al gradimento del pubblico, ebbe pure il riconoscimento del Regista Paolo Sorrentino che lo inserì nella famosissima sequenza de “La grande bellezza”, film del 2013, vincitore dell’Oscar, nella quale il gruppo di goderecci romani ballavano proprio al suono di quella canzone.

Per ultima ricordiamo Raffaella con la fantasiosa e fantastica “Tuca-Tuca”, interpretata con tanti partner, la quale, nonostante la particolarità del tema (all’epoca aspramente criticata dai pseudo moralisti), non ha mai scandalizzato nessuno.

Questo è il nostro ricordo della indimenticabile Raffaella Carrà.

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