Saldi estivi, effetto Covid su spesa e calendario

0
83

Al via a macchia di leopardo sul territorio nazionale il periodo delle vendite di fine stagione. Ogni famiglia spenderà in media 135 euro (-40% sul 2019), per un valore complessivo intorno ai 2,1 miliardi

Le primissime sono state Sicilia e Calabria, seguite qualche giorno fa dalla Campania e da sabato 25 luglio, con un cambio di data in corsa, anticipano il via tre regioni: Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte. Il resto d’Italia tiene duro e attende il primo agosto. Sono i saldi “impazziti” al tempo del covid.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà oltre il 40% in meno, in media 135 euro – meno di 60 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 2,1 miliardi di euro.

Per Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, “è un peccato che la Conferenza delle Regioni, invece di confermare la data unica al primo agosto, abbia lasciato alle Regioni la libertà di scegliere se anticipare di una settimana o meno, creando di fatto inopportune concorrenze tra territori limitrofi. I saldi, seppur imbrigliati dalle restrizioni economiche e dalle mascherine, rappresentano sempre un rito collettivo che, anche in tempi di Covid-19, risponde alle attese dei consumatori, se non altro per trovare il piacere dell’affare e della soddisfazione di un desiderio o per semplice gratificazione dopo un lungo periodo di rinunce”.

“I consumi post lockdown – prosegue Borghi – non sono al momento ripartiti, soprattutto nei centri delle grandi città che stanno vivendo un momento estremamente complicato, per l’elevato utilizzo dello smart working, della cassa integrazione e della situazione di incertezza che porta all’incremento del risparmio privato. Per far ripartire il settore dobbiamo trovare sinergie e collaborazioni, anche per permettere ai nostri centri di rivivere e dare maggior fiducia ai nostri connazionali verso l’acquisto nei negozi di prossimità. I saldi di fine stagione potrebbero così rappresentare una risposta, con un momentaneo picco euforico dei consumi, alle pesanti perdite registrate da oltre il 60% delle imprese dalla riapertura del 18 maggio”. (fonte Confcommercio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.