La storia siamo noi

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Il cantautore Roberto Vecchioni è finito ieri al centro di una feroce polemica per un’espressione usata durante una lezione all’Università di Palermo,  la quale, estrapolata da un discorso articolato e ragionato, è suonata come un’offesa per l’intera Sicilia. Il passaggio incriminato è: «La Sicilia è un’isola di merda». Apriti cielo! Per quanto il linguaggio utilizzato può essere colorito se non proprio discutibile, la frase completa di Vecchioni è di tutt’altro tenore e significato: «Arrivo dall’aeroporto, entro in città e praticamente ci sono 400 persone su 200 senza casco e in tutti i posti ci sono tre file di macchine e  in mezzo alla strada e si passa con fatica. Questo significa che tu non hai capito cos’è il senso dell’esistenza con gli altri. Non lo sai, non lo conosci. E’ inutile che ti mascheri dietro al fatto che hai il mare più bello del mondo. Non basta, sei un’isola di merda. La mia è una provocazione d’amore». E ancora: «I siciliani sono la razza più intelligente che esiste al mondo, mi dà un fastidio tremendo che la Sicilia non sia all’altezza di se stessa». Si può non essere d’accordo, ma dov’è lo scandalo, dove l’offesa?  Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha commentato l’accaduto con molta lucidità: «Roberto Vecchioni con le sue parole ci ha ricordato che la Sicilia merita molto di più e molto di meglio di ciò che ha oggi. Chi punta l’attenzione su alcune parole forti e colorite usate dal cantautore fa come chi, davanti al dito che indica la luna, si concentra sul dito. Vecchioni ci ha ricordato che la Sicilia, tutta la Sicilia, è davanti ad un bivio e che prendere la strada giusta o sbagliata dipende soprattutto dai siciliani». Insomma, stiamo parlando di una battaglia etica e di civiltà. Questo vale, però, anche per i napoletani, i calabresi, i romani, in breve, per l’intero Paese. Non servono ipocrisie e salamelecchi o il bon ton del politicamente corretto, bensì prese di coscienza e linguaggio della verità. Perché, in fondo,  come canta De Gregori, la storia siamo noi…«che abbiamo tutto da vincere o tutto da perdere».  (foto Giovanni Armenante)

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

1 commento

  1. 5.12.2015 – By Nino Maiorino – E’ un’abitudine consolidata quella di denigrare qualcuno o qualcosa estrapolando poche parole da un contesto, per rendere il senso diametralmente opposto all’intenzione dell’autore; giornalisti e scribacchini (come il sottoscritto) lo sanno bene. Roberto Vecchioni deve avere pazienza, oggi è toccata a lui, è in buona compagnia. Comunque condivido in pieno quello che ha detto, e la sua critica va estesa anche ad altre città ed altre regioni, compresa la nostra.

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