Intervista al sindaco Vincenzo Servalli: “Cava, città di stampo europeo”

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Origine socialista, convinto e sincero erede della tradizione del socialismo liberale incarnato dai fratelli Rosselli, uccisi in Francia nel 1937 da sicari legati al regime fascista, Vincenzo Servalli, sindaco di Cava de’ Tirreni, milita dalla sua fondazione nel Partito Democratico. Sposato, due figli, Servalli è stato assessore comunale con sindaco Gravagnuolo.  Nel 2015 è stato eletto primo cittadino metelliano, battendo al secondo turno l’uscente Marco Galdi. Adesso si ripresenta alle prossime comunale per chiedere agli elettori metelliani il secondo mandato da Sindaco.

Inutile negarlo, per i motivi che ben conosciamo questa è la più singolare delle campagne elettorali. Come la sta vivendo?

Si tratta di una competizione anomala con la preoccupazione diffusa di un ritorno autunnale del Covid 19 con una certa intensità. Un Paese serio, pesantemente colpito come il nostro, avrebbe rinviato le elezioni in primavera e si sarebbe concentrato su come far riprendere l’anno scolastico in sicurezza. Invece, tutti parlano di elezioni, mentre si propongono i banchi con le rotelle. In questo quadro, ci presenteremo con sei liste di ottima qualità e con obiettivi condivisi. Molti i giovani in campo.

Non facciamo la solita lista delle cose realizzate in questi cinque anni. Ce ne indichi tre di quelle più significative e che per certi versi caratterizzano questo suo primo mandato da sindaco.

Il nuovo Piano Urbanistico comunale, la programmazione del nuovo ciclo di fondi europei (PICS), il piano di ristrutturazione di tutte le scuole, dopo quelle di Passiano e Santa Lucia, delineano con chiarezza la città di oggi ma anche la prospettiva di medio/lungo termine. Sono molto orgoglioso di questo immenso lavoro.

Sui rifiuti si doveva fare di più. Abbiamo consolidato la Metellia, facendola diventare un vero player del settore su scala regionale, garantendone la stabilità di direzione e la tenuta economica/finanziaria mentre la maggior parte delle società pubbliche del settore, saltavano con la perdita dei posti di lavoro. Da questo punto di vista il presidente Muoio va ringraziato per il lavoro fatto e che va continuato. Tuttavia, il modello di raccolta non è più al passo con i tempi e va ridefinito. Lo faremo insieme ai lavoratori che hanno fatto molti sacrifici di cui va dato debito conto. La Metellia va difesa dall’assalto dei politicanti che si preparano a distruggerla.

Tra le accuse che i suoi avversari le muovono ci sono quelle di aver contribuito a sfasciare la macchina comunale con un’infornata di personale impiegatizio appartenente alle categorie protette, di aver fatto poco o niente sui rifiuti sia per la riduzione della bolletta che per una città poco pulita, di aver fallito sul palazzetto dello sport, di aver fatto poco o niente per l’ospedale, di non aver mosso un dito sulla viabilità, di essere stato poco incisivo sulla sicurezza… Lei cosa risponde?

Le categorie protette sono un obbligo di legge, ma io ho voluto dare un significato più ampio. Non l’assolvimento di un obbligo ma una politica seria di inclusione nel mondo del lavoro di queste persone che stanno dando un contributo importante alla macchina amministrativa. Avevamo uno spazio loro riservato e l’abbiamo usato. Sono contento di questa scelta. Per il resto siamo alla fiera delle banalità. Cose dette per dire senza conoscere i fatti. Allo stato, dai miei competitori, poche idee e ben confuse e da alcuni, molti insulti alla mia persona che francamente non mi pare di meritare.

Guardiamo al futuro. Quali i suoi punti programmatici più significativi per lo sviluppo della nostra città?

Innovazione: dopo il Centro di Artigianato Digitale ed il Green Generation Hub, realizzeremo la Casa della Robotica e della Innovazione in una delle strutture di Villa Rende (mentre l’altra sarà interamente dedicata alla musica); Ambiente, con la realizzazione di Spazi Pubblici per i giovani, le famiglie, gli anziani e con un rilancio della prospettiva turistico ambientale attraverso la rivitalizzazione dei sentieri ed il grande investimento nella Oasi di Diecimare. Arriviamo a questo dopo aver condotto la più grande operazione di bonifica ambientale della storia della città, eliminando l’amianto dai prefabbricati dopo 40 anni,ed iniziato i lavori della discarica di Cannetiello; Inclusione, una città a misura dei suoi cittadini, di coloro che la vivono a cui vanno date le stesse opportunità, indipendentemente dalle condizioni di partenza fisiche o economiche; Cultura e formazione, perché è da qui che nasce e si sviluppa una società al passo con i tempi. Sempre di più Cava de’ Tirreni deve essere una cittadina di stampo europeo.

Guardiamo ora al presente. Ci spiega secondo lei perché i cavesi, tirando le somme tra quello che ha realizzato e quello che si ripromette, dovrebbero votarla di nuovo alla carica di primo cittadino?

Ai cavesi chiedo la possibilità di continuare il lavoro sulla base dei risultati importanti conseguiti e per quello di rilevante che abbiamo programmato. Veniamo da cinque anni durissimi, durante i quali nulla ci è stato risparmiato, compresa una pandemia di rilievo mondiale. In tempi così complessi non si può ripartire sempre daccapo.

Una curiosità. In caso di ballottaggio chi è il candidato sindaco che ritiene più temibile?

Nel caso in cui si dovesse verificare il ballottagio, affronterei qualsiasi competitore con rispetto e considerazione.

Un’altra curiosità: come giudica la discesa in campo di Fra Gigino?  

Il diritto di candidarsi è costituzionalmente garantito. In questo caso direi è sacrosanto!! Faccio i miei sinceri auguri di una bella riuscita.

I cavesi, questa è la nostra impressione, nella stragrande maggioranza sono benevoli con il sindaco Servalli, ma lo sono molto meno con i collaboratori che si è scelto, a partire dagli assessori o da quelli che lei ha scelto nelle partecipate o in altri organismi sovra comunali.  Questo per chiederle: nel secondo mandato quale sarà il metro con cui sceglierà i suoi uomini? Sarà quello utilizzato finora o alzerà l’asticella?

La mia squadra ha lavorato bene e ringrazio tutti per l’impegno e la dedizione messi in campo. In questo tempo incerto e complesso chiederò alle forze migliori di dare una mano alla città.

C’è una vicenda che ha proiettato un’ombra inquietante sul suo governo municipale. Stiamo parlando della vicenda che ha coinvolto l’ex sindaco Polichetti, che fortunatamente ha avuto, almeno per ora, un esito giudiziario favorevole sia per l’interessato che per la città, sgombrando così il campo da tanti dubbi e preoccupazioni. Insomma, come cittadini cavesi abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo e soddisfazione. Ha fatto specie, però, la circostanza che non c’è stato in proposito una sua pubblica dichiarazione. Come mai?

La vicenda va inserita in un contesto più ampio che ha portato alla luce una presenza di grave malaffare nella nostra città che è stato fermato. Per questa opera vanno ringraziati coloro che ci hanno lavorato e che hanno, in questo modo, reso un servizio alla comunità. Il Comune si è costituito parte civile a salvaguardia dell’immagine della città e per questo è stato riconosciuto, a carico di coloro risultati colpevoli, il risarcimento del danno all’Ente. Ringrazio gli avvocati Cacciatore e De Filippis che hanno ben rappresentato le ragioni della città. Quanto ad Enrico Polichetti sono umanamente contento per lui e per la sua famiglia per essere uscito a testa alta da questa brutta vicenda. Mi auguro che possa riprendere il cammino della sua vita e lasciarsi tutte le sofferenze patite alle spalle.

Così come sono contento per l’esito avutosi per Angelo Trapanese dopo una lunga carriera nell’ Ente.

E a chiusura di questa intervista, qual è il messaggio che vuole inviare ai cavesi, non come candidato sindaco, bensì come Primo cittadino della comunità metelliana?

Ringrazio i cavesi per la vicinanza e l’affetto dimostratimi in questi anni. Abbiamo superato momenti difficili grazie alla forza ed allo spirito dei cavesi. Cava è una grande famiglia e non dobbiamo mai perdere questa caratteristica. Abbraccio tutti.

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