Intervista a Enzo Passa: “Ci vorrebbe un Messia per unire un centrodestra vincente”

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Vincenzo Passa, veterano della politica cavese, da anni al Palazzo di Città in veste sia di Consigliere comunale che di assessore con svariate deleghe (Polizia municipale, Protezione Civile e Sicurezza, Mobilità, Istruzione ed Edilizia scolastica, Attività Produttive) nell’area del centrodestra.

Attualmente è Vicepresidente del Consiglio comunale metelliano e siede nei banchi dell’opposizione.

Al professor Passa, che nelle elezioni amministrative della scorsa primavera si è affiancato alla lista civica di Armando Lamberti, chiediamo innanzi tutto un giudizio sull’andamento dell’Amministrazione Servalli.

Sono trascorsi cinque mesi dall’insediamento dell’amministrazione Servalli ed io già mi sono lamentato da tempo per l’unica cosa che ritengo abbia fatto fino ad ora il neo sindaco: l’apertura al traffico di via Lamberti e di viale Garibaldi la domenica. Lì sarebbe dovuta restare la zona pedonale per una questione di sicurezza e incolumità per i pedoni. Il viale è stato rivalutato da Marco Galdi ed è diventato meta di amene passeggiate per le famiglie, un vero e proprio boulevard. L’idea alla quale ho lavorato quando ho ricoperto la carica di assessore alle attività produttive era addirittura quella di prolungare il corso cittadino fino al Parco Beethoven e a tal proposito avevo preso contatti con i commercianti della zona. Non capisco la sinistra, sempre molto sensibile alle istanze ecologiche, che decide di riaprire il traffico alle auto per le lamentele di qualche commerciante. Questo è l’unico provvedimento che io ho visto realizzato da parte del sindaco fino a ora. Ho letto un giornale che titolava “Asse a sorpresa tra Cirielli e Servalli” in cui l’Onorevole loda l’operato del nostro primo cittadino definendolo di gran lunga superiore a quanto fatto da Marco Galdi.

Come giudica queste giudizio così duro di Cirielli nei confronti dell’ex sindaco della cui giunta ha fatto parte anche lei?

Io mi sono dimesso dalla mia carica a pochi mesi dalla scadenza del mandato perché non condividevo più la sua gestione, ma per onestà intellettuale devo dire che la responsabilità della caduta del centrodestra a Cava non è stata solo di Marco Galdi, sono corresponsabili anche lo stesso Cirielli e Forza Italia che ci hanno inviato coordinatori cittadini provenienti da Salernoe che dunque non avevano il polso della situazione metelliana perché non vivevano la città. Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno attualmente un solo rappresentante a testa nell’assise cittadina, come si può ripartire da questi scarni numeri? Dovrebbero prendere atto che il centrodestra a Cava prescinde da Cirielli e Carfagna, ed è invece costituito da tanti cittadini che sono confluiti nelle liste civiche. Ritornando a Servalli e ai suoi primi mesi di mandato, mi riservo di dare un giudizio più in là. A parte il provvedimento di cui ho pocanzi parlato, sta portando avanti l’ordinaria amministrazione.

A tal proposito, è opinione diffusa che con la precedente Amministrazione si era un po’ persa di vista la quotidianità per inseguire sogni di grande sviluppo, certamente lodevoli ma che hanno trascurato le contingenze immediate della popolazione. Attualmente, è indiscutibile l’ apprezzabile lavoro che viene portato avanti in tal senso dall’assessore Enrico Polichetti, ma anche da Nunzio Senatore. Non ritiene, Lei che era componente della giunta, che sia stato un grave errore per un’Amministrazione perdere di vista la realtà delle cose?

C’è stato un errore nella gestione della città da parte di Galdi, Cirielli, Carfagna ed anche da Roma. Il valzer degli assessori che si sono avvicendati è stato deleterio! Ha fatto perdere le elezioni al centrodestra. La “colpa” non è tutta da imputare a Galdi perché se ciò è avvenuto è stato non di certo perché lui era impazzito, ma perché è stato fatto il famoso gioco delle tre carte ed alla fine abbiamo perso. Mi preme sottolineare che io ho sempre consigliato di non pensare solo alle grandi opere ma anche, ad esempio, a lavare i portici, a sistemare il verde, ad andare nelle frazioni. La sinistra, a differenza di quello che abbiamo fatto noi, sta facendo una grande opera di comunicazione e mi complimento di ciò con l’Ufficio Stampa del sindaco. Nelle fila del governo cittadino ci sono professionisti preparati (e anche qualche neofita che è stato investito di cariche importanti…). I due assessori che lei ha citato si occupano del lavoro quotidiano, sono sempre presenti e fanno bene. Ma la svolta buona devo ancora vederla.

Il leader non eletto, ma di fatto tale, dell’opposizione al momento pare essere Marco Galdi. C’è comunione di progetti con gli altri membri dell’opposizione (siete tutti, a eccezione di Armando Lamberti di provenienza dal centrodestra)?

Assolutamente no. Di Matteo è passato in maggioranza, il prof Lamberti sta praticando una politica astensionista in attesa di cosa non ho ben capito. Non c’è un obiettivo finale comune tra i membri dell’opposizione. Manca un punto d’unione e per trovarlo occorre sedersi tutti intorno a un tavolo e spogliarsi di sigle di partito e discutere, magari intorno all’idea di una lista civica che abbraccia tutto il centrodestra, o meglio, i moderati di centro. Occorre un Messia che metta insieme tutte le anime del centrodestra per tornare a essere vincenti. Il nocciolo di base è infatti che non ha vinto il centrosinistra le elezioni, ma le ha perse il centrodestra. Il rondò di assessori ha fatto perdere le elezioni a Marco Galdi, questo è indiscutibile.

Lei quindi è convinto che sia necessario spogliarsi delle vesti partitiche e trovare una comunione d’intenti. Mi pare, mi corregga se sbaglio, che sia stato già fatto per il corso politico-amministrativo cominciato da poche settimane di cui lei è uno dei promotori.

Il corso di formazione esula dalle vicende politiche. Il professor Galdi, nelle vesti di docente universitario, vuol dare una mano a tutte le persone che vogliono affacciarsi alla vita politica e amministrativa e quindi ha chiesto alle liste civiche presenti in assise comunale di aderire ed io ho accettato volentieri. Ribadisco che non c’è alcun intento politico.

Quali sono, allo stato attuale, i rapporti tra lei e il professor Armando Lamberti?

Semplici rapporti istituzionali. Io sono una persona schietta e dico apertamente ciò che penso. Non capisco il suo continuo astenersi in Consiglio comunale basato su motivazioni per me oscure.

Le vostre strade si sono separate definitivamente?

Penso proprio di sì. Io ritengo che chi voglia far politica a livello cittadino debba mettersi in campo per il bene della città e non per alti ideali poco pragmatici.

Quali, a suo giudizio, sono i nodi maggiormente ostici da sciogliere con particolare alacrità e urgenza in città? E come?

A livello nazionale ci stiamo incamminando verso una flebile ripresa e mi auguro che anche da noi a Cava ci siano ritorni positivi. Per far sì che questo avvenga penso che dobbiamo tenere a mente quali sono le origini di Cava: il commercio e soprattutto l’artigianato. Cava un tempo era famosa per i suoi artigiani. Poteva annoverare i migliori sarti, i calzolai (i meno giovani ricorderanno Palladino) per i quali i clienti venivano da Roma, i ramai, gli impagliatori, i pasticcieri. Per far rinascere la nostra città bisogna ritornare alle sue origini. Rimbocchiamoci le maniche e riappropriamoci del ruolo di “centro benessere” naturale tra mari e monti, di ameno luogo di sosta del Gran Tour ottocentesco.

Parliamo di sicurezza. Lei è stato assessore con tale delega; negli anni della passata amministrazione abbiamo assistito a un vero e proprio smantellamento del corpo della Polizia Locale di cui ancora si risentono i danni e ad oggi c’è ancora un corposo lavoro da fare. Come si spiega tale situazione?

Innanzitutto bisogna ricordare che il corpo di Polizia Locale in questo momento è sotto organico, mancano una decina di elementi a causa di pensionamenti e trasferimenti e non c’è il ricambio. Poi è da ricordare che la questione dell’abusivismo edilizio porta via loro un sacco di tempo. Occorrerebbe un coordinamento tra le varie forze dell’ordine, cosa che raramente si vede. Io ero un assessore anomalo, stavo sempre per strada a mo’ di vigile. All’epoca, dai banchi di opposizione, Vincenzo Servalli e Nunzio Senatore gridavano a gran voce che Cava non era sicura. Ora io vorrei chiedere loro che cosa stanno facendo per la città. A mio parere, per quel che concerne la sicurezza questa è la peggiore amministrazione e ce ne accorgeremo nel periodo di Natale. Noi dell’opposizione rincorriamo ancora le grandi opere che non abbiamo concluso mentre l’attuale amministrazione lavora sul quotidiano e tutta la popolazione viene a conoscenza dei lavori di intervento del Verde Pubblico. Colpa questa di chi non ci ha saputo rappresentare a livello di stampa e di chi non ha pensato alla quotidianità.

A ottobre c’è stata un’operazione sicurezza in città che ha visto l’intervento sinergico di diverse Forze di Sicurezza e il sindaco stesso ha detto che ce ne saranno altre.

Mi auguro che sarà così, ma la prossima volta non bisogna fermarsi solo al centro cittadino, si deve andare sulle frazioni dove la sicurezza è praticamente inesistente, ed invece si deve sentire la presenza dell’amministrazione. Il sindaco non deve commettere lo stesso errore di Galdi, cioè rinchiudersi nelle stanze del potere, ma uscire per le strade. Il sindaco è lui, non Polichetti o Senatore.

Lei è stato docente e preside di diversi istituti scolastici lungo la sua carriera, quindi sempre vicino ai ragazzi. Nel parlamentino cittadino ora siedono tanti giovani. Da un lato si urla alla mancanza di esperienza, dall’altro si gioisce all’avvicinamento della nuova generazione alla politica. Dall’alto della sua esperienza cosa sente di voler suggerire ai giovani consiglieri?

Devono seguire il corso di politica di Marco Galdi. Mancano di esperienza. Io, come tanti altri, sono partito dalle circoscrizioni ed ho vissuto varie fasi di passaggio. Non andando lontano con la memoria (la passata amministrazione) c’è stato chi, scevro di esperienza politica è stato eletto ed è poi diventato subito assessore. L’esperienza invece serve. Io lodo il coraggio di questi ragazzi che hanno deciso di candidarsi e di mettersi in gioco, sono ragazzi di buona volontà che hanno bisogno di gavetta e di guida, ma sono stati sfortunati perché chi poteva guidarli, Senatore e Polichetti, fa l’assessore e mancano punti di riferimento. Faccio loro i miei migliori auguri per il duro lavoro che hanno davanti. La loro fortuna è che hanno di fronte un’opposizione molto garbata

Forse troppo garbata…

Effettivamente dovremmo mettere più verve, più forza nel fare opposizione. Lo ammetto senza far demagogia o giri di parole.

Come vede il futuro del centrodestra cavese?

In questo momento molto buio. Dobbiamo creare un’alternativa a quest’amministrazione come hanno fatto i 5 Stelle in altre zone; vanno chiamate a raccolta le persone di buona volontà che vogliano lavorare per la città e ribadisco a prescindere dai partiti. Cirielli e Forza Italia facciano ciò che ritengono più opportuno, io non sono un loro uomo e non ho bisogno del simbolo dei partiti.

E nel futuro di Enzo Passa invece quali progetti ci sono?

Ho davanti a me altri sessantadue anni di vita, ho ancora tanto da imparare e da dare. Sono nonno di tre splendidi nipoti ed anche a loro voglio dare il più possibile di me stesso. Amo Cava e mi auguro di poter partecipare alla costruzione di un’alternativa a questa amministrazione, senza colori politici, con un occhio particolare all’ecologia, all’ambiente e al lavoro.

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