Acqua pubblica, tradimento di Stato: la pesante accusa di Padre Alex Zanotelli

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Una nuova e pesantissima accusa al Governo Renzi e a tutti coloro che spingono affinché la gestione delle risorse idriche venga privatizzata è stata lanciata ilo scorso 25 aprile da Padre Alex Zanotelli, a seguito di quello che è avvenuto alla Camera dei Deputati il precedente 21 aprile.

In quella occasione i Deputati hanno deciso che la gestione dell’acqua deve “rientrare nel mercato” come un qualsiasi altro bene di interesse economico dal quale ricavare profitto, rinnegando così la volontà popolare espressa con il Referendum del 12-13 giugno 2011 con il quale 26 milioni di italiani espressero la loro ferma volontà che la gestione dell’acqua, bene primario ed essenziale, rimanesse pubblica.

E per far comprendere i termini della questione, sulla quale più volte ci siamo intrattenuti, riteniamo utile riportare qui di seguito il documento del combattivo Padre Zanotelli.

“”” Quello che è avvenuto il 21 aprile alla Camera dei Deputati è un insulto alla democrazia.

Quel giorno i rappresentanti del popolo italiano hanno rinnegato quello che 26 milioni di italiani avevano deciso nel Referendum del 12-13 giugno 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene. 

I  Deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare nel mercato, dato che è un bene di “interesse economico”, da cui ricavarne profitto. Ora il Popolo italiano sa con chiarezza sia quali sono i partiti che vogliono privatizzare l’acqua, ma anche che il governo Renzi è tutto proteso a regalare l’acqua ai privati. “L’obiettivo del governo Renzi -afferma giustamente R.Petrella- è il consolidamento di un sistema idrico europeo , basato su un gruppo di multiutilities su scala interregionale e internazionale, aperte alla concorrenza sui mercati europei e mondiali, di preferenza quotate in borsa , e attive in reti di partenariato pubblico-privato.” Sappiamo infatti che Renzi vuole affidare l’acqua a quattro multiutilities italiane: Iren, A2A, Hera e Acea. Infatti sta procedendo a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestire i servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e reintroduce in tariffa “l’adeguatezza della rimunerazione del capitale investito.” (la dicitura che il Referendum aveva abrogato!) Tutto questo è di una gravità estrema , non solo perché si fa beffe della democrazia, ma soprattutto perché è un attentato alla vita. E’ infatti Papa Francesco che parla dell’acqua come “diritto alla Vita “ (un termine usato in campo cattolico per l’aborto e l’eutanasia). L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è una bestemmia!

Per cui mi appello a tutti in Italia, credenti e non, ma soprattutto alle comunità cristiane perché ci mobilitiamo facendo pressione sul Senato dove ora la legge sull’acqua è passata perché lo sgorbio fatto dai deputati venga modificato.

Inoltre mi appello:

Al Presidente della Repubblica , perché ricordi ufficialmente al Parlamento di rispettare il Referendum;

Alla Corte Costituzionale, perché intervenga a far rispettare il voto del Popolo italiano;

Alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), perché si pronunci ,sulla scia dell’enciclica Laudato Si’, sulla gestione pubblica dell’acqua;

Ai parroci e ai sacerdoti, perché nelle omelie e nelle catechesi, sensibilizzino i fedeli sull’acqua come “diritto essenziale, fondamentale, universale” (Papa Francesco);

Ai Comuni e alle città, perché ritrovino la volontà politica di ri-pubblicizzare i servizi idrici come Napoli (Penso a città come Trento, Messina, Palermo, Reggio Emilia..).

Il problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum.

Diamoci tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita: l’Acqua. Alex  Zanotelli “”

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