Vergogna Europa

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Mai avremmo potuto immaginare che l’Unione Europea, avesse abbandonato a se stessi i Paesi che di essa fanno parte, com’è di fatto avvenuto giovedì 26 marzo scorso.

Un comportamento incredibile e inqualificabile, che alimenta all’interno della stessa le tensioni che da anni la scuotono, e sembra dare ragione ai tanti che auspicano la sua “débâcle” e si torni tutti al ripristino dello “statu-quo” anteriore alla sua costituzione.

Più che madre comune, in questa circostanza l’UE si è dimostrata ben peggiore di una matrigna, e gli stessi rappresentanti di alcuni Paesi tra i quali la Germania, da sempre intransigenti nei confronti di quelli più deboli, come il nostro. sono maggiormente colpevoli perché sono venuti meno al principio di solidarietà che almeno in una circostanza così drammatica che tutto il mondo sta vivendo, e il nostro Paese in prima linea, avrebbe dovuto imperare.

Non è questo il momento di far valere regole e principi che sono inappuntabili durante normali circostanze, assolutamente ingiustificati in circostanze drammatiche come quella che stiamo vivendo.

Cavillare sulle passate intemperanze di alcuni Paesi, che hanno speso a man bassa facendo salire il loro debito pubblico a livelli stratosferici, è ora totalmente sbagliato e potrebbe effettivamente accelerare la disfatta dell’Unione, mandando alle ortiche oltre cinquant’anni di lavoro finalizzato alla creazione di un unico Stato Federale Europeo, unica strada per competere con i colossi mondiali dell’economia, quali la Cina, gli Usa, la Russia.

I Padri fondatori, che tanto hanno lavorato perché si giungesse alla costituzione, sia pure anomala, di questa Unione, si staranno rivoltando nella tomba, assistendo increduli, come tutti noi, all’ostracismo che essa sta facendo contro il benessere comune, senza tener conto dei suggerimenti di tutti i maggiori esperti del ruolo principalmente economico che essa dovrebbe avere, prima fra tutti l’ex Presidente della Banca Centrale Europea, il nostro Mario Draghi, e senza tenere conto che altre Federazioni, come quella Usa, stanno pompando sul mercato miliardi di dollari per sostenere l’economia (gli Stati Uniti al momento 3200.miliardi), la quale già ora sta diventando una emergenza nella emergenza, e che senza sostegno rischia di diventare una bomba anche più pericolosa della stessa pandemia.

Non dobbiamo nasconderci, per non fare torto alla nostra intelligenza, che le motivazione del contrasto sono fondante, e cioè che l’eccessivo debito pubblico da alcuni Paesi accumulato in passato, è un male che si ripercuote non solo sugli stessi ma sull’intera Unione.

Ma il rimedio proposto, vale a dire l’utilizzo del MES (o ESM – European Stability Mechanism – Meccanismo Europeo di Stabilità), conosciuto anche come Fondo salva-Stati, può essere valido in periodi ordinari, certamente non in questo, in quanto quel fondo è destinato a risolvere momentaneamente i problemi di un singolo Paese, in pratica con prestiti da rimborsare a scadenza gravati da interessi.

Ma come ha suggerito lo stesso Mario Draghi, oggi siamo in una situazione di grande emergenza e occorrono miliardi oltre quelli di cui il MES dispone, ed ecco perché ha raccomandato la emissione di Euro-bond, denominati Coronabond, garantiti dall’intera Unione, con la speranza che ci sarà nel mondo chi li acquisterà.

Durante la lunga seduta di giovedì 26 marzo l’Unione si è spaccata in due: da un lato i Paesi intransigenti, Olanda, Austria, Finlandia, ai quali si è “accodata” anche la Germania; dall’altro lato tutti gli altri, capeggiati da Francia, Italia e Spagna; e lascia riflettere la circostanza che pure la Francia di Macron, che tutti accusano di far parte della “troika” che guida l’Unione, si sia dissociata dagli altri, indice di indipendenza che deve essere apprezzata.

Il Paese che maggiormente si è fatto sentire è stato l’Italia, e va merito al Presidente Conte il quale, a muso duro, ha detto all’UE “Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno” (sulla stessa posizione si sono schierate anche Francia e Spagna) apprezzabile gesto di dignità del quale dovremo tener conto in futuro, anche grazie al quale il nostro Paese ha riacquistato la dignità che il precedente governo aveva fatto perdere.

E nemmeno il Presidente del Parlamento, il nostro David Sassoli, ha potuto fare più di tanto, anche perché si è trovato in presenza di una persona che oramai ha mostrato cosa valga, parliamo di Christine Lagarde che ha succeduto a Mario Draghi alla giuda della Bce, e anche la Presidente del Commissione, Ursula von der Leyen, in pratica il Governo dell’UE, non ha fatto meglio.

Al momento, comunque, è tutto sospeso per due settimane, se la sono presa comoda, ed è possibile e auspicabile che questo lasso di tempo serva a far riflettere tutti sulla necessità di recedere dalle posizioni intransigenti, nell’interesse comune; giacché nessuno può pensare di uscire da questa situazione da solo, ed è possibile che qualche altro Paese si venga a trovare in condizioni peggiori del nostro, in quanto il micidiale virus non fa eccezione per nessuno, come oramai è ampiamente dimostrato da ciò che è capitato negli Usa e anche in Germania, in Spagna e in Francia in tema di contagi galoppanti.

E speriamo anche che il Padreterno ispiri tutti questi potenti dell’Europa ad entrare nell’ordine di idee che nessuno può essere solo e rimanere distante dagli altri, e che la universale solidarietà di sentimenti, che tanto implora anche Papa Francesco, alla fine si traduce anche in solidarietà di interessi.

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