“The Danish Girl”

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Ognuno festeggia come meglio crede, e qualcuno ha inteso dedicare il pomeriggio della festa della donna al bellissimo film di Tom Hooper, “The Danish Girl”, delicatissimo film sul primo caso di transessualità conosciuto della storia.

E’ la storia, in parte romanzata, del pittore danese Einar Wegener, il quale, improvvisamente realizza che, benché nato e formato con le caratteristiche maschili, e nonostante il matrimonio ben riuscito con Gerda Gottlieb, dal quale non nascono figli, sente di essere in un corpo sbagliato giacché le caratteristiche somatiche maschili non corrispondono alla vera indole femminile che, latente per diversi anni, improvvisamente emerge a seguito di uno scherzoso travestimento derivante dalla necessità, per la moglie, pittrice e ritrattista, di avere una modella per i suoi quadri.

Ovviamente la imperiosa emersione di tale realtà, in un’epoca nella quale non ci si poneva affatto il problema della transessualità, i cui sintomi, pure se evidenziati, venivano pudicamente occultati, anche per il timore che non venissero compresi nemmeno dalla medicina del tempo, tant’è che alcuni medici li consideravano un problema di autosuggestioni o di allucinazioni, altri di schizofrenia, e il palese disturbo dissociativo dell’identità non era assolutamente conosciuto, tant’è che esso viene scientificamente riconosciuto solo nel 1994, anche se sembra che già nel 1646 fosse stato diagnosticato dal medico Paracelso.

Storia intrigante e complessa, portata sullo schermo da un maestro della cinematografia contemporanea il quale ha realizzato un film delicatissimo e che, nonostante una certa scabrosità dell’argomento, trattato in maniera esemplare, tant’è che il film non è stato nemmeno vietato ai minori, è intriso di una vena poetica struggente, grazie anche alla sensibilità dei personaggi, sia il marito Einar, poi transessuale, sia la moglie Gerda, la quale, allorquando si rende conto del dramma che il suo amato sta vivendo, lo comprende, lo ama teneramente, lo aiuta nel difficile percorso verso la nuova identità, lo accompagna e lo assiste durante gli interventi chirurgici che con determinazione affronta per realizzare il desiderio di vivere finalmente in un corpo femminile, tanto da diventare Lili Ilse Elvenes, e lo assiste fino alla morte, sopraggiunta per complicanze dopo l’ennesimo intervento chirurgico: moglie felice, poi moglie perplessa, poi moglie comprensiva, poi vedova ancor prima che il marito morisse, poi definitivamente vedova alla morte di lui/lei.

Grande il regista Tom Hooper, che ha già filmato nel 2010 “Il discorso del re”, premiato con l’Oscar, grandissimi i due attori principali, Eddie Redmayne, nel ruolo di Einar e Lili Ilse, e Alicia Vikander, nel ruolo di Gerda. (foto Angelo Tortorella)

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