scritto da Elvira Coppola Amabile - 09 Aprile 2024 10:53

Responsabilità individuale: Intelligenza (principio razionale) e Coscienza (principio etico)

La responsabilità Individuale diventa quindi un principio indispensabile da inculcare a qualunque livello di formazione ed educazione diretto a giovani o ad adulti

Lo Stato è l’eterno alibi di questo Paese, un nemico da incolpare o una tetta alla quale attaccarsi, ed è anche per questo che è così latitante il concetto di responsabilità individuale.

È invece solamente la responsabilità individuale, in questo momento più che in qualsiasi altro momento, la marcia in più che può sorreggere la ripartenza da una crisi percepita oppure farla deragliare.

Non c’è norma, per quanto azzeccata, che possa impedire al cittadino incivile le promiscuità superflue, o alla guardia zelante di multare il camminatore solitario, a rischio zero, lungo una spiaggia deserta o in un bosco.

Entrambi, il cittadino e la guardia, possono fare la cosa giusta se si appoggiano alla propria intelligenza (principio razionale) e alla propria coscienza (principio etico). Entro e non al di là della norma.

La responsabilità Individuale diventa quindi un principio indispensabile da inculcare a qualunque livello di formazione ed educazione diretto a giovani o ad adulti. Sia che apprendano le norme base del vivere che l’educazione civica insegna nelle scuole, sia che si accingano ad assumere un lavoro manuale, intellettuale o un incarico istituzionale, devono consapevolmente partire da loro stessi.

Non è, come si potrebbe insinuare, l’indulgere ad una libertà non codificata e forse consentita, anzi é un vincolo che lega maggiormente alla legalità degli intenti e delle giuste aspettative non sempre esplicitate, tuttavia legittime.

Veniamo a noi! Oggi il quadro politico si presenta confuso. I partiti sono confusi e si sono sbiaditi e non rappresentano istanze percepite dalla totalità dei cittadini. La disaffezione al voto ne è la prova evidente.

Anche istituzioni che dovrebbero rassicurare e garantire i cittadini, la magistratura per esempio, sono troppo spesso inquinate da strumentalizzazioni preoccupanti.

Le forze dell’ordine viste con sospetto anche se non c’é altro per proteggere i cittadini.

Quindi per scegliere come votare e comprendere le informazioni propinate e spesso contraddittorie perché manipolate da opportunismi contingenti, non resta che riflettere e fidarsi delle persone che si espongono e che chiedono il nostro consenso.

La nostra responsabilità individuale prende in esame la responsabilità individuali degli altri per orientarsi giudicare e decidere.

Entra in gioco a questo punto un “orientatore” fondamentale: la “narrazione”

E non riguarda solo gli individui! Anche le istituzioni anzi le donne e gli uomini nelle istituzioni, che debbono stabilire leggi e farle osservare, rischiano di essere influenzate da narrazioni inesatte.

C’è tra l’altro un‘inquinante pericoloso che sta invadendo oramai come una slavina ogni orientamento d’opinione: gli…ismi e cioè ebraismi comunismi fascismi razzismi islamismi nazismi ambientalismi tradizionalismi ideologismi eccetera eccetera … una sciagura!!!

La vera sciagura che chi non sa o non vuole ricorrere alla responsabilità individuale, sia per viltà sia per piaggeria ignoranza pigrizia esaltazione e via discorrendo, si ripara sotto l’ombrello dell’….ismo che si é cucito addosso su misura delle proprie convenienze, per pensare e quindi agire odiare amare condannare assolvere….

Riflettiamo!!

Riflettere e informarsi per capire sapere per poi riflettere prima di scegliere e agire. E non temere di cambiare opinione se i contesti mutano. Ci vuol coraggio a cambiare opinione. Ma è necessario per essere coerenti con se stessi opportunamente alle circostanze.

In pratica, vorrei applicare ai fatti di cronaca attuale, questa esigenza che ho individuato come pressante e cioè il ricorrere alla responsabilità individuale.

La scuola che chiude per dare opportunità ai bambini musulmani di aderire al ramadan.

I ragazzini che non arretrano davanti ai divieti di travalicare un posto di blocco e si beccano manganellate che scandalizzano. Le posizioni partitiche sugli argomenti osservati più che partitiche direi “patetiche”. Troppo spesso scelgono “icone” assurde con la leggerezza con cui ingaggerebbero un modello, un influencer che consigli un prodotto commerciale.

Il prescelto o i prescelti vengono eretti eroi di un movimento d’opinione o peggio di rivendicazioni d’ingiustizie (mentre sono loro che le stanno commettendo).

Certe volte penso che si esageri al punto che si configuri “un’apologia di reato” quando queste icone sono scelte tra trasgressori esaltati nell’atto di commettono reati.

Inutile e dannoso inculcare suggestioni deformando le realtà effettive.

E le guerre? Ci devastano e ci rendono nemici tra noi se esprimiamo opinioni difformi!

Resto sempre sconcertata dalle narrazioni. Troppo spesso non sono oneste!

Forse é umano provare a ottenere un tornaconto da ogni opportunità.

Tuttavia gli accadimenti investono le nostre vite presenti e future.

Ora sempre pensando alla responsabilità individuale così difficile da praticare rifletto all’evoluzione di molte responsabilità individuali convergenti e le immagino trasferirsi in un contesto più ampio più impegnativo ma più avvolgente “la responsabilità sociale”.

Alla base c’è sempre la correttezza della narrazione. Bisogna pretendere onestà da chi é deputato a riferire. I professionisti del mestiere intendo.

Le narrazioni non devono tentare di manipolare le nostre opinioni. Le narrazioni non devono diventare propaganda. Le narrazioni non ci devono usare. Non siamo strumenti! Non vogliamo esserlo! Siamo umani cercando di restare umani.

Noi dobbiamo essere informati correttamente per orientarci correttamente. Non possiamo rischiare!

Saremo obbligati a scegliere prima o poi! E come sceglieremo se conosciamo fatti falsati dalle diverse opinioni dei narratori opportunisti?

Quando saremo investiti dalla necessità di dover scegliere senza fiducia in coloro che si propongono come possibili guide come vivremo e come decideremo?  Bisogna far attenzione all’etica “falsa” ma seducente sbandierata dai partiti che ti affabulano impedendoti di distaccarti dalla loro proposta “illusione salvifica”.

Sostituendosi alla tua responsabilità individuale anzi convincendoti che coincide con le loro proposte fanno proselitismo e diventi loro strumento.

La responsabilità individuale sarà gravata da un macigno!  Gravata dal doversi e sapersi sottrarre alla seduzione dell’arte di convincere le masse con la menzogna, la propaganda. I militanti nei  partiti esercitano questo tipo di comunicazione con perizia ossessiva. É il loro compito. O no?

La responsabilità individuale potrebbe costare un prezzo immenso senza la democrazia, fino al sacrificio fino al martirio. Pensate ai totalitarismi che aborrono gli artisti i vignettisti e la loro ironia. La satira viene punita atrocemente talvolta.

Ma la responsabilità individuale sarà l’unico valore di riferimento. Magari tenuto segreto se impossibile esprimerlo esplicitamente. Ma mai perduto.

Oppure daremo la colpa dei guai a qualcun’altro.

A chi non pensa in sintonia con noi, ai partiti, ai genitori, alle istituzioni, ai capi allo stato.

Ho seguito alcune interviste fatte a giovani durante la trasmissione La torre di Babele con Corrado Augias. Chiedevano a questi ragazzi di cosa avessero paura.

La maggior parte aveva paura di fallire nella vita nonostante l’impegno. Alcuni progettavano di lavorare all’estero, ma mi ha colpito una ragazza con i capelli rossi. “Abbiamo tutto e con la maggior età possiamo studiare possiamo votare possiamo decidere. Ma io non so cosa fare.”

Mi sono sgomentata con lei. Era una dichiarazione per certo versi tragica.

La responsabilità individuale era un peso troppo gravoso? Vorrei confrontarmi con le riflessioni di qualcun altro. Sentire altri per ragionare insieme. Per decifrare cosa abbiamo creato per fare in modo he i nostri giovani si sentano così.

E mi chiedo;

Saremo salvi? Saranno salvi?

Sarei curiosa di sapere come Einaudi, il nostro primo presidente, dopo la seconda guerra mondiale,  avrebbe giudicato questo nostro tempo e come avrebbe reagito alla funesta predilezione dei like piuttosto che dei ragionamenti. Predilezione che affligge la contemporaneità.

Era famoso il detto CONOSCERE PER DELIBERARE che lo caratterizzava.

Fu in contrasto con le teorie keynesiane “fare il pasticcio di lepre senza la lepre” lui che conoscendo la cultura contadina rimarcò che le famose galline bancarie producevano meno della metà di quelle ordinarie. Per chi non lo sappia ad un certo punto nel nostro povero affamato  dopoguerra invece degli onorari si era soliti pagare i dipendenti con derrate alimentari.

Che dire di un personaggio singolare forse un po’ troppo ignorato e dimenticato come Giolitti?

Era in contrasto con Einaudi. Ma neanche troppo! Era piuttosto un antagonismo campanilistico.

Quanto ci mancano personaggi così preparati così responsabili così profondi?

Responsabilità individuale

Responsabilità  sociale

E ora? Cosa si prospetta alle nostre coscienze di genitori più che di fruitori?

Responsabilità dei social.

Ma qui si apre un altro capitolo.

E il cerchio si chiude.

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