scritto da Guglielmo Scarlato - 14 Aprile 2026 17:51

Quando la forza attacca la coscienza

Il Papa non è un capo politico. Non è un generale. Non è un leader eletto per imporre. È il Vicario di Cristo: e la sua autorità nasce da una Croce, non da un consenso

Ci sono parole che pesano. E poi ci sono parole che feriscono.
E quando a pronunciarle sono uomini di potere, il loro eco diventa ancora più inquietante.

Le recenti invettive di JD Vance e soprattutto di Donald Trump contro Papa Leone non sono semplici critiche politiche: sono il segno di una visione del mondo che fatica a comprendere ciò che non può controllare.

Contestare al Santo Padre di parlare di pace, di fraternità, di umanità — quasi fosse una colpa, quasi fosse un limite — significa rovesciare il Vangelo. Significa smarrire il senso stesso di ciò che rappresenta.

Da una parte, la logica della forza: il linguaggio del potere, dei numeri, delle vittime usate come argomento, della leadership rivendicata come dominio.
Dall’altra, la logica del sacrificio: quella di chi è chiamato, ogni giorno, a farsi carico del dolore del mondo senza trasformarlo in arma.

Il Papa non è un capo politico. Non è un generale. Non è un leader eletto per imporre.
È il Vicario di Cristo: e la sua autorità nasce da una Croce, non da un consenso.

Accusarlo di mancanza di sensibilità, di debolezza o addirittura di inadeguatezza significa non comprendere — o non voler comprendere — che la sua missione è esattamente l’opposto della logica del potere.

Perché ci vuole più forza a invocare la pace che a evocare lo scontro.
Più coraggio a difendere ogni vita — tutte le vite, senza eccezioni — che a selezionare quali meritano indignazione.

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.”
Ma quando Cesare pretende di giudicare Dio, allora la storia ha già imboccato una strada pericolosa.

Il Papa resta lì: solo, spesso contestato, ma libero.
Libero di dire ciò che il mondo non vuole più ascoltare.

E proprio per questo, necessario.

Guglielmo Scarlato, salernitano, avvocato cassazionista, deputato per tre legislature tra il 1983 ed il 1994. Studioso di diritto, è stato professore a contratto di Diritto Penale dell’ Economia presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, ha pubblicato numerose monografie e saggi su diversi temi giuridici ed è l’autore di alcuni voci dell’Enciclopedia Giuridica Treccani, quali quella sui reati ministeriali, sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica e l’attentato ai ai diritti politici del cittadino.

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