Gott mit uns

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(foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Tra i dieci comandamenti, il secondo sta assumendo in questi giorni una pregnanza che solo qualche anno fa non avremmo sospettato. ‘Non pronunciare il nome di Dio invano’, hai detto niente! Con il Ministro dell’Interno – sempre più un pupazzo teleguidato da Steve Bannon – che si diletta a bestemmiare e ad attaccare papa Bergoglio col rosario tra le dita, presumendo di decidere da sé con chi è schierato Dio nella contesa politica. E ad annunciare al suo devoto popolo che sì, il Signore è con la Lega.

D’accordo, non è la prima volta nella storia, e nemmeno la penultima – quella di Hitler – in cui fanatici e guerrafondai si sono auto-esaltati nel nome della croce. Ma si è sempre trattato della croce con la ‘c’ minuscola. La Croce, quella di Cristo, non c’entra. Oggi come nel passato. Così come Allah non c’entra con le stragi dell’Isis. Sono gli uomini che nominano Dio invano, e peccaminosamente, a copertura delle proprie nefandezze.

Qualcuno dirà che però uomo è anche Bergoglio e che lui per primo si fa forte del nome di Dio per propinare per buone e sante le sue posizioni politiche sui migranti. Mediocri bassezze. Io non ho la cultura teologica della levatura di un Ratzinger, o di padre Sorge o del card. Ravasi, o del compianto card. Martini e loro pari, e nemmeno quella del mio caro e buon parroco; ma sono un credente e credo che Dio sia uno, per tutti, in tutto il mondo. Tutti gli esseri umani – di più: tutti gli esseri viventi – sono sue creature. Ed i Vangeli ci dicono che la colpa che portò alla condanna Gesù Cristo fu la sua predicazione, rivolta ai Pagani ed ai Greci alla stessa stregua che agli Ebrei, per volontà dei quali fu crocifisso. Per gli Ebrei rompere i muri, dialogare e considerare gli ‘altri’ alla stregua del popolo eletto era blasfemo. Yahwèh era il ‘loro’ Dio, il più forte, potente e misericordioso tra tutti gli Dei. E quel Dio aveva eletto loro, non altri, come il popolo dell’arca dell’alleanza. Gesù che diceva di essere figlio di Dio e che sacrilegamente parlava con i popoli non eletti, mettendoli sullo stesso piano dei Giudei, doveva perciò essere punito in modo atroce ed esemplare.

Non c’è dunque bisogno di essere eruditi teologi per capire che Cristo non ha niente a che vedere con i persecutori dei forestieri e che essere cristiani significa essere includenti, specie verso i più bisognosi di aiuto. Ora, che Bannon pretenda, con l’ausilio di qualche prelato d’accatto, di dare lezioni di teologia a Bergoglio sarebbe davvero da ridere, se non ci fossero in giro porpore – rosse di vergogna – che lanciano anatemi verso il Santo Padre nel nome di lui. Di lui Bannon, non di Cristo!

Tutto questo perché? Tanta carnevalata per prendere qualche voto in più alla elezioni per il Parlamento Europeo? È un bersaglio troppo piccolo per tanto ardimento. Bannon e suoi mandanti vogliono lo sfaldamento dell’Europa, un ingombro di 500 milioni di persone che ostacola le mire suprematiste non del mediocre Salvini, ma di quelli del ‘First America’, del ‘Rossiya pervaya’ (Prima la Russia), del ‘Dì yī gè zhōngguó’ (Prima la Cina) o di quelli del ‘Grande califfato’.

Ma ci vuole tanto a capire che Salvini è solo un guastatore al soldo di queste smisurate potenze e che l’unica possibilità per noi Italiani di non essere ridotti a terra di contesa tra i grandi del mondo è un’Europa più coesa e più forte?

1 commento

  1. Piu’ che noia mi e’ venuta la nausea, e’ venuta meno la forza di sopportazione. Nino Maiorino. 24/5/2019

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