Follia

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foto tratta dal profilo Fb

Quello che sta accadendo in questi giorni con questo Governo è qualcosa che va al di là delle peggiori previsioni e sta esponendo il nostro Paese a grandi rischi, e quel che è peggio è che quasi nessuno di coloro che contano nel governo sembra rendersene conto.

La prima considerazione sulla manovra che il Governo ha varato venerdì 28 settembre è su quella pagliacciata (non saprei definirla altrimenti) al balcone della Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi, con il Vice-premier Di Maio che, con un ghigno incredibile, esulta per aver ottenuto non si sa quale vittoria nei confronti di chi.

Si comprende cosa intendesse con quella espressione, cioè di aver ottenuto, con piglio dittatoriale e atteggiamento ricattatorio, quello che voleva, spuntandola nei confronti del Ministro dell’Economia: ma ha forse dimenticato che il Ministro Tria, fa parte di questo governo, quindi l’ha voluto lui insieme agli altri.

Una persona ragionevole avrebbe tentato di capire le motivazioni, a parere di moltissimi sensate, del Ministro Tria che si è battuto spasmodicamente per evitare una manovra fondata quasi esclusivamente su spese improduttive che aumentano il già colossale debito pubblico e ci espongono all’ira dei mercati ed alla censura dell’UE.

Se la manovra fosse effettivamente finalizzata al rilancio della economia, potrebbe anche passare (convincendo però Bruxelles); il problema è che la manovra, così come congegnata, è solo demagogica e populista in quanto spreca risorse solo per accontentare gli elettori e tener fede ad un “contratto” che, nel tempo, potrebbe anche essere realizzato, ma che a tre mesi dall’insediamento di questo governo, con la ripresa economica in discesa, con lo “spread” ai livelli raggiunti (che già di per sé fa crescere il debito di oltre 70.miliardi l’anno per soli interessi, risorse che vanno sottratte, quindi, ad eventuale ripresa produttiva) è solo una follia.

Per non parlare di un fatto di immagine in quanto persone di qualità mai avrebbero ardito affacciarsi a quel balcone per esultare di fronte al gruppo di sostenitori nella piazza: quando ci si lamentava delle “boutade” di Berlusconi, nessuno avrebbe mai potuto immaginare di quello che sarebbe capitato successivamente.

Tornando al nocciolo della questione c’è solo da dire che oramai il paese è in balia di ignoranti (nel senso che ignorano) di economia, di finanza, di amministrazione, i quali, non consci dei loro limiti, e con la presunzione di poter fare tutto in virtù del voto popolare, non hanno l’umiltà di ascoltare chi sa qualcosa di economia e finanza, e tenta di metterli in guardia dai rischi che corre il paese andando di questo passo.

Una ulteriore considerazione sul Premier: che il governo giallo verde fosse in mano a Di Maio e Salvini è un fatto oramai acclarato, e chi ancora considera Conte come capo dello stesso probabilmente non ha capito come stanno le cose; ma che Conte, tutto sommato persona colta, professionista affermato, si faccia imboccare da due ignorantelli (sempre nel senso che ignorano), ha anch’esso dell’incredibile e qualifica anche questo personaggio che, benché formalmente premier, di fatto ha ceduto il suo premierato ad altri.

La stampa specializzata, nazionale ed estera, si è già espressa su questa follia, i mercati non hanno fatto attendere le loro reazioni negative, lo spread è risalito a quota 300, l’UE ci sta tempestando di messaggi, ma i nostri due premier vanno avanti imperterriti sulla loro strada, facendo incamminare il paese verso una deriva che prima di noi ha vissuto drammaticamente la Grecia; che è stata accusata di aver falsificato i bilanci dello stato, come di fatto sembra stia facendo questo governo.

Cosa abbia spinto il Presidente Mattarella a convincere il Ministro Tria a non dimettersi è facilmente intuibile: la scelta del male minore. Ma l’incubo Paolo Savona tutt’ora incombe sul paese, e pilota il governo; probabilmente quel famoso “piano b” che aveva architettato è ancora sul tavolo, ma ribaltato, nel senso che potrebbe essere l’UE a spingerci ad uscire dalla moneta, forse dall’UE, per evitare una destabilizzazione dell’area maggiore di quella attuale.

In conclusione, l’orlo del baratro dal quale ci salvammo con la dimissioni “pilotate” di Berlusconi e grazie al governo Monti, sembra si stia nuovamente avvicinando col governo in carica.

Al peggio non c’è mai limite: ma non si sa fino a quando si potrà resistere, e a cosa porta una democrazia così fatta, con una opposizione di sinistra ancora inesistente, ed una “opposizione” di destra che non aspetta altro che di poter far finta ancora di contare qualcosa, purché le si dia qualche contentino, com’è avvenuto con la vicenda del neo-eletto Presidente della Rai.

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