Conte bis, il governo più bizzarro del mondo

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La dichiarazione del Prof. Giuseppe Conte,al termine dell'incontro con il Presidente Sergio Mattarella. (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

C’è qualcosa di bizzarro che rende imperscrutabile l’origine e la durata del nascituro Governo Conte bis.

Il primo dato di strana originalità è il passaggio dell’avvocato del popolo da Presidente di un esecutivo sostenuto dalla destra a Premier di un’altra compagine sostenuta dalla sinistra e con la benedizione di Ronald Trump.

Il secondo dato riguarda la convergenza del PD e del M5S con l’intento di Nicola Zingaretti di operare una svolta con relativa discontinuità e di Luigi Di Maio di “non rinnegare il lavoro fatto” (con la Lega) e di volerlo completare.

Con queste premesse non si preannunzia una navigazione tranquilla fino alla chiusura della legislatura. Vi si addice la metafora di Babele citata da Beppe Grillo che dà della situazione una rappresentazione più realistica che biblica. Ed è lo stesso garante del Movimento a lanciare un’altra idea estranea alla cultura della democrazia rappresentativa, cioè di nominare Ministri tecnici e Sottosegretari politici.

É un modo per non litigare nell’attribuzione dei Dicasteri o una deresponsabilizzazione politica da parte dei  partiti partner del Governo? Come dire che il ruolo di Giuseppe Conte, absit iniuria verbis, passa da “burattino a burattinaio”, secondo quanto scrive il francese Le Monde a commento di una “eccellente piroetta”.

In compenso, la maggior parte delle testate internazionali gli attribuiscono il vanto di avere frenato “la tracotanza” del sovranista Matteo Salvini, non gradito a Bruxelles ed alle più influenti cancellerie europee. Non è il caso di rincorrere o richiamare alla memoria i soliti sospetti di indebite interferenze lobbistiche o straniere nelle vicende politiche italiane. Nello specifico Salvini non é privo di responsabilità avendo aperto una crisi al buio rispetto al ruolo dell’Italia nel contesto politico ed economico e finanziario europeo. Come non è altrettanto infondata qualche maligna riflessione sull’endorsement a Conte a conclusione del G7 di Biarritz prima ancora che si concludesse l’iter della sua investitura da parte del Capo dello Stato. Quanto meno si é trattato di una scortesia istituzionale che si aggiunge all’altra bizzarra idea di sottoporre alla piattaforma Rousseau valutazioni che, secondo il vigente ordinamento costituzionale, spettano ai Gruppi politici rappresentati in Parlamento.

Il tutto lascia immaginare un’opera di sterilizzazione politica da parte di un Governo i cui partner danno segni di tirare a campare, inseguendo le performance della Lega fino a quando non si sentano di potere affrontare le elezioni con una legge elettorale modificata. Salvo insulti e risse come prassi di sopravvivenza all’interno del Movimento pentastellato.

Altrettanti disagi e contraddizioni agitano le acque delle aree politiche cosiddette di centrodestra e di centrosinistra in cerca di una bussola che le conduca ad un’isola che al momento non si intravede  nei  rispettivi orizzonti.

É questo il materiale che offre il convento, finché non si manifesti il quarto imprevedibile incomodo.

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