Cava de’ Tirreni, l’area industriale torna al centro del dibattito: tra luci, ombre e attese di rilancio
Il confronto a Palazzo di Città su “ASI Imprese & Territorio” riapre la discussione sul futuro dell’agglomerato industriale cavese, tra entusiasmi, criticità e la necessità di un nuovo metodo fondato su dialogo e condivisione
Il convegno tenuto ieri a Palazzo di Città su “ASI Imprese & Territorio” è stato indubbiamente molto partecipato clicca qui. Al di là di ciò, l’incontro ha più di un merito. In primo luogo, quello di aver messo al centro dell’attenzione l’area industriale cavese, con tutti i suoi problemi, e l’imprenditoria locale. In secondo luogo, di aver consentito un pubblico confronto tra i vertici del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Salerno, nella persona del presidente Antonio Visconti, e i protagonisti della nostra realtà territoriale: amministrazione comunale, imprenditori, tecnici.
Sono emerse, come ha evidenziato il presidente Visconti nella sua panoramica sullo stato dell’arte della area industriale cavese, le luci e le ombre della nostra realtà. Oddio, più che le ombre, si sono viste soprattutto le luci, forse anche troppe. D’altronde, il pericolo che, in simili occasioni, tutto rischi di diventare autoreferenziale e celebrativo, è concreto. E nemmeno remoto, per l’assenza di un autentico contraddittorio.
Ad ogni modo e ad onor del vero, da alcuni interventi sono emerse alcune note dolenti, anche se quasi sempre formulate in maniera sin troppo felpata e timida. Forse, inutile negarlo, per un eccessivo atteggiamento reverenziale nei riguardi del presidente Visconti.
Si sa, per noi cavesi l’ospitalità è sacra. In fondo, il nostro sport preferito resta quello di azzannarci tra noi, come novelli conte Ugolino. Quindi, ci sta pure questa condotta particolarmente diplomatica e rispettosa. In effetti, sarà una nostra impressione, ma ci è sembrato che i rilievi siano stati indirizzati più alla linea politica di indirizzo agli uffici comunali espressa dalla precedente Amministrazione comunale che non al Consorzio ASI.
Non è un mistero, del resto, che alcune forze politiche, oggi alla guida dell’attuale maggioranza, avessero già palesato forte ostilità ai tempi della giunta Servalli. Un’avversione messa nero su bianco con specifiche osservazioni clicca qui al Piano di Assetto dell’Agglomerato Industriale di Cava de’ Tirreni approvato solo dall’ASI e senza il coinvolgimento politico del Consiglio Comunale. Un disegno di pianificazione che aveva visto il Settore Urbanistico del nostro Comune giocare un ruolo decisivo e di primissimo piano.
Nel redigere il nuovo Piano, il Consorzio ASI aveva di fatto rinunciato alla propria competenza urbanistica esclusiva. Aveva, infatti, ceduto il passo ai Comuni dei vari agglomerati industriali, fortemente (se non interamente) coinvolti nella copianificazione. Il bilancio dell’indirizzo politico impresso dalla passata Amministrazione Servalli è così oggi sotto gli occhi di tutti. Con le sue luci e le sue ombre. E sono in molti quelli che vedono soprattutto le ombre.
Per questa ragione, è ora giunto il tempo di cambiare rotta, aprendo alla collaborazione e al confronto. La nuova Amministrazione comunale, per quello che si è intuito finora, punta a inaugurare una stagione di profonda discontinuità, fatta di ascolto e sinergia con i vari stakeholder. E c’è un nuovo assessore al ramo, Antonella D’Ascoli, che vuole fare del dialogo con le diverse realtà del territorio il suo punto di forza.
D’altra parte, la progettualità richiede la conoscenza delle problematiche. E la conoscenza la si ottiene mutuandola da chi concretamente opera sul territorio. Questa si chiama condivisone. E questa è la funzione e la missione della politica se non vuole venire meno al ruolo di indirizzo della struttura comunale e di guida della propria comunità.
Sarà questa la volta buona per un cambio di passo nella gestione della nostra area industriale? Le premesse ci sono, nella speranza che non ci si perda per strada. E soprattutto che sia la politica a menare la danza.







