Cava, la denuncia del Partito Comunista sul dissesto idrogeologico: “L’Amministrazione Servalli è distratta”

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“In Italia la pioggia è sinonimo di catastrofe. La lista degli esempi è lunga. Abbandono delle montagne, cementificazione selvaggia, assenza di manutenzione ordinaria sono i responsabili (voluti) delle catastrofi che ultimamente si stanno abbattendo sul nostro paese”. Principia così una nota stampa sul dissesto idrogeologico diffusa ieri dal Partito Comunista cavese.

“Anche Cava de’ Tirreni -continua- ha delle problematiche gravissime riguardo il dissesto idrogeologico. Da anni nei valloni si sversano rifiuti di ogni genere che rischiano di rivelarsi dei pericolosi “tappi” che frenano le acque quando si ingrossano per via dei temporali; da anni sui versanti delle montagne si è continuato a costruire case su case mettendo a rischio il territorio e la vita dei cittadini”.

“Di fronte a questi problemi, che dovrebbero rappresentare una priorità per un’attenta gestione di un territorio particolarmente fragile come il nostro -denuncia il Partito Comunista- l’Amministrazione Servalli con una delibera di Consiglio, votata dalla maggioranza, rimanda al 2017 i primi timidi interventi di messa in sicurezza dei territori esposti al rischio idrogeologico quali le frazioni di Alessia, Marini e Santi Quaranta. Una scelta pericolosa, miope e soprattutto irresponsabile di fronte ad eventi sempre più numerosi e catastrofici e sempre più vicini a noi”.

“Noi Comunisti -conclude la nota- pensiamo che serva un piano di manutenzione straordinaria del territorio per la messa in sicurezza delle zone a rischio idrogeologico, per la tutela dell’ambiente e per la creazione di posti di lavoro. E pensiamo che serva subito”.

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