Cava, la città insorge contro la chiusura del Reparto di Rianimazione dell’Ospedale

0
296

Divampa la polemica: duri attacchi da Cirielli a Potere al Popolo

Era facilmente prevedibile che la notizia della sospensione temporanea del reparto di Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni avrebbe scatenato forti proteste da parte dei cittadini metelliani. E così è stato.

Il malcontento e lo sdegno dei cavesi si sono immediatamente scatenati sui social e riversati sulla classe politica colpevole di essere mendace e restare inerme dinanzi a questo ennesimo smacco subito alla sanità cittadina. Gli strali maggiori, ovviamente, sono rivolti agli attuali amministratori comunali e più di tutti verso il sindaco Servalli e il governatore De Luca.

Sta di fato che nei pressi dell’ospedale si sono ritrovati spontaneamente diversi cittadini e consiglieri di opposizione Raffaele Giordano Luigi Petrone, oltre a Davide Trezza, candidato a sindaco di Potere al Popolo alle ultime comunali. Non è escluso che possa essere messa in cantiere una clamorosa manifestazione di protesta.

Il sindaco Vincenzo Servalli ha ritenuto opportuno rispondere e spiegare la situazione attraverso una nota pubblicata sulla sua pagine di Facebook: “Stamattina, con una comunicazione firmata dalla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona, senza alcuna preventiva informazione, si è disposto, alla luce dell’aggravarsi della situazione del contagio, la “sospensione temporanea per tutto il periodo dell’emergenza” delle attività della rianimazione di Cava de’ Tirreni, con il trasferimento del personale all’ospedale “Da Procida” interamente dedicato alla gestione di pazienti Covid 19.

“La scelta – continua la nota – senza dubbio legata alla drammatica situazione che stiamo vivendo, è d’altra parte, la più semplice e immediata, ma anche quella che con grande chiarezza esprime lo stato a cui si è ridotta la sanità italiana e campana, con un’azienda che per affrontare un grave problema è costretta a divorare se stessa. Dalla stessa comunicazione si evince che sarà comunque garantita la presenza presso il presidio di Cava de’ Tirreni di una guardia anestesiologica per le urgenze indifferibili”.

Immediata la replica del gruppo consiliare di opposizione “SiAmo Cavesi” che, con un comunicato stampa, ha così commentato l’accaduto: Sappiamo bene che in tempi di emergenza si è costretti a ricorrere ad ogni mezzo, ma quello che ci dispiace constatare ancora una volta è che l’ospedale di Cava è sempre considerato una sorta di salvadanaio dell’azienda Ruggi, per cui quando c’è mancanza di personale si attinge sempre dai reparti cavesi, come è capitato già in passato e di recente proprio per Rianimazione, che circa un mese fa era stato privato di parte del suo personale, già dirottato al “Da Procida”.

“Il nostro dito -si legge ancora- è puntato contro la politica regionale, che non ha saputo programmare questa seconda ondata di contagi, da tempo annunciati, e contro il sindaco Vincenzo Servalli che non riesce mai a dare risposte certe ai cittadini. Peraltro, l’8 ottobre il consigliere Passa aveva già chiesto all’amministrazione, in un’interrogazione, di conoscere la sorte del reparto di Rianimazione e di sapere le misure che sarebbero state attuate per la sua salvaguardia: non ha mai ricevuto risposta”.

Il movimento politico Potere al Popolo si è così espresso: È vergognoso. Il covid non si combatte chiudendo i reparti. Il nostro ospedale non sarà l’ennesima vittima di questa pandemia! Difendiamo con le unghie e con i denti una risorsa così preziosa che in quest’emergenza più che mai ha salvato decine e decine di vite. Le istituzioni facciano la loro parte per il ritiro immediato dell’atto di chiusura dell’unità operativa cavese”.

Duro attacco anche da parte del Questore della Camera, l’onorevole Edmondo Cirielli: “La chiusura del reparto di Rianimazione è un grave errore perché significa di fatto la chiusura dell’Ospedale di Cava de’ Tirreni. Questa sconsiderata  decisione è frutto di una mancata programmazione regionale di prevenzione del Covid-19: si sono persi otto mesi di tempo nei quali si sarebbero dovuti potenziare gli ospedali assumendo medici e infermieri sfruttando la mobilità, ma anche attraverso assunzioni a tempo determinato. E, invece, non è stato fatto nulla dalla Regione. E’ ormai evidente a tutti il fallimento della gestione della sanità campana da parte del Pd. Dispiace solo constatare che quasi il 75% dei cavesi, che appena un mese fa aveva dato fiducia a De Luca, ora ne pagherà il prezzo tutta la città”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.