Cava, la città dice no alla svolta “da sagra di rione” della Festa di Montecastello

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Identità e tradizione: sono queste le parole che accompagnano e interpretano il senso dei festeggiamenti in onore del SS. Sacramento da 363 anni a Cava de’ Tirreni.

Quest’anno una scia di polemiche infinite sta accompagnando l’evento più amato nella valle metelliana, conosciuto anche – e soprattutto – come Festa di Montecastello. Dopo le doglianze per la decisione dell’Ente Montecastello di spostare il tradizionale sparo dei fuochi pirotecnici dal canonico sabato alla domenica (provvedimento ritirato per acclamazione popolare), da ieri un’altra bufera si è abbattuta sugli organizzatori della manifestazione.

L’Ente Montecastello ha pubblicato su Facebook il programma delle “Notti al Castello” kermesse storica, artistica, culturale e gastronomica collaterale alla Festa di Montecastello che accompagna da un decennio i festeggiamenti. Quest’anno non sarà allestito il teatro itinerante diretto da Geltrude Barba, ma sarà dato spazio a musica disco, karaoke e all’esibizione di Denny Celentano, un cantante cover del famoso “molleggiato”.

Di qui lo scatenarsi di una vera e propria bufera mediatica da parte dei cittadini cavesi, uno tsunami  di proteste e dissensi che ha investito in pieno l’Ente Montecastello. Un coro unanime di voci stigmatizza la scelta che reputa peggiore della più vetusta sagra di quartiere, lontana anni luce dalla tradizione storica e culturale che connota il secolare evento metelliano.

“Secondo me si sta perdendo il senso della cultura e della storicità… Eliminando “Le Notti al Castello” e facendo spazio ad eventi ricreativi come questi, si evince chiaramente che stiamo imboccando una pessima strada. La festa di Montecastello è cultura, storia, arte, religione, non karaoke, discoteca e Danny Celentano”, sono le parole di un cittadino, alle quali fanno eco quelle di un altro cavese che rincara la dose: “Certo che l’Ente Montecastello, o chi da dietro li usa come burattini, si sta dimostrando un comitato ridicolo e molto contraddittorio. Prima parla della Benedezione dei Trombonieri dicendo che si è andati fuori tema , poi si inventa questa serata ridicola di Karaoke. Beh, caro Ente Montecastello con questa chicca avete toccato sicuramente il fondo. Spero che l’Amministrazione comunale quanto prima si svegli e si prenda carico per gli anni a venire di affidare a persone competenti l’organizzazione di questa nostra festa che anno dopo anno è andata in degrado”.

Una signora ha palesato il suo disaccordo con queste parole: “Pretendiamo le dimissioni di tutto l’Ente in quanto si è  dimostrata la sua incapacità di gestire la cosa”. Un altro rincara la dose: “Ormai l’unica soluzione: costituire un nuove Ente Montecastello con persone capaci e legati alle tradizioni cavesi religiose, storico e folcloristiche”.

Vergogna, pagliacciata, ridicoli sono alcuni degli altri epiteti utilizzati per commentare la svolta “easy” data alle Notti al Castello. A gran voce si disconosce questa scelta poco attinente con i fatti storici e l’orgoglio folcloristico che ha sempre caratterizzato i festeggiamenti in onore del SS. Sacramento a Cava.

E sempre più insistente si fa la richiesta all’Amministrazione comunale di prendere in mano le redini della situazione. Se è vero che l’organizzazione è di esclusiva competenza dell’Ente, tuttavia il Comune non dovrebbe consentire un simile scempio delle tradizione e dell’immagine di Cava e salvaguardare il decoro della seconda città della provincia di Salerno per abitanti ed importanza. C’è ancora qualche margine per evitare di scendere nel più grossolano provincialismo, basterebbe magari guardarsi attorno, tralasciando la prosopopea e la spocchia del “secondi a nessuno”,  e prendere esempio da qualche cittadina della Costiera amalfitana, o anche dell’Agro, che stanno facendo un lavoro encomiabile in ambito culturale e turistico.

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