Cava, in corso una raccolta di firma per una petizione popolare sul diritto alla vaccinazione

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Per recuperare i ritardi viene richiesta al Presidente del Consiglio Mario Draghi di attivare in città un hub vaccinale della struttura commissariale

 

E’ in corso da alcuni giorni sul web una raccolta di firme per la sottoscrizione di una petizione popolare sul rispetto del diritto alla vaccinazione proposta da una Tak force anticovid indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Commissario Straordinario Covid Generale Figliuolo e al Presidente Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Cava de’ Tirreni, seconda città per abitanti della provincia di Salerno con i suoi 51101 abitanti -si legge nella petizione- ha pagato sinora un grave tributo alla pandemia, con numerosi morti e troppi malati. A oggi risultano, in questa seconda fase, 395 positivi di cui ben 64 over80, oltre il 16%. Siamo fortemente preoccupati anche perché, nel resto della Regione, la campagna vaccinale procede con accettabile velocità, superando il 90% delle dosi disponibili”.

“Il centro vaccinale per gli over 80 a Cava de’ Tirreni -denunciano gli autori della petizione- ha aperto SOLO il 15 di marzo, quando nella vicina Salerno (come in altri comuni vicini) la vaccinazione è iniziata il 13 febbraio, come si evince da un’intervista su youtube del manager della Azienda Ospedaliera “Ruggi d’Aragona”, dr. Vincenzo D’Amato.  Da tale Azienda Ospedaliera dipende anche il nostro presidio ospedaliero cittadino”.

“Si era inizialmente stabilito che gli over 80 cavesi dovevano essere convocati dall’Ospedale “Ruggi” di Salerno -prosegue la petizione- Ciò anche perché la stessa Azienda, aveva inspiegabilmente decretato che il nostro presidio non era idoneo per ospitare un centro vaccinale. Come questo sia possibile rimane un mistero, è veramente raro sentir affermare che un ospedale attivo, con un Pronto Soccorso, Sale Operatorie e Rianimazione, possa non essere idoneo ad operare come centro vaccinale. È veramente uno dei misteri della nostra burocrazia”.

“Comunque, per un mese intero -il j’accuse della petizione- nessuno degli over80 cavesi è stato convocato. Solo il 13 marzo è stato istituito dalla ASL un punto vaccinale per gli over80 residenti a Cava, allocato stavolta in una struttura idonea: il convento francescano di San Francesco e Sant’Antonio”.

“Al 25 di marzo sono stati vaccinati, solo con la prima dose -spiega la petizione- circa 600 anziani, sui 2540 over 80 prenotati e ci sono altri 3332 tra disabili, fragili e over70. Non è ancora iniziata la vaccinazione domiciliare per le persone non deambulati, non sono stati vaccinati i degenti delle case di riposo, i disabili, i fragili. Si somministrano un massimo di 70 vaccini al giorno, domenica esclusa, il centro vaccinale è inoltre attivo ad oggi solo per mezza giornata. Considerato che senza la seconda dosa non c’è immunità, gli anziani della nostra città saranno a rischio ancora per i oltre due mesi”.

“Questa situazione è francamente insostenibile -si legge ancora nella petizione- nelle altre città della provincia molti cittadini hanno già ricevuto anche la seconda dose. In città è attivo un secondo punto vaccinale, nel quale si somministra AstraZeneca al personale scolastico e alle forze armate, che in due settimane non ha ancora completato la vaccinazione ai 1500 prenotati e non ha ancora iniziato a vaccinare gli over70.”

“Viste le evidenti difficoltà organizzative locali -conclude la petizione- chiediamo alle SSLL un intervento urgente, consentendo di attivare in città un hub vaccinale della struttura commissariale, che possa rapidamente mettere in sicurezza i nostri anziani, dare serenità all’intera città e consentirci di uscire da questo incubo”.

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