Cava, ieri sera a S. Francesco la messa di addio di Fra Gigino

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padre Luigi Petrone in una foto di archivio (foto Angelo Tortorella)

E così si è consumato l’addio. Il temuto giorno in cui i fedeli del Santuario Francescano di Cava de’ Tirreni hanno dovuto salutare padre Luigi Petrone è giunto. Ieri sera, durante la Santa Messa delle ore 20, una chiesa gremita attendeva il monaco per la sua ultima celebrazione in città prima di recarsi alla sua nuova sede, la congregazione di Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore.

Tanta la commozione tra i presenti che hanno accolto l’ingresso in chiesa di padre Gigino con uno scrosciante e prolungato applauso. E tanti cittadini giunti da ogni angolo della città. Tra di essi anche l’ex sindaco di Cava, Luigi Gravagnuolo, che in passato ebbe qualche screzio, poi superato, con padre Luigi, e il dottor Luigi Cremone, il quale ha preso la parola ed ha fatto un excursus degli oltre vent’anni trascorsi dal monaco al convento di Cava, anni in cui la fisionomia del sito si è trasformata e rivoluzionato, si sono innalzare nuovamente le mura della chiesa e tutt’intorno è sorto un vero e proprio villaggio per pellegrini, la cui crescita è stata esponenziale nel corso degli anni.

Da domani si apre un nuovo capitolo per la storia del convento e per padre Luigi che ha esortato i presenti a non essere preda della commozione, esortazione andata perduta, ed ha ricordato loro che Nocera è a soli 5 km. “Li ho misurati io stesso con attenzione”, ha asserito.

Tante sono state le polemiche che si sono sviscerate in passato intorno alla sua figura. Non è questo il momento di perpetuarle, ma di augurargli, secondo la dottrina della carità cristiana, di continuare proficuamente il suo percorso di fede al convento nocerino. In fondo, Cava è davvero a un tiro di schioppo e siamo certi che l’eco delle sue attività giungerà sin qui.

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