Cava, fra Gigino trasferito al Convento Francescano di Nocera Inferiore

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Padre Luigi Petrone lascia il Santuario Francescano di Cava de’ Tirreni per approdare al convento di Santa Maria degli Angeli di Nocera Inferiore dove officerà dal 30 novembre.

La notizia è giunta al convento metelliano oggi pomeriggio alle 15 ed immediatamente la voce si è sparsa nella città gettando nel panico i suoi seguaci.

In realtà, ormai da tempo si rincorreva la voce che la Provincia Religiosa Salernitano-Lucana aveva intenzione di trasferirlo fuori dai confini cittadini, anche se in molti speravano che fossero soltanto delle voci prive di fondamento. Dal Santuario cavese, che abbiamo contattato telefonicamente, ci hanno fatto sapere che padre Luigi ha accolto la notizia con serenità e che avrebbe celebrato la Santa Messa di lì a breve come sempre.

Non si tratta, ci hanno tenuto a sottolineare, di una punizione, ma di una normale prassi secondo la quale i frati ogni tot di anni debbono lasciare il luogo in cui svolgono il proprio ministero.

Dalla sua pagina Facebook è lo stesso padre Gigino a confermare il  suo imminente allontanamento dal convento di Cava con messaggi di risposta a quanti gliene hanno chiesto conferma.

Dopo il tira e molla che era cominciato la scorsa primavera e il rincorrersi di voci e smentite varie, pare che si sia giunti al capitolo finale della vicenda che ha tenuto col fiato sospeso un’intera cittadina spesso spaccata, come in una partita di calcio, tra pro e contro questo frate francescano, spesso criticato e contestato per i suoi metodi, ma che sicuramente tanto ha fatto per Cava de’ Tirreni in questi anni, riuscendo risollevare, non solo metaforicamente, una chiesa dalle sue fondamenta e creando attorno ad essa una comunità nutrita di fedeli.

1 commento

  1. 16.11.2017 – By Nino Maiorino
    Con la conclusione della vicenda di Fra Luigi Petrone, trasferito da Cava a Nocera Superiore, chi ci rimette è solo Cava, che ha perduto non solo l’artefice della ricostruzione del convento e della basilica, ma anche un trascinatore di folle che hanno costituito, nell’ultimo ventennio, i veri finanziatori di quella ricostruzione e i frequentatori assidui della comunità francescana metelliana; ma insieme alla comunità francescana ci rimette l’intera città che ha perduto uno dei pochi veri promotori di attività culturale e artistica (pure se popolare) e uno dei principali richiami di turisti, religiosi e non.
    Spero che i frati che l’hanno sostituito siano all’altezza del compito che li attende per non affossare, come sembra stia avvenendo, la comunità.
    Ci guadagna la comunità francescana delle due Nocera, Superiore e Inferiore, che troveranno in Fra Gigino un trascinatore che la rilancerà, se lo faranno lavorare.

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