Cava de’ Tirreni, PD nel caos: siamo alla resa dei conti, rischio scissione e proposta di candidatura a sindaco congelata
La riunione di giovedì certifica la spaccatura nel PD cavese: nessuna sintesi, solo tensioni. I vertici provinciali promettono mediazioni, ma cresce il rischio di una fuga di dirigenti verso una lista autonoma. Intanto, slitta il tavolo del “campo largo” e resta sospesa la candidatura a sindaco di Giancarlo Accarino
La riunione di giovedì sera non ha prodotto alcun passo avanti. Al contrario, ha confermato la profonda frattura che da settimane paralizza il Partito Democratico nella nostra città.
A quanto si è saputo, all’incontro ha partecipato una nutrita delegazione dell’area deluchiana, con nomi di primo piano: Giovanni Coscia, neosegretario provinciale del PD; il suo predecessore Vincenzo Luciano; e Nello Mastursi, storico uomo di fiducia di Vincenzo De Luca e considerato da molti il regista dell’organizzazione regionale del partito. Una presenza autorevole che, però, non è bastata a ricomporre i contrasti.
Le posizioni restano distanti, le fratture aperte. Il PD cavese appare oggi bloccato, incapace di assumere decisioni politiche e organizzative in un momento cruciale.
I vertici provinciali si sarebbero impegnati a tentare una mediazione, ma la situazione resta critica. Il timore, sempre più concreto, è che una parte consistente del gruppo dirigente cittadino possa scegliere la strada della rottura. Si parla dei consiglieri comunali Luca Narbone e Giuliano Galdo, dell’assessore Lorena Iuliano e del presidente dell’Ausino Mariano Agrusta. Nomi che, secondo indiscrezioni, starebbero valutando l’ipotesi di lasciare il PD per presentarsi alle prossime comunali con una formazione autonoma.
Una prospettiva che avrebbe un peso elettorale significativo. Eppure, da quello che viene riferito, questa componente è minoritaria all’interno del direttivo cittadino, dove la maggioranza continua a sostenere la candidatura a sindaco di Giancarlo Accarino. Una linea politica che, però, non si traduce ancora in una decisione formale. Nessuno vuole forzare la mano. In un quadro così fragile, ogni strappo potrebbe diventare irreversibile.
Il clima resta teso. Il neosegretario cittadino Carmine Senatore ha chiesto il rinvio dell’incontro del “campo largo” previsto per questa mattina, nel quale si sarebbe dovuta ufficializzare la candidatura di Accarino — o comunque individuare un nome condiviso dall’intero centrosinistra. La riunione è stata spostata alla prossima settimana. Il PD, secondo Senatore, ha bisogno di tempo per trovare una sintesi interna e presentarsi al tavolo con una proposta unitaria.
Dietro la richiesta di rinvio ci sarebbe anche un coinvolgimento diretto dei livelli provinciali, chiamati a favorire una ricomposizione che, al momento, appare tutt’altro che semplice.
Il risultato è un partito sospeso e diviso. Senza un candidato ufficiale. Senza una linea condivisa. E con il rischio concreto di una scissione alle porte. Il tempo stringe, ma il PD cavese resta fermo.







