Cava de’ Tirreni, Luigi Petrone: “Stop alle alienazioni, il patrimonio comunale va tutelato”
Nel confronto con il CoBeCo il candidato sindaco Luigi Petrone ribadisce la contrarietà alle vendite dei beni comunali, sostiene la restituzione dell’ex Manifattura al patrimonio pubblico e conferma di non voler firmare il Codice etico, ritenendo sufficienti i principi già presenti nello statuto della Fratellanza
Proseguono gli incontri del CoBeCo con i candidati alla carica di sindaco in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio. Giovedì 14 maggio è stato il turno di Luigi Petrone, sostenuto dalle liste civiche La Fratellanza e Nuovi Orizzonti, che ha illustrato la propria posizione sui temi posti dal Coordinamento dei Beni Comuni.
Il CoBeCo ha chiesto ai candidati un impegno chiaro: tutelare il patrimonio comunale di valore storico, artistico e identitario, evitando ogni ipotesi di alienazione e promuovendo invece percorsi di valorizzazione e fruizione pubblica, nel solco del regolamento sulla cura condivisa dei beni comuni. Petrone ha dichiarato di condividere pienamente questi obiettivi, ricordando che «le vendite costituiscono un impoverimento dell’ente» e sottolineando di aver sempre votato contro il piano delle alienazioni proposto dall’amministrazione Servalli.
Uno dei punti centrali del confronto è stato il futuro dell’ex Manifattura di viale Crispi. Il candidato ha espresso pieno accordo con le azioni finalizzate alla sua restituzione al patrimonio comunale, precisando che le destinazioni d’uso dovranno essere valutate con attenzione una volta completato l’iter di acquisizione.
Sul Codice etico dell’Amministratore Comunale, Petrone ha invece preso le distanze: pur condividendone i principi, ha spiegato che essi sono già contenuti nello statuto del movimento La Fratellanza e che, per questo motivo, non ritiene necessario sottoscriverlo.
Il comunicato è stato diffuso il 18 maggio 2026 dal portavoce del CoBeCo, Alfonso De Stefano.







