Cava de’ Tirreni, Premio Com&Te: la giornalista Antonella Mariani conquista il pubblico con le donne protagoniste in storie di speranza e di pace
Nel quarto appuntamento della XVII edizione della Rassegna letteraria presentato il libro "Protagoniste. Storie di donne che hanno fatto la differenza" (Avvenire Vita e Pensiero)
“La curiosità di giornalista mi porta ad esplorare le vite dei protagonisti delle storie che racconto. A guidarmi è anche un istinto professionale.”
Così, in un passaggio, ieri sera la giornalista Antonella Mariani nel presentare, presso l’Holiday Inn di Cava de’ Tirreni, la pubblicazione Protagoniste Storie di donne che hanno fatto la differenza (Avvenire Vita e Pensiero), nel corso del quarto appuntamento dei salotti letterari della XVII edizione del Premio Com&Te.
“Mi piace scrivere di donne, lo trovo bello perché le donne hanno una naturale tendenza a risolvere i problemi” ha affermato ancora la scrittrice, precisando che a volte le donne riescono dove non riescono le associazioni.
A stimolare l’autrice i giornalisti Francesca Faiella e Pierpaolo Durante, entrambi redattori della rivista Ulisse on line.
Tra i primi argomenti oggetto di approfondimento quello sull’importanza dell’istruzione che, nonostante sia un obiettivo dell’Agenda ONU 2030, purtroppo è un miraggio per ben 57 milioni di bambini nel mondo, mentre in Occidente si assiste a un analfabetismo di ritorno. L’autrice ha sottolineato che, come dimostrano molte storie del libro, l’istruzione costituisce il primo passo per l’emancipazione, soprattutto nei casi in cui diventa un volano per migliorare la vita di tutta la famiglia.
L’autrice, incalzata poi dalle domande degli studenti, ha chiarito che non tutte le donne che ha incontrato hanno fatto la rivoluzione: ci sono donne in America latina che si impegnano nell’ allontanamento di ragazze dalla prostituzione e dalla dipendenza.
“Spesso sono le donne che fanno la pace. Come? Partendo da piccoli passi, inizialmente non sanno neanche loro la portata delle loro azioni” ha spiegato ancora Antonella Mariani, evidenziando le differenze riscontrate tra le donne attive tra i diversi continenti. Le africane risultano più comunicative tra di loro e questo fattore favorisce la cooperazione, mentre quelle di altri continenti, come ad esempio le asiatiche, risentono delle caste che costituiscono un elemento sociale preponderante.
La scrittrice ha poi fatto notare che spesso le storie sono tragiche, ma che comunque va sempre intravista la speranza, concludendo poi con un messaggio di fiducia e di incoraggiamento: “Quando fai il bene sai da dove parti e non sai dove ti porterà”.
Da segnalare la presenza all’incontro letterario di alcuni membri dell’associazione Eugenio Rossetto, attualmente impegnati nell’individuare famiglie cavesi per ospitare ragazzi provenienti da Neve Shalom Wāħat as-Salām, il villaggio cooperativo abitato da arabi palestinesi ed ebrei israeliani, su cui Antonella Mariani ha scritto per il quotidiano Avvenire. (foto Francesco Cuccaro)


































