Cava de’ Tirreni, il tesoro di Giuseppe Melone: la strepitosa collezione di immaginette sacre

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Oltre 150 mila immaginette sacre singole, circa 400 mila il totale di santini raccolti tenendo conto dei doppioni.

Sono numeri impressionanti, ma rappresentano un solo aspetto, quello quantitativo, della raccolta di santini portata avanti da quasi cinquant’anni da un collezionista cavese, Giuseppe Melone.

“Tutto cominciò con mio fratello maggiore che mi diede lo spunto -ci racconta Giuseppe Melone, 74 anni, attualmente pensionato dopo anni di lavoro presso l’Ospedale di Cava de’ Tirreni- dapprima, negli anni sessanta, collezionavo cartoline illustrate, poi la passione mi ha portato negli ultimi cinquant’anni a collezionare immaginette sacre”.

Giuseppe Melone è nel ramo uno dei più importanti collezionisti in Italia ed è socio dell’AICIS, Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre, un sodalizio culturale, apolitico e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati collezionisti, fondato a Roma nel 1983.

L’AICIS accoglie circa 200 soci tra appassionati, collezionisti, studiosi e quanti si interessano di immaginette sotto ogni profilo: storico, folcloristico, culturale, artistico, religioso.

“Sono molti, in Italia e all’estero -ci racconta Giuseppe- i collezionisti di immaginette sacre. Anche all’estero ci sono associazioni di collezionisti com’è in Italia l’AICIS, anche se la nostra è la più importante. Tra noi collezionisti e appassionati siamo in contatto, abbiamo una fitta corrispondenza attraverso cui realizziamo scambi di santini. Insomma, la collezione di ognuno di noi si arricchisce giorno per giorno. E’ tutto in divenire, non c’è nulla di statico, di definitivo”.

In effetti, Giuseppe Melone, sebbene pensionato, resta una persona iperattiva. Ogni giorno gli arriva posta soprattutto da altri collezionisti, ai quali deve rispondere e provvedere ad eventuali scambi. Giuseppe, infatti, ci fa vedere la posta da sbrigare sulla sua scrivania. Non può lasciarla inevasa per molto, per non farla accumulare, diversamente gli riuscirebbe difficile rispondere in tempi ragionevoli.

Giuseppe attraverso le migliaia di immagini sacre, catalogate e conservate con perizia e certosina pazienza in moltissimi raccoglitori, ci porta in universo di arte, cultura e fede, la cui storia affonda nei secoli.

“Tutto questo nacque in Cecoslovacchia nel 1400 -ci racconta Giuseppe- poi la produzione delle immaginette sacre si diffuse in Baviera, quindi in Francia poi in Italia verso la fine del 1400, precisamente in Umbria”.

Giuseppe ci fa vedere alcune delle sue immaginette sacre raccolte e catalogate in alcune specifiche serie. Le più antiche sono dipinte a mano, poi quelle prodotte da foto a partire dalla fine del 1800, alcune squisitamente merlettate, molte di particolare pregio, altre ancora più commerciali. Tra le immagini più antiche posseduta da Giuseppe vi è quella del 1725 in oro zecchino e con essenze vegetali lavorata a mano da un orafo in Umbria, raffigurante San Giovanni Battista.

Tra le serie più preziose Giuseppe ci mostra la raccolta di immagini prodotte con foto tra il 1880 e il 1930, composta da 340 pezzi.

Giuseppe Melone ci mostra un raccoglitore di quasi 7.000 immagini sacre di santi, alcuni dai nomi assai inconsueti, catalogati secondo l’ordine del giorno in cui viene festeggiato: S. Gianuario di Marsico Nuovo, Sant’Onorio o Onofrio di Frosinone, S. Leandro arcivescovo di Siviglia, S. Agape di Chiari in provincia di Brescia, San Modesto e San Crescenzia da Polignano a Mare, Sant’Orso, Sant’Ildefonso, la Beata Vergine del Molino protettrice della città di Lugo in Romagna, e così via…

“Ogni immaginetta sacra -ci spiega Giuseppe- ha una sua tematica. Quella principale si riferisce alla Madonna, quindi la Natività, l’Annunciazione, il Cristo, l’Angelo Custode, la SS. Trinità, poi i Santi, i Beati, i Venerabili, i Servi di Dio, i Papi”.

Tra i santini della sua collezione ci sono molte prodotte dai Fratelli Alinari, azienda fiorentina la più antica e tra le più importanti nel campo della fotografia e delle immagini. La più datata delle immaginette sacre dai fratelli Alinari possedute da Giuseppe, risale al 1920, oltre un secolo fa.

 

Ma sono tante le immaginette di pregevole fattura prodotte soprattutto in Francia, oltre che in Cecoslovacchia e nel nostro Paese, alcune molte singolari come quelle che si aprono a ventaglio, altre con struttura a nido d’api. Alcune di esse, oltre che antiche, sono delle vere e proprie opere d’arte per la qualità della loro fattura.

“Il santo che è più presente nella mia collezione -ci riferisce Giuseppe Melone- è S. Antonio con oltre 2.000 immaginette di tutte le epoche, proveniente da molte città e parrocchie italiane, ma anche dell’estero. S. Antonio, insieme con S. Francesco e S. Giuseppe, è il santo più riprodotto”.

Una collezione strepitosa per la sua qualità e per la sua originalità, ma anche preziosa, che è impossibile raccontare in modo compiuto oltre che adeguato tanta è la sua varietà e la sua dimensione.

Insomma, un tesoro d’arte, di fede e di cultura che Giuseppe Melone arricchisce ogni giorno di nuove immaginette e che rappresenta di sicuro un vanto per la nostra città, ma che andrebbe adeguatamente valorizzato.

Un tesoro, infatti, che meriterebbe, con l’aiuto delle autorità, di essere fruibile al pubblico, per essere visto ed ammirato, ma anche illustrato, in ragione della sua originalità e del suo valore storico, culturale e artistico.

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