Cava de’ Tirreni, convegno su riforme elettorali fine mandato: tra assenteismo e bipolarismo
L’astensionismo oggi è in forte crescita e le leggi elettorali possono avvicinare o allontanare i cittadini dalla politica. Dal 1976 al 2022 si è passati dal 93% dei votanti al 63%. Alle ultime elezioni regionali in Campania si è rasentato il 44%
Lo scorso martedì 14 luglio al Tennis Club di Cava de’ Tirreni si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Crisi della rappresentanza e leggi elettorali”. Gli oratori, diretti da Marco Galdi, sono stati Claudia Marchese, ricercatrice TDA in diritto pubblico comprato, Tino Iannuzzi, avvocato già parlamentare, Guglielmo Scarlato, avvocato già parlamentare, Giancarlo Sorrentino, avvocato e associato di diritto amministrativo e Alfonso Vuolo, avvocato e ordinario di diritto costituzionale.
Tema molto dibattuto quello delle riforme elettorali che come ha fatto notare Marco Galdi è anche una delle tematiche che per tempismo non rientra propriamente in un tipo di politica morale ed etica dato che si reintroduce in Parlamento a fine mandato.
Una riforma elettorale, come è emerso durante questo evento, non può essere considerata degna di nota se non si parla anche di astensioni al voto, tanto da vedere chi più chi meno dei nostri oratori dibattere sulla trasversalità o meno di tale tematica, riconducendola chi con più determinazione chi meno ad una riforma fatta con i fiocchi. Ma soprattutto in che misura la legge elettorale può incidere sulla democrazia? L’astensionismo oggi è in forte crescita e le leggi elettorali possono avvicinare o allontanare i cittadini dalla politica. Dal 1976 al 2022 si è passati dal 93% dei votanti al 63%. Alle ultime elezioni regionali in Campania si è rasentato il 44%. Ma è questo effettivamente un problema di rappresentatività di chi governa? Se gli elettori sono così rarefatti bisognerebbe agire in tal senso.
Alcuni degli accademici che hanno partecipato alla tavola rotonda sono d’accordo nel dire che non ci sono più luoghi di convergenza che si possano declinare verso i partiti ergo è cambiata la deontologia del parlamentare medio dunque come soluzione si dovrebbe estirpare il sistema delle liste bloccate per un più equo programma elettorale. Un altro nodo che è venuto al pettine è il crescente bipolarismo che vige in Italia dal cosiddetto Mattarellum e poi Porcellum, sostituito in seguito dal Italicum per poi approdare al Rosatellum. Ma si è ben potuto notare come nel susseguirsi di diversi mandati le coalizioni sembrano fare l’interesse del governatore e non del governato per cui mi chiedo perché rifarsi ad altri sistemi elettorali fuori confine e non analizzare a più non posso la costituzione geopolitica dell’Italia per un intervento più etico e meno parziale?







