Cava, Covid19: il Piano di Zona racconta via social il lavoro del Programma PIPPI rivolto ai minori

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Prosegue, attraverso il canale social, il racconto del lavoro svolto dal Piano di Zona S2 Cava-Costiera amalfitana, al tempo del Covid-19.

Oggi è la volta del Programma PIPPI (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) che nasce a fine 2010, risultato di una collaborazione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare dell’Università di Padova.

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Un progetto che persegue la finalità di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti per ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d’origine.

A parlare di questa importante iniziative e di come viene gestito in questa fase di emergenza è l’assistente sociale Antonietta Pirone che spiega come si opera con le limitazioni impostate dalla pandemia.

Il Programma PIPPI propone linee d’azione innovative nel campo del sostegno alla genitorialità vulnerabile, scommettendo su un’ipotesi di contaminazione, piuttosto desueta, fra l’ambito della tutela dei “minori” e quello del sostegno alla famiglia nel suo complesso.

L’obiettivo primario è dunque quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo. 😀

Ora si lavora al telefono e on line.
Ma i bambini non vengono lasciati soli.

 

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