Cava, accuse al vetriolo e in punta di diritto dell’avvocato Murolo al sindaco Servalli anche sulla scabrosa vicenda Ausino

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Murolo: “Accuse false? Gli amministratori farebbero bene a leggersi le normative di settore”

“I miei ultimi interventi sull’Amministrazione hanno provocato una reazione violenta da parte del sindaco e di qualche esponente del Pd: evidentemente i colpi sono andati a segno”.

Principia così, con un tono che manifesta piena soddisfazione, la nota diffusa poco fa dall’avvocato Marcello Murolo, portavoce del movimento civico “Siamo Cavesi”, in risposta a quella diffusa ieri dal sindaco Servalli. Insomma, la polemica tra i due esponenti poltiici cavesi continua con un risultato per ora evidente: il sindaco Servalli ha legittimato Marcello Murolo come suo prossimo avversario nella corsa alla poltrona di primo cittadino metelliano.

“Ora vediamo invece perché -scrive Murolo- a differenza di ciò che è stato asserito dagli amministratori, quanto ho detto non è falso. Iniziamo dalla questione dirigenti. A questo riguardo la condotta dell’attuale amministrazione è criticabile per motivi di metodo, di merito e di tempi. Qui di seguito ne spiego i motivi, partendo dalle singole posizioni.

“Dirigente del corpo della Polizia Locale -comincia a controbattere Murolo- come sottolineato dal sindaco, si tratta di una professionalità proveniente dall’interno, cioè già dipendente del Comune di Cava con qualifica non dirigenziale. Qui il problema, a mio giudizio, è di merito. Il corpo della Polizia Locale mostra da anni i segni di una grave crisi organizzativa, che non nasce oggi, ma che nel periodo dell’amministrazione Servalli si è manifestata con evidenza ancora maggiore. In termini di principio, la scelta di affidare il comando del Corpo ad un dirigente con esperienza specifica sarebbe condivisibile. Conoscendo le condizioni del Corpo, sarebbe stato logico, tuttavia, investire del ruolo una figura esterna, in grado di apportare competenze nuove e, soprattutto, di cambiare l’atmosfera attuale. Ha avuto senso, date queste condizioni, affidare l’incarico ad un funzionario interno? Non mi pare che la Polizia Locale abbia fatto l’auspicato “salto di qualità”, anche perché il neo-dirigente ha semplicemente continuato a fare quello che faceva prima, ma a costi ben maggiori per le casse comunali”.

“Veniamo all’Avvocatura -incalza Murolo- per la quale è stata manifestata l’intenzione di assumere un coordinatore. Il Comune ha in organico due avvocati, laboriosi ed efficienti, che finora facevano capo al dirigente responsabile del Personale e degli Affari Generali. Può darsi ci sia bisogno di un altro avvocato per reggere il carico di lavoro. Non comprendo, però, la necessità di istituire la funzione di un “coordinatore”, il cui compito (oltre quello di fare esercitare la professione di avvocato dell’ente) sarebbe appunto quello di coordinare altri due avvocati esperti. Insomma, contro ogni logica organizzativa, assumiamo – e paghiamo – un coordinatore per gestire due professionisti e qualche impiegato amministrativo. A meno che, sotto sotto, non ci sia una motivazione recondita”.

“Infine -polemizza ancora Murolo- la responsabilità del settore Tributi e Igiene Ambientale. Il settore è stato assegnato all’ex direttore generale del Consorzio di Bacino, arrivato al Comune di Cava perché inserito nelle liste di mobilità dalla precedente posizione di lavoro. Si tratta di dirigente già assunto in passato da una precedente amministrazione e poi transitato al Consorzio di Bacino. Il punto, però, è un altro: è un ulteriore tentativo di ridimensionare il dirigente che si occupava fino a qualche mese fa dell’area tributi oppure era davvero necessario affidare ad altra figura dirigenziale la suddetta area?

“C’è poi un punto ancora più importante e, cioè, la scelta dei tempi -prosegue il suo attacco al sindaco Servalli l’avvocato Murolo- se queste scelte organizzative hanno una importanza tanto fondamentale e porteranno risultati tanto importanti, perché non sono state prese prima? Perché concentrare tutto nell’anno che precede le elezioni? Io la spiegazione l’ho data ma, come abbiamo visto, al sindaco non è piaciuta”.

“Vengo adesso, visto che siamo in discorso -affonda il coltello affilato anche in punto di diritto l’avvocato Murolo, esperto ed apprezzato giuslavorista- al comunicato stampa (pubblicato anche sui social) firmato dal dirigente Pd Marco Ascoli. Rispondo in questa sede, cioè al mandante politico dell’intervento, e lo faccio anche qui nella maniera più sintetica possibile. L’estensore della nota dimentica che Ausino non è “solo” una società pubblica, ma essendo una società pubblica titolare di affidamento diretto di un servizio a rilevanza economica (cd. “in house providing”) è sottoposta al regime cosiddetto di “controllo analogo”: ad essa si applicano, appunto “per analogia”, tutte le norme che regolano l’attività dell’Ente pubblico che la partecipa e/o che ha affidato il servizio. Quindi anche le norme in materia di assunzione e impiego del personale”.

“Oltre al Testo Unico per le partecipate -prosegue la sua lezione di diritto l’avvocato Murolo- bisogna leggersi perciò anche il Testo Unico del Pubblico Impiego. Comunque è proprio l’art. 18 del D. Lgs. 175/2016, citato nel comunicato, che al comma 5 impone agli Enti Locali di riferimento di fissare (tramite il Consiglio Comunale o l’Assemblea dei Soci, a seconda dei casi) gli obiettivi di programmazione del personale e l’obbligo delle società partecipate di recepire gli atti di indirizzo con propri provvedimenti. Si tratta di una disposizione che riproduce quella precedentemente contenuta nell’art. 18, comma 2 bis, del Decreto Legge 112/2018 e che ha proprio lo scopo di contenere la spesa per personale delle partecipate, che può essere aumentata (come precisato anche dalla magistratura contabile) solo a fronte di un correlato incremento delle attività e del fatturato”.

“Tuttavia -rileva in modo assai insinuante-  la nota di Ascoli contiene una informazione molto interessante, che a me era sfuggita. Ausino, per bandire la procedura concorsuale, ha avuto l’accortezza di attendere che scadesse la previsione che, allo scopo di contenere la spesa pubblica, obbligava ad effettuare nuove assunzioni solo ed esclusivamente tramite l’Anpal, cioè attingendo alle liste regionali dei dipendenti pubblici eccedentari. Adesso si capisce ancora meglio perché mai Ausino abbia impiegato per tanto tempo il dottor Giuseppe Zarrella con contratti di lavoro interinali. Bisognava aspettare, infatti, di avere le mani libere per fare il concorso. Per inciso: l’estensore della nota potrebbe spiegare come funziona il sistema di tariffazione dell’acqua? Vuole rendere edotti i cittadini sul fatto che ogni maggior costo si ribalta automaticamente sulla bolletta che ciascuno di noi riceve?”.

“Da ultimo e senza nessun imbarazzo -conclude Murolo, qui nella veste più di professionista del diritto che di politico- sono stato incaricato in alcune occasioni da Metellia Servizi di difenderla davanti al Giudice del Lavoro in cause proposte da persone che sostenevano di avere il diritto ad essere assunte; un fatto, questo, che per la società avrebbero avuto conseguenze economiche estremamente pesanti. I giudici hanno accertato la fondatezza delle tesi sostenute dalla società da me assistita che ha vinto tutte le cause, in primo grado e in appello. La mia parcella è stata pagata ai minimi tariffari. Non si trattava di attività di consulenza ma, appunto, di patrocinio in giudizio (e Metellia non ha avvocati nel proprio organico). Nessuno di questi incarichi mi è stato conferito, benché non vi fosse alcuna incompatibilità, nei 18 mesi nei quali sono stato assessore tecnico della giunta Galdi: carica che, detto per inciso, per me è stata un’esperienza gratificante e non una cosa della quale dovrei vergognarmi”.

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