A Minori il Presepe dipinto di Giacomo Palladino. L’inaugurazione il 15 dicembre

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foto Pierfrancesco Cantarella

Con la visita di Papa Francesco al santuario del presepe di Greccio, dove per la prima volta il poverello d’Assisi rappresentò la Natività, è stato riaffermato con forza il significato e il valore del Presepe.

Il Santo Padre nella lettera apostolica Admirabile signum scrive: «Con questa lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze…. E prosegue nella sua lettera… In questo nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è spazio per tutto ciò che è umano e per ogni creatura. Dal pastore al fabbro, dal fornaio al musicista, dalle donne che portano le brocche d’acqua ai bambini che giocano. Tutto ciò rappresenta la santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, quando Gesù condivide con noi la sua vita divina».

La Natività non ha solo conquistato il popolo dando vita ad una tradizione radicata nel mondo cristiano, ma nel corso dei secoli, ha conquistato i grandi pittori, scultori e artisti dal Trecento in poi. Non è rimasto insensibile al fascino della rappresentazione della Natività il maestro Giacomo Palladino che anche quest’anno (si teme forse per l’ultima volta a Minori), inaugurerà il 15 Dicembre alle ore 18.30 il Presepe dipinto “Un Vangelo della Natività – Citazione della Natività & Adorazioni dal ‘300 all’800” tra gli archi e le volte dell’Antica Scuderia (Minori-Piazza Cantilena). Un viaggio attraverso la storia dell’arte che prende inizio dal ‘300 proseguendo fino all’800 con oltre 100 figure la cui altezza varia dai 50 ai 180cm e che rappresentano personaggi del Nuovo Testamento, del popolo minuto e pastori storici del ‘700 napoletano.

Cosi come in una sceneggiatura di un film si susseguono sotto gli occhi del visitatore gli episodi del Vangelo della Natività a partire dall’Annunciazione fino alla fuga in Egitto, passando attraverso la Visitazione, il sogno di Beniamino per arrivare infine, alla Natività. Il presepe dell’artista minorese è anche espressione del mondo popolare della Costa d’Amalfi e riecheggia la bellezza e il fascino del suo habitat: i limoneti, il mondo contadino che si caratterizza con i suoi colori e i suoi suoni: il cinguettio degli uccelli, il belato delle pecore, il raglio dell’asino.

In questo impegno artistico ultra trentennale, l’artista ogni anno ha aggiunto nuove figure accrescendo la bellezza della sua rappresentazione presepiale nel contempo contribuendo fortemente alla conoscenza della Storia dell’Arte. Infatti, l’opera artistica del Palladino è stata visitata nel corso delle sue edizioni da numerose scolaresche, avvalendosi della collaborazione della Pro Loco di Minori e della disponibilità della famiglia Sammarco dell’Hotel Santa Lucia che ha messo a disposizione dell’iniziativa i suoi locali. (foto Pierfrancesco Cantarella)

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