Servalli, Sindaco mio, la “monnezza” e non solo…

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Io veramente non mi capacito come si possa sbagliare e per anni perseverare nell’errore.

Come dicevano i nostri padri latini “errare humanum est perseverare autem diabolicum”, più pedestremente “Errare è umano, ma persistere è diabolico”.

Una volta per tutte te lo voglio dire con due versi di Totò, estratti impropriamente dalla sua famosissima “ ‘A livella”: T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella, che staje malato ancora e’ fantasia?…”.

La gestione della monnezza, e anche altro, non sono cosa tua, o meglio lo sarebbero se solo abbandonassi i vecchi schemi, le antiche fissazioni, e scendessi sul terreno concreto delle cose realizzabili, e non delle utopie che in questa città nella quale -nonostante i non so quanti quarti di nobiltà, e l’antica tradizione di “piccola Svizzera” ma molto, molto piccola, oramai da vedersi col microscopio -alcune cose sono impossibili.

E tu hai la intelligenza e la capacità per rendertene conto.

Per la “monnezza” chi te lo fa fare di perseverare nelle brutte figure, qui a Cava non si può continuare ad inseguire le chimere.

Qui a Cava c’è una grande percentuale di zozzoni, che non rispettano le regole, che buttano le loro porcherie dappertutto.

Ormai non c’è più differenza tra centro e periferia, pure in pieno centro appaiono sempre più cose incredibili, anche gabinetti e servizi igienici, la città sembra diventata una discarica a cielo aperto.

Ma in quale lingua dobbiamo dirti che devi cambiare registro, arrenderti alla evidenza, e passare alle tanto vituperate, da te e da Metellia, isole ecologiche, vale a dire a quegli spazi chiusi e recintati dove pulitoni e zozzoni possono depositare le loro cose, che così si spera non compaiano più dappertutto, e pure se i calendari e gli orari non vengono rispettati, pazienza, almeno non si vedranno le attuali brutture.

Una resa?

Tutt’altro, piuttosto una cosa intelligente, una presa di coscienza  e se mi consenti anche un atto di umiltà, nel constatare la inapplicabilità di talune soluzioni, aggravata dalle difficoltà che la pandemia ha creato alla Metellia e dalla impossibilità per la stessa di far fronte ad una emergenza che oramai sta assumendo una dimensione veramente preoccupante, e che potrebbe diventare irreversibile, a meno che non si ricorra a risorse esterne che graverebbero pesantemente sul costo del servizio e, quindi, sulle tasche di noi tutti, e, in definitiva, solo su quelle dei buoni pagatori.

Io non mi vorrei ripetermi, ma non so quante volte ti ho informato di come sia organizzata Merano, una città meravigliosa, piena di verde, dove non si vede in strada un sacchetto, una cartaccia, che nel 2020 contava oltre 40.mila abitanti, quindi di una dimensione ragguardevole, eppure linda e pinta, dove è piacevole vivere perché sembra essere in un giardino.

E non dirmi che quella è un’altra Italia, perché è vero che i meranesi provengono dalla imperiale Austria, ma è anche vero che pure altre città italiane, meno asburgiche, hanno adottato le stesse soluzioni con risultati ottimi.

Già da decenni a Merano hanno adottato le isole ecologiche, ovviamente in maniera molto avanzata, ma anche noi cavesi possiamo giungere a quel livello, l’importante è incominciare a recintare, poi il passo successivo potrà essere di fornire buste codificate, e poi utilizzare il badge già in possesso dei cittadini per accedere ai vari contenitori, e poi, e poi, e poi…

L’appetito verrà mangiando, i problemi si risolvono gradatamente, con un poco di fantasia, e tanta buona volontà, e anche qui da noi, nonostante tutto, abbiamo intelligenze in grado di organizzare un servizio che, in fin dei conti, non ha niente di trascendentale, basta solo avere intelligenza, umiltà, senso della realtà e senso pratico.

Tutto qui: sembra poco, ma non lo è affatto.

Ma poi c’è un altro pure annoso problema che ancora ti intestardisci a trascurare, mal consigliato dai tuoi “consigliori”, tecnici e pure politici, vale a dire la eccessiva velocità delle auto che in talune ore della giornata tanti spericolati piloti prediligono, specialmente lungo le corsie di scorrimento veloce dell’attuale trincerone, ma anche su Viale Mazzini, Viale Marconi, Via Gramsci, Via delle Arti e Mestieri, Via Gaudio Maiori, e altre: e pure in Via De Filippis, specialmente di notte e nonostante, anzi forse proprio per i semafori.

Proprio l’altra mattina un ennesimo incidente a Viale Marconi ha mandato all’ Ospedale una ragazza che alle 6 del mattino si recava al lavoro, investita da uno “Schumacher” mattiniero. Ma non è il solo caso, giacché a tutte le ore del giorno su tali strade, quando non c’è molto traffico, ci sono gli esibizionisti della velocità.

Contro tali esuberanze ci sono molti sistemi di contrasto, principalmente le rotatorie, ma certamente non è facile realizzarle dappertutto, e non è facile trovare le risorse economiche per farle; ma ci sono pure i semafori, che sono già installati ma quasi sempre lampeggianti, e non si capisce il motivo.

 E, infine, c’è un sistema semplice ed economico, i “dissuasori” tanto ostacolati dai tuoi tecnici, testardi impenitenti, fissati della teoria che sono contro legge, e non si capisce perché tanti altri Comuni, pure più importanti del nostro, li utilizzino, ma anche l’autovelox.

Sono intelligenti i nostri tecnici o lo sono più quelli degli altri Comuni?

Io sono convinto che i nostri siano solo dei testardi e agnostici burocrati, tutti presi dalla loro boria di superiorità che praticamente danneggia la popolazione.

Caro Sindaco, ma la vogliamo migliorare questa città, senza tante bizze e impuntature?

Basta solo un tantino di senso pratico e, se mi consenti, di intelligenza, e a te non manca né l’una né l’altra cosa.

E allora, perché non ti dai da fare?

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