Servalli, Sindaco mio… dell’Ospedale di fra Gigino cosa pensi?

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il sindaco Vincenzo Servalli (foto di Aldo Fiorillo)

Caro Sindaco… prima di tutto auguri di buon anno. Forse gli auguri te li faccio con un pochino di ritardo, ma è dal dicembre dello scorso anno che non colloquiamo, e quindi questa è la prima occasione per farti gli auguri di buon anno.

In verità non direi proprio che quest’anno sia cominciato bene, un poco per tutti, visto che la pandemia non ci lascia tranquilli, anzi si è impennata, e chi la deve contrastare si è, diciamo così, “ammosciato”, ammorbidito, e tu come gli altri.

Capisco che per te quest’anno sia iniziato piuttosto male, sembra che tutti ti diano addosso e non ti lasciano vivere, e pure l’opposizione ha alzato la cresta, e ogni giorno ne escogita una per metterti il bastone tra le ruote e la buccia di banana davanti alla porta e farti fare qualche ulteriore scivolone.

Certo che nel tuo primo quinquennio ti eri abituato male, visto che l’opposizione per cinque anni quasi non è esistita, sei vissuto di rendita, a volte l’opposizione l’avevi dal tuo stesso schieramento, tanto per bilanciare la mancanza di quella degli altri.

Ma devi fartene una ragione, purtroppo la politica è fatta così, e tu che sei un politico navigato, lo sai bene.

Penso che se fosse per gli altri tradizionali partiti avresti potuto continuare a campare di rendita, però quest’anno c’è un incomodo, Luigi Petrone, l’ex Fra Gigino, che ti tallona, e si tira dietro pure quelli degli altri partiti, tanto per “fratellanza”, termine che, secondo Treccani, è sinonimo di vincolo di affetto che unisce i fratelli, ma che qui a Cava non unisce l’ex Fra Gigino nemmeno con i suoi ex confratelli del convento: siamo vincoli o sparpagliati? come diceva l’indimenticato Pappagone.

Ed è proprio con Gigino Petrone che avrei voluto iniziare questo dialogo, ma poi ti è caduta tra capo e collo una di quelle tegole che è difficile non facciano male, e non posso far finta di niente.

Parlo della indagine alla quale tu e il tuo vice siete soggetti per quei contributi Inps che sembra abbia pagato il Comune mentre avreste dovuto pagarli di tasca vostra.

Personalmente io a questa “défaillance” non presto credito, sarebbe stato da stupidi fare una sciocchezza del genere da parte di due persone intelligenti e navigate, professionisti e non ladri di galline come sembra vogliano farvi apparire; e sarebbe stato stupido che i Dirigenti del Comune addetti a tali adempimenti abbiano fatto una sciocchezza di questo genere, visto che potrebbero essere anch’essi messi sotto accusa e processati.

E, tanto per non smentire il solito luogo comune, molta fiducia si deve avere nella Magistratura, la verità verrà a galla, prima o poi: purtroppo, sapendo come vanno le cose qui in Italia, penso proprio che verrà a galla “poi”, i processi civili durano in media sette anni, quelli penali forse un poco meno, ma comunque anni; io confido nella vostra piena assoluzione, ma intanto gli sciacalli che stanno alla finestra guardano e sogghignano.

Io mi sono fatto anche un’idea di chi può essere stato a fare la soffiatina, e Fra Gigino non c’entra niente, lui porcherie di questo genere non ne fa: ma il nome me lo tengo per me perché altrimenti rischierei una querela, un processo, e ne faccio volentieri a meno.

Per fortuna c’è anche qualche buona notizia, mi riferisco alla conclusione positiva del processo a diversi medici per le supposte false invalidità accertate, positiva nel senso che tutti sono stati assolti per avvenuta prescrizione: quindi c’è poco da gioire, la prescrizione non vuol dire che il fatto non sussiste, e qualcuno di essi è pure tra i tuoi collaboratori.

Invece ho gioito quando ho saputo che uno di essi, il dottor Francesco Ragni, ha rinunciato alla prescrizione chiedendo di essere processato per dimostrare ufficialmente la sua innocenza; una decisione coraggiosa che lo qualifica, avrebbero dovuto fare la stessa cosa anche gli altri, ma ognuno fa le sue scelte.

Nel frattempo tu come Sindaco e Nunzio Senatore come tuo vice dovreste fare qualcosa per evitare i disagi dei quali quotidianamente soffrono automobilisti e pedoni cavesi, perché la città è diventata un grande cantiere edile, tutte la strade sono interessate a scavi, interramento di tubi, svellimento di asfalto, coperture e bitumazioni; non c’è una di strada che si salvi, e poi ci si è messo pure l’Ausino che ha bloccato per alcuni giorni Via De Filippis per una vasca che era collassata:  e il traffico è perennemente in tilt, anche grazie ai Tir che continuano ad attraversare la SS18 perché i lavori autostradali tra Cava e Vietri sembrano  ormai eterni ; e visto che c’è pure il problema dei lavori fra Vietri e Salerno sulla strada statale, a volte non si sa come scansare le file chilometriche.

Un’ultima cosa, e anche una raccomandazione: in una città che ha natali con diversi quarti di nobiltà, la prima della provincia dopo il capoluogo, la ex “piccola svizzera”, il verde e gli alberi non solo sono salutari, ma sono anche un prestigio da non sottovalutare.

Purtroppo le attuali esigenze di prevenire i crolli di alberi di alto fusto, che già hanno provocato un morto, hanno portato all’abbattimento di tanti begli alberi, al posto dei quali tu e l’amministrazione vi siete impegnati a piantarne altri.

Ora a Viale degli Aceri, l’unica strada di Cava che toponomasticamente richiama gli alberi, si stanno eseguendo lavori di rifacimento dei marciapiedi, con connessa sradicamento di alberi che si spera vengano poi reimpiantati. Mi auguro che non sia una vana speranza, e che anche altrove ricompaiano gli alberi al posto di quelli abbattuti.

E mi avvio alla conclusione parlando dell’ex Fra Gigino.

In verità è proprio con Gigino Petrone che avrei voluto iniziare questo primo colloquio del 2021, lo faccio in conclusione per parlare del suo progetto di costruzione di una nuova Cittadella ospedaliera, che già chiamano l’Ospedale di Fra Gigino, una specie di blitz che sinceramente mi ha affascinato, tant’è che mi sono preso la briga di andarmi a leggere il corposo fascicolo progettuale, molto palloso perché zeppo di riferimenti legali, tecnici, urbanistici, etc. etc., che Fra Gigino ha illustrato alla Commissione Sanità della tua amministrazione, e sembra che siano rimasti tutti a bocca aperta.

Se son rose, fioriranno, mi sono detto, frattanto il vulcanico Fra Gigino ha dato fuoco alla miccia, e ha suscitato non poche aspettative nella popolazione cavese, e nel bacino di utenza di circa 100.mila persone che questa cittadella potrebbe servire; in pratica un sogno, e sognare fa bene.

A tal proposito mi sarebbe piaciuto leggere un tuo commento: capisco i crucci che ti assillano, ma come Sindaco un cenno dovresti farlo, non dico di dire “bravo” a fra Gigino, ma almeno esprimere un tuo parere.

O no?

 

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