Servalli Sindaco mio… dall’ospedale al Castello e alla Festa di Monte Castello

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foto Gabriele Durante

Riprendendo il discorso interrotto qualche giorno addietro, mi permetterai qualche nuovo commento sulle cose che vanno, poche, e su quelle che non vanno che secondo me sono tante.

Ho appena ascoltato la tua lunga intervista televisiva, con la quale, caro Sindaco, hai elencato tutte le opere portate a termine durante il tuo precedente mandato; nulla da eccepire, in pratica hai ricordato ali telespettatori tutti i sospesi delle precedenti amministrazioni che tu hai eliminato, alcuni pure quarantennali, come l’apertura del trincerone-sottovia, bonifica della baraccopoli post-terremoto, e tante altre cose che nessuno ti contesta.

Ma, per sgombrare il campo da equivoci, fermo il riconoscimento di quanto hai fatto, diciamo subito che non puoi vivere di rendita per un altro quinquennio, in questo attuale devi programmare il futuro della città.

E non torno sulla spazzatura, ricordandoti quanto te ne abbiamo parlato, e allegando l’ultima foto postata su FB, una discarica a cielo aperto in località Petrellosa.

Voglio iniziare con “gli“  Ospedali cavesi, finora ce n’è solo uno, il vecchio, sotto tanti aspetti, Santa Maria Immacolata dell’Olmo, croce e delizia tua e dei cavesi.

Molti non si sono ancora resi conto, nonostante sia stato detto tantissime volte, ma le teste metelliane sono di “piperno”, e non si vogliono rendere conto che oramai, da oltre un decennio, non è di Cava ma della Azienda Universitaria Ruggi d’Aragona di Salerno.

 

Ma lasciamo stare questo aspetto proprietario, certamente non secondario, per affrontare i problemi spiccioli quotidiani, tra i primi la riapertura del Reparto di Rianimazione, sulla quale non ho mai avuto alcun dubbio, sia perché la gente, non avendo capito quello che ho scritto poc’anzi, non si è resa conto che nessun intervento d’imperio tu e l’amministrazione potevate fare; confidavo nella tua opera di persuasione, e anche in quella del Prof. Lamberti, so che entrambi non parlate a vanvera..

Infatti il Reparto è stato appena riaperto, ma i tuoi detrattori, più che complimentarsi e ringraziarti, si sono ringalluzziti e sono tornati alla carica con altre richieste, che personalmente considero mal poste, se non fuori posto.

Come si può pretendere che l’Azienda Universitaria Ruggi, o il SSN, spenda milioni di euro per ulteriori ristrutturazioni di una struttura vecchia e obsoleta, che già è costata milioni, soldi che gravano sulle nostre tasche, invece che guardare in prospettiva?

E’ proprio per questo che ho parlato de“gli” Ospedali cavesi, perché Padre Gigino, nell’ultimo Consiglio comunale ha buttato sul tavolo il suo “sette bello”, vale a dire il suo progetto -mi piace definirlo “suo” perché lui lo ha scovato tra le scartoffie impolverate del passato- di una nuova Cittadella Ospedaliera nella zona di Santa Lucia, che porterebbe Cava all’avanguardia nel Servizio Sanitario Provinciale, mettendoci sullo stesso livello del San Leonardo di Salerno clicca qui

Già a suo tempo avevo espresso il mio apprezzamento, una realizzazione del genere darebbe lustro non solo alla città, ma alla tua amministrazione, quindi a te, proiettandoti nella striminzita schiera dei bravi Sindaci, e immagino che questo non possa che farti piacere.

Il Consiglio si è espresso alla unanimità favorevole, sia pure con qualche distinguo, ma ti ha sostanzialmente girato la patata, e ora, prima che ti si riscaldi in mano, penso sia opportuno che tu la trasferisca al Governatore De Luca il quale, se vuole, ma non vedo perché non dovrebbe, può darci un grande aiuto, stanziando i fondi Regionali per la Sanità, oppure attingendo le risorse economiche da quelle che l’UE ci sta mettendo a disposizione.

Quindi, datti una mossa, corri da De Luca, e risolvi il problema.

Certamente la realizzazione non sarà immediata, conoscendo i “tempi tecnici” italiani, l cittadella la vedranno realizzata i nostri figli, ma frattanto tu e Fra Gigino ne avrete merito.

E non temere che Fra Gigino alla fine del tuo quinquennio ti possa sostituire, ormai la sua fama l’ha conquistata, potrebbe avvenire, ma certamente se ti darai da fare, qualche chance in più ce l’avrai.

Anzi, a mio avviso, dopo l’improvvida sortita dell’ex frate di qualche giorno fa, che ha proclamato l’aborto ad un olocausto, ha perso più di un consenso, e questo potrebbe giovarti nella competizione elettorale.

 

Ora voglio parlarti della Festa di Monte Castello, e mi scuserà Livio Trapanese, che correttamente la definisce “Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento”, se la banalizzo in questo modo, ma per me e per tanti questa è.

Devi sapere, caro Servalli, che io abito proprio ai piedi della collina e ogni sera, chiudendo la serranda della cucina, guardo in alto, e vedo spento pure il grande Ostensorio che nei mesi estivi è proprio il simbolo di questa festa. Negli altri anni rimaneva acceso almeno tutto il mese di giugno, se non anche dopo, quest’anno è una tristezza vederlo spento.

E ogni sera ricordo che quarant’anni fa, quando ebbi il piacere di trasferirmi a Cava, conobbi una celebrità metelliana, l’avv. Mimì Apicella, il creatore del famosissimo giornale “Il Castello”, che a quel tempo era diretto da compianto Peppino Muoio, sul quale pubblicai molti articoli.

Anno dopo anno, però, il giornale scemava, all’origine veniva pubblicato ogni mese e anche più, poco per volta le uscite rallentarono per questioni finanziarie: la stampa costava e il giornale veniva distribuito gratuitamente.

La proprietà de “Il Castello” era della Associazione Ente di Montecastello, che ancora oggi è in piedi per la Festa di Montecastello.

Sul giornale compariva la pubblicità di tanti sponsor cavesi, ma ogni mese qualcuno doveva fare la “questua”; a nulla valsero i miei suggerimenti di acquisirli come sponsor e finanziatori fissi, impegnando il giornale a pubblicare i loro inserti pubblicitari su almeno 12 numeri, ed essi dovevano garantire il pagamento per l’intero anno: in tal modo si garantiva la sopravvivenza del giornale.

L’Ente proprietario si oppose e poco a poco le pubblicazioni rallentarono, il giornale si inaridì, e quando veniva pubblicato i volenterosi distributori nelle strade cittadine, con una mano distribuivano le copie, con l’altra porgevano un salvadanaio per la raccolta dell’obolo, una cosa davvero meschina.

Poi le pubblicazioni cessarono, e molti collaboratori passarono ad altre testate.

Questa piccola storia l’ho scritta per dimostrare che l’Ente che a suo tempo era proprietario di quel giornale è lo stesso che adesso amministra la Festa di Montecastello, e temo che, come per il giornale, anche la festa si stia inaridendo.

Prova ne sia che anche lo striminzito programma di quest’anno, 365^ edizione, pubblicato anche da Livio Trapanese su FB, pure se particolarmente ridotto, non è stato rispettato: a parte le celebrazioni religiose di giovedì 10 giugno dell’Arcivescovo Soricelli, e la esibizione dei Trombonieri con la tradizionale batteria di spari in edizione ridotta, i fuochi sono stati soppressi. Non si è potuta effettuare la solita questua a causa della pandemia, si attendevano i contributi con bonifici bancari, che probabilmente non sono stati sufficienti, e nemmeno gli 80 salvadanai distribuiti nei locali hanno reso molto.

La conclusione è che è  stata una edizione striminzita.

Perché, caro Servalli, mi sono dilungato su questo aspetto: semplicemente per richiamare la tua attenzione sul mancato appoggio del Comune a questo evento che negli anni scorsi richiamava a Cava folle di turisti provenienti da tutta la Campania e oltre; e se Cava ha ancora la tradizione turistica che tu rivendichi, l’assenza del Comune, unitamente alla scarsa efficienza dell’Ente Montecastello, sono cose particolarmente gravi, e dovresti metterci mano: per tentare di recuperare il tempo e il terreno perduto ed eventualmente intervenire anche sui vertici dell’Ente.

La cittadinanza cavese è particolarmente legata a questa festa, e spera che dal prossimo anno ci sia una svolta radicale.

Molti altri argomenti dovrei trattare, il Terminal-bus, Villa Schwerte, l’IMU di San Giuseppe al Pozzo, il Palasport, eccetera, ma già mi sono abbastanza dilungato e non posso scontentare il mio megadirettore che mi raccomanda di essere breve.

Perciò ti do appuntamento alla prossima puntata.

3 Commenti

  1. 20.06.2021 – By Nino Maiorino – Un refuso: ho scritto “ha proclamato l’aborto ad un olocausto”, intebdevo “HA PARAGONATO L’ABORTO AD UN OLOCAUSTO”. Scusate.

  2. Troppe accuse all’EMC sui festeggiamenti. E’ troppo facile per chi non ci sta dentro giudicare. La verità è questa: quest’anno a motivo del covid non si poteva fare niente. E l’Ente si è battuto contro burocrazia e divieti assurdi per poter almeno dare un segnale non poteva mancare la benedizione alla città del Santissimo Sacramento. Fino a qualche settimana prima della festa le autorizzazioni tardavano ad arrivare e quindi anche la raccolta fondi per ovvie ragioni non poteva iniziare. Quello che si è fatto è stato pure troppo e grazie all’aiuto di associazioni e benefattori adoratori del Santissimo Sacramento. In quanto all’illuminazione pochi sanno i costi esosi da pagare all’enel, e bisogna farsi i conti in tasca. Anche per i fuochi pirotecnici l’autorizzazione è arrivata all’ultimo momento, e quindi meglio non si poteva fare. Quando si è troppo severi nel giudicare significa che si è poco attenti alle problematiche e alle difficoltà, si è anche poco rispettosi di quelli che si sono adoperati (spero anche Nino) per fare il massimo consentito e mettendo mano alla propria tasca.

  3. 22.06.2021 – Questo è il testo della precisazione fatta dll’E.M.C.:””Troppe accuse all’EMC sui festeggiamenti. E’ troppo facile per chi non ci sta dentro giudicare. La verità è questa: quest’anno a motivo del covid non si poteva fare niente. E l’Ente si è battuto contro burocrazia e divieti assurdi per poter almeno dare un segnale non poteva mancare la benedizione alla città del Santissimo Sacramento. Fino a qualche settimana prima della festa le autorizzazioni tardavano ad arrivare e quindi anche la raccolta fondi per ovvie ragioni non poteva iniziare. Quello che si è fatto è stato pure troppo e grazie all’aiuto di associazioni e benefattori adoratori del Santissimo Sacramento. In quanto all’illuminazione pochi sanno i costi esosi da pagare all’enel, e bisogna farsi i conti in tasca. Anche per i fuochi pirotecnici l’autorizzazione è arrivata all’ultimo momento, e quindi meglio non si poteva fare. Quando si è troppo severi nel giudicare significa che si è poco attenti alle problematiche e alle difficoltà, si è anche poco rispettosi di quelli che si sono adoperati (spero anche Nino) per fare il massimo consentito e mettendo mano alla propria tasca.””.
    NON HO ALCUNA INTENZIONE DI ACCENDERE UNA POLEMICA, SI FA QUELLO CHE SI PUO’, LA MIA PASSATA ESPERIENZA MI INDUCE A PENSARE CHE SI FACCIA POCO E PURTROPPO NON SI VEDE UNA SVOLTA E ANDANDO AVANTI COSI’ SI PREGIUDICA IL FUTURO. OCCORRE UNA SVCLTA RADICALE, GESTIRE L’ENTE CON CRITERI MANAGERIALI, RILANCIARLO, INVESTIRE SUL FUTURO. E IN QUESTO DEVE FARE LA SUAM PARTE, IMPORTANTE, IL COMUNE AL SINDACO SERVALLI E’ INDIRIZZATA LA MIA MAGGIORE CRITICA.

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