Servalli, Sindaco mio… Dall’Ausino ai Vigili urbani passando per i rifiuti ed erbacce

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Ma che combini? Ma cosa mi combini?  Ma che diavolo fai?

Scusami, te lo chiedo tre volte perché ti voglio bene, e non mi fa piacere che faccia o ti facciano fare cose strampalate, o ti facciano assumere rogne e responsabilità che sono di altri, che ti scarichino tutto addosso a valanga, come l’immagine di quei milioni di compresse di droga sintetica sequestrate presso il porto di Salerno qualche giorno fa.

Ma tu sei sicuro che tutti i tuoi collaboratori ti vogliano bene?

Ti è mai sorto il dubbio che non tutti “ti amino”, in senso metaforico s’intende, e che ci sia qualcuno che, di tanto in tanto, ti mette lo sgambetto?

Il pasticcio dell’Ausino – Io vorrei incominciare dal problema che ti ha creato l’Ausino negli ultimi giorni, cioè la improvvisa mancanza di acqua che ha bloccato quasi tutta Cava per circa 24 ore, ma della quale i cittadini si sono accorti solo quando, aprendo i rubinetti, li hanno trovati a secco.

E’ vero che tu, in questa faccenda, c’entri, scusa il termine, come il cavolo a merenda, ma è pur vero che quando la gente è esasperata e non sa a chi rivolgersi, il Sindaco è il naturale parafulmini, e anche questa volta tu lo sei stato.

E vorrei vedere come si faceva a non essere esasperati di fronte ad una mancanza di acqua tanto prolungata, che ha danneggiato non poco gli esercizi commerciali, specialmente bar, ristoranti, pizzerie, paninerie e via di seguito, che improvvisamente hanno dovuto rinunciare a prenotazioni e chiudere i battenti per evitare danni maggiori; e per chi è uscito già danneggiato dalla pandemia, non è facile ingoiare un tale rospo.

Ma è molto strano che Ausino, nonostante il mega organico e i ben retribuiti consulenti, non abbia divulgato di sua iniziativa in tempo utile un comunicato per avvertire in anticipo la cittadinanza del grande problema che aveva avuto.

Ma ti sembra normale che Ausino abbia interamente scaricato sul Comune l’onere di avvertire la cittadinanza che per 24 ore sarebbe rimasta a secco?

Ma Ausino, un addetto alla comunicazione, tra i suoi ben retribuiti dirigenti, funzionari e consulenti, ce l’ha?

Secondo Radio Portico non solo non ce l’ha, ma sembra che tra i dirigenti di Ausino qualcuno abbia volontariamente bloccato qualunque informativa preventiva per, senti bene, “evitare accaparramenti di risorse idriche che sarebbero state sottratte agli altri”!

Cosa da pazzi, se risulterà vera.

In sostanza un alto dirigente di Ausino, per paura che i cittadini, sapendo di rimanere senza acqua per 24 ore, avessero riempito la vasca da bagno, o qualche “boccione” di 5-10 litri di acqua, ha deciso di non dire niente, e magari ha fatto trovare qualcuno già insaponato sotto la doccia senza poi potersi risciacquare, o che mentre si stava lavando i denti non ha potuto risciacquare la bocca (cose capitate veramente!).

Io penso, e mi auguro, che non sia così, perché se così fosse, questo signore dovrebbe essere immediatamente ricoverato in manicomio: purtroppo non esiste più nemmeno quello, ma i centri di igiene mentale ci sono ancora, e una telefonata al mio amico Walter posso farla pure io.

Lamentele fotografiche – Stamattina avevo qualche ora da perdere, nel mentre Sabatino, il mio elettrauto, mi sanificava l’impianto di condizionamento dell’auto.

E così ho deciso di fare un giro a piedi nelle immediate periferie del centro, e se pensi che Sabatino è sulla Via XXV Luglio, di fronte al rivenditore di auto-usate, comprendi che non è una periferia tanto lontana.

E così ho fatto una serie di fotografie che, se il megadirettore Petrillo me le pubblicherà qualcuna, parlano da sole, per cui non c’è bisogno di commenti.

Ora, dico io, sarà pure vero che i nostri cari concittadini sono una banda, anzi direi un esercito, di zozzoni, perché lasciano le loro “schifezze” dappertutto, e il caro amico Livio, sempre attento e puntuale nel rilevarlo, si sta rodendo il fegato per denunciarlo, ma non è che i tuoi giardinieri, o quelli di Metellia, brillino per efficienza, visto ciò che ho fotografato.

Guarda un po’ tu.

Semafori e telecamere – Non mi azzardo a chiedere “ma i Vigili dove stanno?”, perché so che, se lo facessi, dovrei poi prendere qualche compressa contro gli acufeni, per le benedizioni che essi mi manderebbero; e da cittadino coscienzioso non mi sento nemmeno di accusarli di inefficienza, quelli quattro gatti sono, peraltro divisi in due gatti per comando, visto che, oltre a quello ufficiale nel bunker di Via Ido Longo tra Passiano e S. Arcangelo, c’è né anche un altro a Santa Lucia, che poi mi sono sempre chiesto il motivo di questa “divisione” ma finora nessuno me l’ha saputo spiegare.

Però qualcosa bisogna pur fare per far rispettare i tre colori dei semafori, e meno male che ce ne sono solo tre, perché se fossero di più, probabilmente sarebbe pure peggio.

C’è il “verde” che abilita il “sardina in scatola” ad andare avanti, e su questo non ci piove.

Poi c’è il “giallo”, che dovrebbe avvertire la “sardina in scatola” di rallentare e fermarsi in attesa del “rosso”, ma solo le “sardine mosche bianche” lo fanno; anzi c’è qualche sardina che, alla vista del “giallo”, si trasforma immediatamente in uno “Schumaker” in sedicesima e pigia a tutto gas per fare il furbo e fingere che era già sull’orlo del blocco.

E fin qui, sembra la normalità.

Ma il problema è il “rosso” perché non tutti hanno capito come funziona, visto che molti pensano che sia un invito ad accelerare, andare più veloci, battere tutti sul tempo, e c’è persino qualche “sardina” che sta in quinta, sesta o anche settima posizione, e che sorpassa le auto che si sono fermate, e batte così il primato dell’imbecillità.

E’ chiaro che se i “pizzardoni metelliani” avessero uomini, risorse e tempo disponibili, potrebbero arginare questi fenomeni, ma vista la situazione resta l’unica alternativa di far funzionare le telecamere che risultano installate per il controllo di numerosi semafori, e la cui centrale è proprio presso il bunker di Passiano.

Mi chiedo e ti chiedo: ma a cosa servono quelle telecamere se non vengono utilizzate? Se ci sono dovrebbero almeno scattare qualche foto allorquando scatta il “giallo” e poi segue il “rosso”, e dalle foto si risalirebbe al “civile” automobilista; così anche le esigue casse del Comune, o quelle dei VV.UU., potrebbero rimpinguarsi, e magari qualche ora di straordinario potrebbe pure essere fatta e pagata.

Certamente mi dirai che per questo c’è l’Assessore alla Sicurezza e Viabilità, e poi c’è un Comandante, magari facente funzione, del corpo dei VV.UU., e poi vi sono i vari graduati che dovrebbero constatare, disporre, vigilare.

Ed è qui che casca l’asino, perché tra le tante competenze non si capisce bene a chi tocchi far riattivare l’impianto delle telecamere di controllo almeno dei semafori.

E, a proposito dei semafori, c’è un problema che se qualche pattuglia di Vigili veramente fosse in strada nelle giornale e nelle ore adatte avrebbe già rilevato; parlo del traffico del venerdì e del sabato sera, quello che alimenta la movida, per intenderci, e che in quelle giornate intasa le strade cavesi di scorrimento in maniera anomala, e la situazione si aggrava dalle ore 23,00 in avanti, vale a dire da quando i semafori cessano di funzionare e rimane attivo solo il “giallo”.

E così il venerdì sera e il sabato sera percorrere in auto Via XXV luglio dal diventa impossibile in entrambi i sensi, perché la fila proveniente dal Nord, lato Nocera, inizia all’Epitaffio, quella dal Sud, lato Salerno, dalla Tencana, e vorrei farti vedere cosa accade agli incroci, esempio quello di Viale degli Aceri, che ha l’ulteriore problema delle auto parcheggiate ai due lati della strada in prossimità del “Vanilla Club”; oppure al semaforo di Via Tafuri dove, per l’intenso traffico su Via XXV Luglio, la fila parte da Viale Mazzini.

Ma sarebbe tanto difficile non disattivare alcuni semafori alle ore 23,00 il Venerdì e il Sabato?

Vedi un po’ tu.

= = =

Ci ho riflettuto, probabilmente non è che i tuoi collaboratori non ti vogliono bene, quasi certamente a modo loro te lo vogliono, probabilmente non sono le aquile che ti aspettavi.

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