Nuovo sistema della mobilità in Costiera amalfitana: occasione di riflessione per il futuro di Cava

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È sempre più evidente il disinteresse strategico attribuito a Cava nel panorama provinciale e regionale  con riferimento sia alle scelte che riguardano la mancata  allocazione o progressiva dismissione  di servizi essenziali che alla sua marginale  considerazione nel sistema della mobilità provinciale extraurbana .

Circostanza che si manifesta e conferma, sistematicamente,  allorquando si pone la necessità di adottare decisioni strategiche per ovviare ad emergenze e criticità di rilievo:  nel caso specifico le numerose frane che hanno comportato la interdizione del transito sulla SS 163 con conseguenti disagi, danni e prolungato isolamento della Costiera amalfitana.

Cava de ‘Tirreni risulta, pertanto, ove mai ce ne fosse ancora bisogno di conferme,  sempre più marginale nelle scelte di programmazione  sovracomunale e ciò riduce le probabilità  di interventi strategici  ed  investimenti di rilievo – comunitari o nazionali –  che possano ridare alla città la necessaria  centralità’.

Una centralità sostanziale mediante il potenziamento dei servizi esistenti (su tutti l’ospedale) ovvero  attraverso  la previsione di nuove  infrastrutture  che possano interconnettere in maniera più efficace  Cava a tante aree provinciali,  incrementando  – nel contempo- la sua capacità attrattiva ed il  ruolo nodale nel sistema degli assetti viari ed trasportistici dell’intero comprensorio ( Agro/ Costiera/Valle dell’Irno).

Penso alla metropolitana leggera che connetta Cava alla Valle dell’Irno (di cui si parla da tempo ma che nel concreto non è mai stata progettata né proposta con convinzione)  o ancora alla Galleria Cava-Maiori ritornata di attualità ma nei fatti mai seriamente considerata e sostenuta.

In quest’ultimo caso la estromissione aprioristica di Cava da qualsiasi possibilità di essere considerata  punto di snodo del  nuovo sistema della mobilità in Costiera, rinunciando da oarte di Regione e Provincia alla valutazione/ previsione di una viabilità alternativa alla Ss163  – che parta da Cava e che sia baricentrica rispetto ai paesi della costiera oggi serviti dalla statale amalfitana- ne è esempio eloquente.

A fronte, infatti, della possibilità di realizzare una  galleria di pochi chilometri che unisca Cava a Maiori con mezzi su ferro e/o gomma, ed integri il nuovo assetto viario concepito dall’ANAS – che prevede ben tre gallerie per collegare Maiori a Praiano e Positano creando cosi’  un “continuum” di infrastrutture omogenee sotto l’aspetto tipologico e trasportistico- si privilegia  la volontà di  realizzare ( almeno nelle intenzioni)  la Funivia Angri Tramonti Maiori facendo di Angri un punto di interscambio modale  (parcheggio auto e bus).

Questo comporterà una ulteriore perdita di “chance” per la Costiera privata di una efficace viabilità alternativa alla SS163 ma anche per  Cava sempre piu stretta tra l’Agro ed i monti lattari della Costiera.

Una condizione quest’ultima fortemente penalizzante  impedendo alla citta, pur avendone le potenzialita’, di svolgere la sua funzione di riferimento comprensoriale rispetto alla Costiera amalfitana nella erogazione ottimale dei servizi anche  in forma associata: su tutti un ospedale comprensoriale  efficiente.

Viene inoltre pregiudicati per Cava l’opportunità di diventare un importante polo di attrazione turistico- integrando la capacità ricettiva non soddisfatta dalla Costiera  in una logica di  complementarità funzionale  in termini di soluzioni  culturali, commerciali ricreative,  ricettive   e  paesaggistiche.

Insomma, per  la economia cittadina- ma di riflesso anche per l’intero Agro-  sarebbe manna dal cielo in grado di generare lavoro e benessere.

Intanto, mi piacerebbe sapere cosa ne pensino gli ambientalisti, che pure si inalberano a pie’ sospinto alla sola ipotesi della Galleria Cava-Maiori, laddove il nuovo sistema di mobilità della Costiera concepito dall’ANAS prevede ben tre Gallerie.

Ma ancora più curiosi saremmo di fronte alle reazioni degli stessi laddove, ad un’opera interrata di basso impatto visivo (una galleria in località Tengana con sbocco a Maiori che darebbe anche impulso al completamento del sottovia e ad investimenti sul territorio in chiave turistico ricettiva e lavorativa), dovesse preferirsi una funivia (peraltro non a Cava secondo le previsioni urbanistiche) con torri portanti e funi a vista in grado di determinare  significative modifiche alla conformazione del versante interessato dalla nuova infrastruttura con il solo scopo di trasportare persone per gite panoramiche.

Una soluzione che, di certo, non sarebbe  in grado di impedire l’isolamento della Costiera,  mitigando i ben noti disagi  in termini di insicurezza dei comuni rivieraschi e di difficoltà sempre più importanti e ricorrenti, delle condizioni di accessibilità e vivibilità per i tanti residenti pendolari.

E’ indubbio, tuttavia, che per incidere su tali scelte strategiche e di sviluppo occorra una classe politica cittadina lungimirante in grado di tutelare e promuovere, ai vari livelli politici e sui vari tavoli tecnico ed istituzionali, lo sviluppo della propria Comunità indipendentemente dal colore politico.

Ma perché ciò accada occorrono politici capaci e preparati e soprattutto una visione condivisa di città che vada oltre il consenso e la litigiosità strumentale dei distinguo ad ogni costo.

Una classe dirigente in grado di delineare una prospettiva di città e di perseguirla con tutti gli strumenti utili affinché previsioni urbanistiche o progetti non restino meri atti di indirizzo o esercizi teorici senza attuazione pratica.

Saprà Cava avere  questo scatto di orgoglio, formando e selezionando classi dirigenti in grado di elaborare e sostenere  una visione di medio lungo termine, invertendo la tendenza degli ultimi lustri caratterizzata da interventi spesso scollegati da una logica unitaria, da previsioni urbanistiche ingessate e vincolate a strumenti e volontà sovracomunali e da una azione politica spesso tendente all’ordinario che certo mal si addice  ad una città dalla cultura, storia e tradizioni importanti ma anche terra natia  di politici che in passato hanno governato, amministrando l’ordinario, ma senza rinunciare ad osare e ad imporre il proprio peso nelle scelte strategiche importanti che riguardassero  il futuro e benessere della intera comunità cavese (prof. Abbro docet)?
Ai posteri l’ardua sentenza….

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