Festa di Montecastello, tra polemiche e dietrofront di un’Amministrazione allo sbando

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È di tutta evidenza che la Festa di Montecastello del 2019  verrà ricordata più per le polemiche social suscitate ed i conseguenti dietrofront del Sindaco/Ente Montecastello che per la sua riuscita ancora non testata.

Essa stessa, oggi, rappresenta  l’immagine plastica di una Amministrazione che ha perso orientamento e che, con ogni probabilità, non ha più nulla da dire (a volte meglio non dire!!) ma soprattutto offrire.

I fatti certificano, peraltro, la solitudine del Sindaco che ci ha messo la faccia senza che un solo assessore intervenisse sul tema.

Uniformarsi “ex post” alla volontà popolare se, apparentemente, può essere inteso come esercizio di democrazia, nei fatti – non me ne voglia il Sindaco- ,  appare piuttosto come debolezza e deresponsabilizzazione, demandando al popolo, l’onere di decidere/avallare questioni da lui stesso subite e probabilmente non condivise (Ponzio Pilato docet).

Nel caso specifico il passo indietro registrato in prima persona dal Sindaco su due eventi programmati nell’ambito della festa di Montecastello  (ripristino sabato della data dei fuochi e differimento/annullamento di una serata revival al Castello non attinente al contesto men che meno al format)  denota assoluta approssimazione organizzativa ed incapacità di dialogo ma anche difetto di autorità/autorevolezza con le varie Associazioni (figurarsi se stessa cosa dicasi nel rapporto con Istituzioni per tutelare e promuovere interventi , sollecitare finanziamenti e soluzioni per lo sviluppo e benessere della città).

In questo caso, a uscirne compromessa è stata l’immagine della città sul fronte della tutela delle tradizioni e della cultura punti di forza storici di Cava.

Tutto quanto, a parere dello scrivente, stride con quanto si propone di fare l’assessore alla cultura Armando Lamberti, con la costituzione degli Stqti Generali della Cultura, di cui, a tutt’oggi, rimane vaga la finalità e l’ambito di riferimento.

L’impressione è che la concomitanza di tante criticità, esistenti e non risolte ne adeguatamente affrontate, nonché l’assenza di una Giunta di peso, stia fortemente condizionando l’operato politico del Sindaco sempre più disorientato e poco lucido nell’assumere ovvero avallare scelte (ahimè anche in situazioni e su argomenti di maggiore rilevanza per la città)  e di perseguire convintamente le decisioni prese ove le stesse fossero conseguenti e coerenti al proprio programma elettorale, discendenti da un confronto ed analisi preventiva, in primis con la propria Giunta, e  non siano, invece, viziate da assenza di idee,  manifesta illogicità o discutibile opportunità.

Rinviando ad altra sede il dibattito sulla necessità di avviare un confronto serio inerente la complessiva  riorganizzazione della Festa di Montecastello, che merita altri onori e ribalta su scala regionale e nazionale  per la valenza storica per quantità e qualità di  risorse umane  mobilitate per la passione e capacità scenica dei tanti figuranti coinvolti,  si segnala, ad oggi, la totale anarchia ed approssimazione che si estende (solo per rimanere sul tema, ma che potremmo ripetere anche in altri settori) anche agli altri eventi ricreativi e culturali svolti in città.

Eventi  sempre più slegati, talvolta approssimativi e privi di una logica unitaria che risponda ad una preventiva ed oculata  programmazione.

Una programmazione che delinei finalità, format,  indirizzi e perimetri ai quali debbano conformarsi tutti coloro che, a qualsiasi titolo, concorrono alla organizzazione dei vari eventi.

Solo in tal modo si placheranno le polemiche, trasformando gli eventi in momento di incontro  richiamo e visibilità cittadina piuttosto che  occasione di doglianze per ragioni organizzative o di format.

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